Legambiente partner per EXPO2015

Una partecipazione per “ridare identità alla città e riqualificare l'area urbana”

Riceviamo e pubblichiamo

Legambiente si propone come partner per la candidatura di Milano all’EXPO2015. 
Perché questa scelta? Pur non dimenticando i problemi e la complessità del capoluogo meneghino e le ferite ambientali prodotte negli anni da altri grandi eventi quali Italia 90 e i Mondiali di Sci del 2005, Legambiente e, crediamo, numerose altre associazioni, ritengono che sia urgente “un piano per dare identità a Milano e un progetto di riqualificazione della vasta area urbana”.

In questo senso la partecipazione dell’associazione all’Expo può diventare il “grimaldello” e l’opportunità per raggiungere obiettivi precisi e trasparenti entrando nei processi decisionali che orienteranno le prossime trasformazioni della città. Legambiente ha quindi redatto un documento programmatico dal titolo Legambiente ed EXPO2015: i nostri obiettivi in cui descrive le finalità che si è proposta con la sua partecipazione come partner alla candidatura dell’Expo.

Tra queste:

·        Incidere complessivamente sulle prossime scelte urbanistiche del Comune,  affinché le garanzie e le innovazioni ambientali con cui si vuole rendere competitiva la candidatura di Milano per EXPO2015, diventino la “norma” delle trasformazioni urbanistiche della Milano dei prossimi anni.

·        Investire preventivamente le risorse economiche dell’EXPO, per vincolare definitivamente altre aree libere e per finanziarne la riqualificazione a verde pubblico e per investire davvero sul trasporto pubblico e la ciclabilità

·        Progettare, insieme all’EXPO, una effettiva riqualificazione di quella parte del territorio del nordovest milanese già coinvolto dalla presenza della Fiera, senza inventarci nuove vie d’acqua, ma rafforzando ciò che di buono già esiste in quel territorio per esempio il Parco delle Groane.

·        Orientare in senso ambientale la realizzazione e la gestione dell’evento  adottando un sistema di gestione ambientale e soluzioni progettuali innovative.

·        Ridurre al minimo gli effetti ambientali dell’evento, considerando anche le fasi del cantiere e della sua almeno parziale dismissione successiva.

·        Compensare le residue ricadute ambientali come le emissioni locali o quelle di CO2 con interventi di riqualificazione come la forestazione e il recupero di ecosistemi fluviali contaminati

·        Creare le condizioni – anche normative – perché il riutilizzo futuro dell’area sia destinato anche a verde riqualificato ed effettivamente fruibile al pubblico.

·        Creare le condizioni – anche normative – affinché il riutilizzo futuro dell’area sia destinato anche a un quartiere residenziale, ma caratterizzato per la sua innovazione ambientale all’altezza di esperienze analoghe già realizzate in Europa come l’edilizia passiva.

·        Definire quindi i requisiti progettuali e tecnici per la realizzazione di un quartiere “senz’auto” collegato alla città da una rete esclusivamente pedonale, ciclabile e pubblica.

·        Definire quindi i requisiti progettuali e tecnici per la realizzazione di un quartiere “a basse emissioni” e ad altissima efficienza energetica.

·        Finalizzare l’evento a riflettere e a prendere decisioni sul rapporto tra Milano e le sue aree agricole.

·         Finalizzare l’evento (in modo più netto di quanto non sia nell’attuale definizione tematica) all’attuazione della Campagna del Millennio dell’ONU .

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 ottobre 2007
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