» Invia una lettera

Una chiesa dalla parte dei poveri

1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle
Loading...

24 Giugno 2013

 Egr. Direttore,

Mi ha molto colpito in questi giorni un articolo di un importante giornalista vaticanista, Francesco Peloso, che commentando i primi cento giorni di Papa Francesco ha scritto “Se il Papa critica il capitalismo e la sinistra no” titolo molto forte, quasi provocatorio. Addirittura si preannuncia l’arrivo di una nuova enciclica papale che potrebbe avere come tema la centralità dei poveri contro la globalizzazione selvaggia, il consumismo, la sete di denaro e di successo di questa società sull’orlo di una crisi spaventosa, crisi non solo economica ma soprattutto morale e ideale. Chi lo sa, potrebbe essere una sorta di un nuovo manifesto come quello uscito nella metà del 800’. Anche Famiglia Cristiana  nel suo ultimo editoriale parla di una rivoluzione nel nome del Vangelo, e poi aggiunge … salutare alla Chiesa ma nella continuità del Concilio e del magistero dai suoi predecessori. E questa è già una bella contraddizioni: come si possa fare una rivoluzione nella continuità è già un bel mistero. Ma nella Chiesa i misteri sono la norma.
Comunque Francesco Peloso fa bene a svegliare la sinistra che dorme, ma io mi chiedo se qui in Italia e in Europa esista ancora una sinistra. Io personalmente ho qualche dubbio ma mi domando anche chi ha contribuito alla fine della sinistra storica qui in Italia e in Europa. All’inizio del secolo scorso, quando nacquero i movimenti socialisti e proletari la Chiesa Istituzionale fu ferocemente contro, individuando nel socialismo prima e nel comunismo dopo, il solo grande pericolo, favorendo quindi di fatto l’affermarsi in Europa del fascismo e del nazismo, con quella guerra spaventosa costata milioni e milioni di morti.
Certo, qualcuno dirà che anche la Chiesa Istituzionale è sempre stata dalla parte dei poveri, soggetti bisognosi della carità, a cui fare l’elemosina, ma non si è mia schierata politicamente dalla parte dei poveri, ma si è sempre alleata dei potenti nella difesa del proprio potere temporale usato per evangelizzare il mondo con la forza. Gesù Cristo non fu mai dalla parte dei potenti, anzi al contrario, è per questo che lo misero in croce.
Certo nella Chiesa sono centinaia e centinaia di personaggi che hanno predicato la povertà, in primis san Francesco ma che fu praticamente tollerato perché non ostacolava il potere della Chiesa. Dopo di lui ci fu un povero (grandissimo) prete che sposò politicamente la causa dei poveri affermando che non si può essere interclassisti ma classisti, cioè essere politicamente dalla parte dei poveri, degli ultimi: frase ritenuta pericolosa e per questo fu esiliato a Barbiana. L’ultimo in ordine di tempo fu un altro povero prete (grandissimo) morto pochi giorni fa a Genova, don Andrea Gallo, innamorato di Dio e dei poveri che nella sua parrocchia usava terminare la Santa Messa con il canto dei partigiani BELLA CIAO. Anche qui non mi sembra che la Chiesa Istituzionale lo abbia mai sostenuto, anzi il contrario. Ma ci fu anche un grande PAPA che tentò di portare la Chiesa Istituzionale dalla parte dei poveri. Il suo segretario, tutt’ora vivente Mons. Loris Capovilla, ha un amore incondizionato nella Chiesa tale da portare con sé nella tomba i suoi segreti sui contrasti avuti dal magistero del Papa. In una delle sue ultime interviste ci ha raccontato che Papa Giovanni XXIII ha sempre seguito la sua strada senza mai rispondere a chi da destra a manca ha tentato di mettere macigni al suo cammino di fraternità: chissà chi sono stati a mettere questi ostacoli ? La lista potrebbe continuare citando padre Davide Maria Turoldo, Oscar Romero, Don Tonino Bello, don Primo Mazzolari, Madre Tersa di Calcutta, don Bosco ecc. ecc. personaggi che insieme a tanti altri hanno fatto grande la Chiesa. Ma anche non bisogna mai dimenticare la paura della Chiesa di schierarsi politicamente dalla parte dei poveri e sulla censura nei confronti della Teologia della Liberazione favorendo nei paesi latino-americani nei decenni passati, le dittature militari e quindi all’affermazione del capitalismo più feroce. Piaccia o non piaccia c’è stato in questi ultimi secoli una sorta di evangelizzazione senza quasi mai disturbare il potere, anzi il più delle volte in un rapporto di reciproco sostegno, vedi il Concordato.
Oggi dopo aver combattuto a spada tratta la sinistra storica e ad aver contribuito all’avvento del pensiero unico (il mercato,il profitto, il successo, il denaro, le borse), oggi ripeto la Chiesa si interroga se forse non sia possibile auspicare l’avvento di una sorta di capitalismo dal volto umano, dove conti la persona e dove la solidarietà possa diventare il valore fondante del governo dell’economia. Personalmente mi sembra una impresa ciclopica: pensare di convincere America, Russia, Cina, i banchieri svizzeri, i paesi arabi detentori del petrolio, (e insieme a loro tutti i corrotti e mafiosi della Terra) soggetti che viaggiano nel mondo con una valigetta in cui sono rinchiusi codici segreti capaci di distruggere l’intero pianeta, a cambiare strada di loro spontanea volontà, mi sembra oggi solo una grande utopia, un sogno che comunque è giusto perseguire.
