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Il punto sul problema a due mesi dal Fertility day

Siamo così abituati a prenderci cura di come non rischiare di avere figli che capita sempre più spesso, quando ci si interessa del contrario, che rischia di essere troppo tardi

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Siamo così abituati a prenderci cura di come non rischiare di avere figli che capita sempre più spesso, quando ci si interessa del contrario, che rischia di essere troppo tardi per raggiungere l’obiettivo.

È passato ormai del tempo dalla controversa campagna ministeriale sul Fertility Day e dal conseguente polverone di polemiche che ha impedito di comprenderne il messaggio. Così, con un po’ più calma, si può pensare di riprendere il filo del discorso di un problema che interessa moltissime persone se tiene conto del fatto che le cifre diffuse dal Ministero della Salute parlano di una coppia su cinque che in Italia ha difficoltà a procreare per vie naturali.

Il motivo? Li vedremo uno ad uno partendo dal presupposto che una delle prime ragioni sono la poca conoscenza dell’argomento e la prevenzione del problema.

LA DENATALITA’
Partiamo dalle informazioni di contesto inquadrando il problema dell’infertilità all’interno del fenomeno più grande e complesso della denatalità. Su questo punto in particolare si sono concentrate, sbagliando, alcune delle polemiche all’iniziativa del fertility day che hanno guardato la relazione tra i due fenomeni in modo troppo consequenziale.

L’infertilità non è la sola causa della denatalità ma sicuramente ne è una delle componenti. Prevenire le cause dell’infertilità non risolve automaticamente la denatalità, per farlo vanno superato anche molte situazioni di contesto socio economico, ma sicuramente aiuta.

Si tenga conto che il tema della natalità è tutt’altro che secondario nella società odierna, si tratta di un tema che sarà sempre più centrale nell’agenda politica, economica e sociale delle società occidentali perché rischia di mettere in crisi la sostenibilità dello stato sociale così come siamo abituati a conoscerlo: pensioni, servizi al cittadino e diritti.

Oggi il quadro della situazione è molto complicato, come si evince dai dati Eurostat secondo i quali sono rarissimi gli stati che riescono a raggiungere un tasso di fertilità del 2,1, ovvero la soglia fissata per garantire il ricambio generazionale.

Nel prossimo grafico, invece, è possibile osservare le serie storiche del tasso di fertilità stato per stato o per accorpamenti sovranazionali.

In questo quadro sconfortante l’Italia si colloca tra le situazioni più compromesse e oggi assiste ad un saldo naturale negativo e al progressivo invecchiamento della popolazione, con tutte le conseguenze che questo determina sulla sostenibilità complessiva del proprio stato sociale. Nel prossimo grafico vediamo come tale situazione sia reale anche nella provincia di Varese dove da anni diminuiscono le nascite e aumenta il numero di centenari.

FERTILITA
Come si è capito il tema è complicato e soggetto a molteplici fattori di contesto sociale ed economico sui quali è più difficile delineare cause e possibili soluzioni. Ci sono aspetti che riguardano il costo di crescere un figlio, la possibilità di ricevere un supporto che permetta di vivere la maternità e la paternità al riparo dal rischio di compromettere la carriera professionale, e tanti altri fattori dei quali si potrebbe discutere a lungo.

La fertilità ha però anche un aspetto più strettamente sanitario che riguarda lo stile di vita, le patologie e, soprattutto, il fattore tempo. Ed è proprio su questo versante che, invece, le soluzioni esistono e possono essere messe in atto da subito.

Da subito, infatti, bisogna sfatare dei miti come quello, ad esempio, che vede nella donna la maggior parte delle responsabilità nei casi di infertilità. È vero, invece, che le cause sono da attribuire nella misura del 40% dei casi alla donna, di un altro 40% all’uomo e per il restante 20% a problemi che riguardano la coppia.

Si pensi ad esempio al fatto che è stato osservato come negli ultimi 50 anni si sia ridotto di oltre la metà il numero medio di spermatozoi dell’uomo. O che viceversa si sia alzata fino a 31,7 anni l’età al parto della donna.

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IL FATTORE ETA’ DELLA DONNA
Come detto all’inizio siamo così abituati a prenderci cura di come non rischiare di avere figli che capita sempre più spesso, quando ci si interessa del contrario, che rischia di essere troppo tardi. Questo è vero soprattutto per il fattore del tempo. La prima cosa da prendere in considerazione, infatti, è la cosiddetta curva di fertilità femminile che, secondo le indicazioni del Ministero della Sanità, parla molto chiaro.

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Se tra i 20 e i 25 anni le possibilità di fecondazione si avvicinano al 100% tra i 30 e i 35 anni sono già la metà e tra i 40 e 44 anni sono solo il 6%. Esiste quindi un elemento concreto da prendere in considerazione. In parte ciò è dovuto al fatto che gli ovociti, le cellule riproduttive femminili, vengono prodotte alla nascita e si riducono progressivamente con l’età fino alla menopausa.

