Anzichè “sgomberare” le famiglie da una parte all’altra, tra l’altro anche a costi loro (le famiglie hanno pagato dei costi importanti per trasferirsi in via Lazzaretto quando l’amministrazione Mucci ha chiesto loro di farlo nel 2007) perchè non creare un piano realistico di regolarizzazione del campo lasciando che i minorenni proseguano il proprio percorso sociale ed educativo?
Il sindaco deve smetterla di agganciarsi a pretesti pur di giustificare un’azione così precipitosa come lo sgombero di tante famiglie con bambini. E comunque i bambini del campo vanno a scuola e sono gallaratesi.
Le singole irregolarità vanno trattate come tali, non si può dichiarare tutto un campo abusivo quando lo stesso è stato stabilito dal comune chiedendo alle famiglie di spostarsi li nel 2007 per liberare la loro precedente sistemazione, cosa che le famiglie hanno fatto sostenendo costi anche importanti per il trasferimento. Dentro ci abitano famiglie vere, mamme, papà, nonni, bambini, ragazzi che vanno a scuola a Gallarate e devono poter proseguire il loro percorso di educativo e sociale come tutti gli altri ragazzi gallaratesi. Nel campo c’è un sacco di gente per bene che vive la giornata come tutti noi, c’è chi lavora e chi no, chi sta bene e chi no, chi ha la macchina e chi no, gente vera, gente normale.
Vivendo insieme le famiglie si aiutano una con l’altra. Il campo è un pezzo di terra vicino all’autrostrada, non crea problemi a nessuno, non ruba spazio a nessuno. E’ anche tenuto bene dalle famiglie, è un luogo recintato e ordinato dove i bambini sono al sicuro. Chi non lo conosce vada a visitarlo, sarete accolti anche se ovviamente i residenti sono nervosi e preoccupati per via della situazione attuale di incertezza che si protrae ormai da mesi.
Il consiglio comunale lo ha voluto trasformare in terreno agricolo. In che modo cacciare queste famiglie dal campo migliorerebbe la vita dei gallaratesi? Mandare le famiglie in strada e crescere qualche pannocchia in più in via Lazzaretto è una soluzione? A quale problema poi?
Bene la visita di Kyenge, attendiamo che anche altri membri delle istituzioni rompano il silenzio.
la persecuzione sta nel fatto che il luogo in cui sono posizionati i camper è stato assegnato dal Comune e non rinnovarlo significa mettere per strada famiglie con circa 50 bambini, quelli in età scolare sono TUTTI iscritti a scuola e vaccinati ed hanno forse la speranza di un futuro normale per il bene di tutti.
Io il campo l’ho visto, l’ho trovato in condizioni dignitose seppur umili. I residenti mi hanno accolta.
Mandarli in strada e poi? Vuole dire che Gallarate starà meglio con la gente in strada anzichè in un campo che, non sarà perfetto, ma è un luogo stabile e stazionario?
Tra i residenti del campo c’è chi lavora e chi no. C’è chi lavora in nero e chi lavora in regola. Ci sono adulti che hanno frequentato gli studi e chi no. Si fa quel che si può, non c’è grasso che cola. Le assicuro che è difficile trovare lavoro quando si presenta un CV con un nome Sinti o con l’indirizzo di un campo nomadi. E le assicuro che per un bambino è fondamentale poter seguire un percorso educativo stabile e creare amicizie con i propri coetanei per crescere bene. Magari anche i figli del sindaco sono amici e compagni di scuola di questi bambini.
Sgomberare il campo di via Lazzaretto sarebbe semplicemente stupido e controproducente. Pensiamo al futuro.
Anzichè “sgomberare” le famiglie da una parte all’altra, tra l’altro anche a costi loro (le famiglie hanno pagato dei costi importanti per trasferirsi in via Lazzaretto quando l’amministrazione Mucci ha chiesto loro di farlo nel 2007) perchè non creare un piano realistico di regolarizzazione del campo lasciando che i minorenni proseguano il proprio percorso sociale ed educativo?
Il sindaco deve smetterla di agganciarsi a pretesti pur di giustificare un’azione così precipitosa come lo sgombero di tante famiglie con bambini. E comunque i bambini del campo vanno a scuola e sono gallaratesi.
in Campo sinti, Cassani va avanti sostenuto dalla sua maggioranza
Le singole irregolarità vanno trattate come tali, non si può dichiarare tutto un campo abusivo quando lo stesso è stato stabilito dal comune chiedendo alle famiglie di spostarsi li nel 2007 per liberare la loro precedente sistemazione, cosa che le famiglie hanno fatto sostenendo costi anche importanti per il trasferimento. Dentro ci abitano famiglie vere, mamme, papà, nonni, bambini, ragazzi che vanno a scuola a Gallarate e devono poter proseguire il loro percorso di educativo e sociale come tutti gli altri ragazzi gallaratesi. Nel campo c’è un sacco di gente per bene che vive la giornata come tutti noi, c’è chi lavora e chi no, chi sta bene e chi no, chi ha la macchina e chi no, gente vera, gente normale.
Vivendo insieme le famiglie si aiutano una con l’altra. Il campo è un pezzo di terra vicino all’autrostrada, non crea problemi a nessuno, non ruba spazio a nessuno. E’ anche tenuto bene dalle famiglie, è un luogo recintato e ordinato dove i bambini sono al sicuro. Chi non lo conosce vada a visitarlo, sarete accolti anche se ovviamente i residenti sono nervosi e preoccupati per via della situazione attuale di incertezza che si protrae ormai da mesi.
Il consiglio comunale lo ha voluto trasformare in terreno agricolo. In che modo cacciare queste famiglie dal campo migliorerebbe la vita dei gallaratesi? Mandare le famiglie in strada e crescere qualche pannocchia in più in via Lazzaretto è una soluzione? A quale problema poi?
Bene la visita di Kyenge, attendiamo che anche altri membri delle istituzioni rompano il silenzio.
in “Ci cacciano? E allora gireremo tutta Gallarate con le roulotte”
Sig. Gelo,
la persecuzione sta nel fatto che il luogo in cui sono posizionati i camper è stato assegnato dal Comune e non rinnovarlo significa mettere per strada famiglie con circa 50 bambini, quelli in età scolare sono TUTTI iscritti a scuola e vaccinati ed hanno forse la speranza di un futuro normale per il bene di tutti.
Io il campo l’ho visto, l’ho trovato in condizioni dignitose seppur umili. I residenti mi hanno accolta.
Mandarli in strada e poi? Vuole dire che Gallarate starà meglio con la gente in strada anzichè in un campo che, non sarà perfetto, ma è un luogo stabile e stazionario?
Tra i residenti del campo c’è chi lavora e chi no. C’è chi lavora in nero e chi lavora in regola. Ci sono adulti che hanno frequentato gli studi e chi no. Si fa quel che si può, non c’è grasso che cola. Le assicuro che è difficile trovare lavoro quando si presenta un CV con un nome Sinti o con l’indirizzo di un campo nomadi. E le assicuro che per un bambino è fondamentale poter seguire un percorso educativo stabile e creare amicizie con i propri coetanei per crescere bene. Magari anche i figli del sindaco sono amici e compagni di scuola di questi bambini.
Sgomberare il campo di via Lazzaretto sarebbe semplicemente stupido e controproducente. Pensiamo al futuro.
in Il Comune vuole sgomberare il campo sinti