Sorrisi e pianti per l’ultimo saluto a Ivan

L’ultimo saluto a Ivan Cagna, morto tragicamente in un incidente stradale il 21 gennaio scorso, è stato così: una funzione commovente ma anche divertente, nel momento dei ricordi di chi gli è stato vicino

E’ strano sentire pianti e risate insieme ad un funerale.
Ma l’ultimo saluto a Ivan Cagna, morto tragicamente in un incidente stradale il 21 gennaio scorso, è stato così: commovente e persino divertente, soprattutto nel momento dei ricordi di chi gli è stato vicino.

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Perchè non si può ricordare una persona solare, sorridente e benvoluta come Ivan –  che moltissimi a Varese conoscevano e amavano per essere gestore di un locale che è stato ed è  crocevia di generazioni di varesini – senza ricordarne i suoi episodi che più l’avevano caratterizzato: aneddoti spesso teneri e buffi, che ne tratteggiano una vita che mancherà tantissimo a tutti quelli che gli erano vicini, a cui lui è stato vicino.

Un ricordo che, nelle parole del cugino Pierluigi, strappa addirittura un sorriso: «Non potrò dimenticarmi di ogni nostra settimana bianca, e del fatto che tu inevitabilmente perdevi  ogni volta l’abbonamento» Oppure: «Di te ricorderemo innanzitutto i colori: non ci crederai, ma ho chiesto di poter mettere una tua sciarpa, una di quelle in cui ti dicevo sempre che ti rendevano impresentabile. Ricorderemo di te anche la musica: tutta. Stavolta ti concedo anche gli Abba e Mamma mia. Ma soprattutto ti ricorderemo come un instancabile lettore, e ti ritroveremo in tutti gli autori che leggevi»».

Ivan ha lasciato evidentemente il segno in ognuna delle persone che è venuta a salutarlo, in questo momento tristissimo: e tanto sono fragorose le risate che questi ricordi strappano, tanto sono strazianti i singhiozzi nei momenti in cui tutti si rendono conto che non c’è più, almeno sulla terra.  «Il locale senza il tuo sorriso, la tua barba, la tua risata contagiosa, è semplicemente vuoto». E’ il messaggio del fratello Alessandro: che non pronuncia lui direttamente, provato dal momento come tutti i suoi famigliari più vicini, ma viene riportato da Franco Colombo, che per noi giornalisti è noto come il presidente regionale dell’associazione industriale Confapi, ma che questo pomeriggio è solo uno dei membri della squadra di bowling legata al locale. Colombo, come gli amici della squadra vestito con la polo d’Ordinanza, ha letto alcune delle decine di messaggi di ricordo, ricordando come: «Qui, oggi, tanti mondi diversi sono diventati una grande famiglia, per ricordarti».

Per tutti Ivan ha troppo presto lasciato la famiglia, gli amici e persino le conoscenze occasionali: troppo presto per la felicità e l’allegria che poteva dispensare ancora, che tutti ancora cercano, abbracciandosi tra loro.  

Però: «La vita concede a ciascuno di noi rari momenti di pura felicità. A volte, solo pochi giorni o settimane. A volte, anni. Tutto dipende dalla fortuna – E’ la citazione da uno dei suoi autori preferiti, Carlos Ruiz Zafòn,  che risuona nella chiesa di Cristo Re, nel rione di San Fermo a Varese, alla fine della celebrazione – Il ricordo di quei momenti non ci abbandona mai e si trasforma in un paese della memoria a cui cerchiamo inutilmente di fare ritorno per il resto della vita».

Gli amici però, dopo la sua cremazione a Giubiano, non si limiteranno a vivere di ricordi: soprattutto chi gioca a bowuling sta dedicando ogni vittoria a Ivan, il suo ricordo risuonerà nella tappa varesina del campionato esordienti che si terrà a febbraio e stanno già organizzando un torneo memorial che cada nel giorno della sua nascita, il 25 settembre. 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 gennaio 2015
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