C’è un fondo di grande amarezza nelle parole che scrivo. Le cronache del tempo ci dicono che prima di essere giustiziato dai sicari fascisti, Giacomo Matteotti abbia pronunciato questa frase: “Uccidete me, ma non lo spirito che mi anima. Il socialismo non potete uccidere. Verrà il giorno in cui i lavoratori benediranno la mia salma e i miei figli saranno orgogliosi di me”. L’amara riflessione e che forse oggi questo capitalismo globalizzato abbia narcotizzato le nostre coscienze tale da aver reso vana la morte di questo eroe e di tutti quelli che sono morti per costruire una nuova umanità. Angelica Balabanoff, che era stata stretta collaboratrice di Mussolini quanto militava nel Partito Socialista, scrisse poi un libro di condanna accusandolo di essere il traditore. Chissà cosa direbbe oggi Angelica di noi, di tutti coloro che hanno creduto nel socialismo o nel comunismo come ideale. Ho paura che oggi ci accuserebbe tutti di alto tradimento, non solo per aver tradito quegli ideali, ma per aver permesso questi ideali finissero abbandonati soli nei ricordi storici e aver consentito direttamente o indirettamente l’avvento di una società fondata sul successo personale, sul denaro, sull’indifferenza o sui disvalori partoriti dal mercato e dal capitalismo liberticida, che in nome del liberismo oggi tenta di calpestare i diritti delle persone e tutte le conquiste ottenute con decenni o secoli di lotte nelle quali sono morti migliaia di eroi nazionali da Giacomo Matteotti a Giovanni Falcone solo per ricordarne due. Siamo diventati tutti, volenti o non volenti, traditori di quegli ideali per non aver combattuto a sufficienza coloro che ambiscono al potere solo per interessi personali.
In questo contesto, forse la Chiesa Ufficiale, ha la fortuna: non può essere accusata di tradimento nei confronti dei poveri, non essendosi mai schierata politicamente dalla loro parte. Semmai oggi, con le parole dette da Papa Francesco, i ricchi, le classi dominati potrebbe accusare questo Papa di alto tradimento. Non so cosa sia meglio, se essere dichiarati traditori dai ricchi o dai poveri. Una cosa è certa: nel deserto politico nel quale viviamo oggi, questo Papa (e speriamo domani tutta la chiesa) rimane la nostra unica speranza, auspicando che continui a parlare per fermare il declino della umanità prodotto dal capitalismo consumistico.
Dicono inoltre, che il Conclave che lo ha eletto Papa, gli ha anche affidato il compito di rinnovare la Curia Vaticana, compito nel quale hanno fallito tutti i suoi predecessori, da Roncalli e Ratzinger. Addirittura quest’ultimo, in aperto contrasto ha compiuto quel gesto eroico delle dimissioni per liberarsi dalla sporcizia che lo circondava, parole sue. Il compito è grande. Riuscirà Papa Francesco in questa impresa ciclopica ? Manzoni direbbe ..”ai posteri l’ardua sentenza”.
Noi poveri fedeli che crediamo o ci illudiamo di essere noi chiesa perchè parte del Popolo di Dio, che amiamo questa Chiesa come la amava don Lorenzo Milani, ed esprimiamo il nostro amore nella critica nella speranza che si rinnovi, per adesso abbiamo un solo compito come diceva Carlo Maria Martini: pregare, pregare e poi ancora pregare per la nostra Chiesa, perché oggi si faccia carico di tutti i disastri che gli uomini hanno commesso, che ci ha fatto diventare tutti cechi nei confronti delle ingiustizie del mondo intero, perche ascolti l’anelito di speranza di tutti i poveri della Terra che sono stanchi delle elemosine ma reclamano solo una cosa: giustizia. Questo è oggi il compito storico della Chiesa e di questo Papa, prima che qualcuno non lo faccia scivolare su qualche banale preservativo. Un compito che sino ad oggi non è riuscito a nessuno, ma che è fondamentale per il futuro della stessa umanità, prima che le proteste dei poveri possano sfuggire a qualsiasi controllo e riportare il mondo nel caos e nella violenza incontrollata.
C’è una cosa delle parole dette da Papa Francesco che non condivido: l’invito rivolto ai mafiosi di ravvedersi. No, mafiosi, corruttori, corrotti, la gente avida di potere e di successo, operatori di ingiustizie, vanno cacciati della Chiesa, come fece Gesù davanti al tempio di Gerusalemme e che oggi occorre fare in Vaticano, magari smantellando lo IOR o renderlo trasparente come la rugiada mattutina. Non lo dico solo io: anche il vangelo di questa mattina dice: “Allontanatevi da me voi operatori di iniquità” (Luca 13, 27) Per questo è importante l’artico di Francesco Peloso, ma almeno dividiamoci le responsabilità del disastro che abbiamo creato tutti, laici, credenti e non.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.