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LA FERTILITA’ MASCHILE
L’uomo non può ritenersi estraneo a questo problema perché gli compete in almeno la metà dei casi di infertilità della coppia. Le cause sono da identificare sia dal punto di vista delle patologie che da quello dello stile di vita. Nel primo caso citiamo le tre patologie maggiormente responsabili riscontrabili nell’uomo.

– Ad esempio il varicocele, che colpisce il 10%-20% della popolazione e può anche non presentare sintomi.
– O come il criptorchidismo, ovvero la mancata discesa di uno o di tutti e due i testicoli, una patologia che riguarda il 5% della popolazione infantile ed in particolare i bambini nati prematuri.
– Infine, va tenuta in considerazione l’azoospermia, l’assenza di spermatozoi nel liquido seminale che interessa l’1% della popolazione mondiale. Per queste e tante altre malattie la soluzione di prevenzione più importante è una visita andrologica.

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LA FERTILITA’ NELLA DONNA
Stesso discorso vale per la donna, le problematiche relative alle patologie riguardano prevalentemente questi casi:
– L’endometriosi: È una crescita anomala della parete dell’utero, provoca infiammazioni e spesso non viene diagnosticata per molto tempo portando il 30-40% delle donne colpite a sterilità. Si calcola che il problema interessi circa 3 milioni di donne in Italia.
Sindrome dell’ovaio policistico: è un disturbo del sistema endocrino che spesso si anifesta con mestruazioni irregolari ed eccesso di testosterone e interessa il 5-10% della popolazione.
Miomatosi uterina: è uno o più tumori benigni nel’utero (la forma maligna si chiama sarcoma ma è più rara), può comparire dopo i 20 anni ma interessa soprattutto le donne tra i 40 e 50 anni. Anche in questo caso tra i sintomi principali c’è un flusso eccessivamente abbondante durante il ciclo.

LO FERTILITA’: STILE DI VITA PER TUTTI
Ci sono poi le cattive abitudini da evitare che, oltre ad altre controindicazioni, producono effetti direttamente sulla fertilità maschile e femminile.
– Il fumo è al primo posto. Provoca disfunzioni sessuali e riduce il numero di spermatozoi nell’uomo e causa il 13% dei casi di infertilità femminile.
– L’alcol gli va dietro. Causa la diminuzione di produzione di testosterone e sprmatozoi nell’uomo e di insufficenza ovarica nella donna.
– L’alimentazione. È causa del 12% dei casi di infertilità nell’uomo e amenorrea nella donna.
Sostanze dopanti. Sostanze a cui stare attentissimi, infatti producono scompensi metabolici, riducono la produzione di testosterone e possono arrivare a causare azoospermia e alterazione dei caratteri sessuali secondari nell’uomo e irregolarità mestruali e mancanza di vulazione nella donna.
A questi elementi si aggiungono le sostanze stupefacenti, le malattie sessuali e i fattori ambientali come l’inquinamento.

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LA PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA
Una delle soluzioni alle quali ci si può rivolgere in caso di problemi di fertilità, guidati da un medico, è la procreazione medicalmente assistita. Sono quasi 400 i centri specializzati presenti in Italia e migliaie le coppie che si sono fatte aiutare. La procedura può facilitare e risolvere alcuni fattori di sterilità ma non può arrestare la diminuzione della quantità e qualità degli ovociti legata all’età. Una coppia su 4 che intraprende il percorso ottiene una gravidanza e le probabilità di successo variano in funzione dell’età della donna: 35% sotto i 34 anni; 27% tra i 35 e 39 ann;i 15% tra 40 e 42 anni; 6% dai 43 anni in su.

FERTILITA’: INFORMAZIONI E SEDI A CUI RIVOLGERSI A VARESE
Il Consultorio Familiare fornisce informazioni riguardo ai problemi di infertilità e sterilità della coppia, sulle tecniche di procreazione medicalmente assistita ed indirizza eventualmente la coppia verso le strutture più idonee all’iter diagnostico e terapeutico. In provincia di Varese le sedi ATS sono:

Arcisate
Via Matteotti, 20
Gazzada Schianno
Via Roma, 18
Laveno Mombello
Via Ceretti, 8
Luino
Via XXV Aprile, 31
Malnate
Piazza Libertà, 1
Sesto Calende
Via Montrucco, 10
Tradate
Via Gradisca, 16
Varese
Viale O. Rossi, 9
Busto Arsizio
Viale Stelvio, 3
Cassano Magnago
Via Buttafava, 15
Fagnano Olona
Piazza Gramsci, 1
Gallarate
Via Volta, 19 ang. Via Dante
Lonate Pozzolo
Via Cavour, 21
Saronno
Via Tommaseo, 14
Somma Lombardo
Via Cavour, 2 (ang. Via Fuser)

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 29 novembre 2016
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