La cocaina della ‘ndrangheta doveva arrivare a Malpensa

L'operazione da oltre un milione di euro sarebbe stata favorita da un cardanese, dipendente di una società aeromeccanica , e da un dipendente di una compagnia aerea che opera su Malpensa

Ci sono anche un cardanese e un sommese tra i 21 arrestati questa mattina nell’ambito di una importante operazione contro la cosca di ‘ndrangheta dei Gallace di Guardavalle, famiglia catanzarese con una importante base ad Arluno, in provincia di Milano. L’operazione è stata condotta dalla Dda di Milano in collaborazione con i Carabinieri e la Guardia di Finanza. L’indagine era partita dal sequestro di un carico di 30 kg di cocaina a bordo di un’auto nel 2015 da parte dei carabinieri di Legnano a Bareggio.

A capo dell’organizzazione ci sarebbe Francesco Riitano, considerato uomo della cosca che fu di Carmelo Novella (il capo scissionista della ‘ndrangheta lombarda ucciso nel 2008 a San Vittore Olona), insieme ad altri esponenti dell’organizzazione calabrese. Tra questi ci sono anche Davide Mazzerbo, 47enne residente a Cardano al Campo e dipendente di un’azienda aeronautica, e Antonio Traettino, classe 1979, residente a Somma Lombardo e dipendente della compagnia aerea Neos spa.

I due sarebbero coinvolti in una grossa operazione per importare una quantità importante di cocaina dalla Colombia per almeno 1,25 milioni di euro e che avrebbe visto la cosca Gallace a capo della cordata di famiglie tra le quali anche quelle di San Luca.

Tra luglio e settembre del 2016 i due dipendenti di società che operano nello scalo aeroportuale si incontrano diverse volte con lo stesso Riitano e con Alfio Di Mare (altro componente arrestato questa mattina, ndr) per ricevere telefoni “sicuri” con i quali comunicare, consegnare disegni di aerei per individuare le parti in cui occultare lo stupefacente, organizzare l’uscita del carico di cocaina dall’aeroporto.

L’aeroporto varesotto, dunque, torna al centro delle indagini per il traffico internazionale di stupefacenti. Dall’ordinanza di custodia cautelare non emerge il completamento di questa operazione ma per gli inquirenti è come se il reato fosse stato consumato. Traettino e Mazzerbo, infatti, intascano soldi dall’organizzazione in almeno due occasioni e Mazzerbo in particolare dimostra di conoscere Riitano e il suo gruppo da diversi anni.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2017
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