Ciao Andrea: l’ultimo saluto al giovane calciatore del Legnano

20 maggio 2020

Familiari, amici, compagni di squadra, autorità, conoscenti: la comunità si stringe per l’ultimo saluto ad Andrea Rinaldi.

Nel pomeriggio, al campo sportivo di Cermenate, le esequie del giovanissimo calciatore dell’Atalanta che ha trascorso l’ultima stagione in prestito al Legnano, scomparso pochi giorni fa all’età di soli 19 anni a causa di aneurisma cerebrale. Quel campo su cui Andrea ha tirato i primi calci al pallone con un solo obiettivo e tanta voglia di coronare il suo sogno. Quello stesso campo da cui in tanti hanno potuto intravedere e ammirare qualità fuori dall’ordinario, che Andrea coltivava con serietà, perseveranza e dedizione, per inseguire il suo obiettivo calcistico.

Il funerale, rinviato ad oggi in seguito al timore di eccessivi assembramenti che hanno bloccato la cerimonia inizialmente in programma lo scorso giovedì 14 maggio, si è tenuto alla presenza di quasi 400 persone al seguito: amici, compagni di squadra, conoscenti, rappresentanti del Legnano e dell’Atalanta, tutti riuniti per far sentire la propria vicinanza alla famiglia di Andrea, insieme al sindaco Pizzuto e ai rappresentanti della giunta comunale di Cermenate.

La lunga fila per entrare al campo sportivo, gli accessi contingentati e il distanziamento sociale, fatto rispettare con le postazioni indicate con la calce sul campo e con cartelli appositi per mantenere le distanze sugli spalti, non hanno impedito di unirsi nel lutto in quello che è stato l’ultimo, enorme abbraccio a un ragazzo che se n’è andato troppo presto. Momenti di intenso cordoglio, difficili da descrivere, così com’è difficile spiegare una simile tragedia.

Andrea è stato ricordato da tante, significative testimonianze, a cominciare da quella del primo cittadino del suo paese: «Oggi è il giorno più difficile del mio mandato. Non ci sono parole che giustificano una tragedia simile. Ho conosciuto Andrea da piccolo, qui, mentre tirava i primi calci al pallone, e ho subito capito che aveva tutte le qualità per poter puntare in alto. Voglio rivolgermi a tutti i giovani: a voi chiedo di essere come Andrea. Rispettoso verso gli altri, sportivo, deciso e concentrato sul suo obiettivo, ma soprattutto un ragazzo capace di essere sempre sè stesso».

A ricordarlo, anche il presidente del Legnano, Giovanni Munafò. In ricordo di Andrea, la società ha deciso di ritirare la sua maglia numero 8: «Nella vita affrontiamo situazioni a cui nessuno sa dare una risposta, e la morte di Andrea è una di quelle. Con la maglia del nostro e del tuo Legnano hai regalato a tutti momenti unici e indelebili. Con la tua serietà, hai dimostrato di avere tutte le caratteristiche per coronare il tuo sogno, nonostante la giovane età. Dacci la forza di vincere ancora, sicuramente insieme a te, che resterai per sempre il l’unico numero 8 dell’A.C. Legnano».

Tanti i ricordi degli amici, che hanno tratteggiato il giovane calciatore nel suo lato umano più semplice, delineando quei comportamenti che distinguevano Andrea da tutti gli altri suoi coetanei: «Eri quello che il sabato sera beveva la cedrata, eri quello che tornava a casa presto perchè il giorno dopo aveva la partita, eri quello che cercava sempre di ritagliarsi del tempo per noi, tra tutti gli impegni a cui stavi dietro con serietà, entusiasmo e passione».

Toccante e intriso di sentimento, anche il ricordo della sorella Giulia. Amici e compagni di squadra hanno realizzato due commoventi striscioni appesi sugli spalti. Il suo “motto”, con cui Andrea si descriveva sul suo profilo instagram, “Se non lotti per ciò che desideri, non piangere per ciò che perdi. Ciao Andrea!”. E il saluto degli amici più fedeli: “Il ricordo unisce ciò che la vita ha diviso”.

La salma è stata tumulata nel cimitero del paese, chiuso per l’occasione dal sindaco al fine di evitare assembramenti al termine della cerimonia funebre. Per i tanti presenti, quel campo da cui Andrea ha iniziato è stato il luogo dell’ultimo saluto al giovane calciatore.

 

 

 

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