Missione Thailandia: tra templi e palazzi antichi

Undici giovani della comunità pastorale beato don Carlo Gnocchi, guidati da don Marco Usuelli in missione in Thailandia, dai padri missionari Saveriani. Il loro diario

Missione Tailandia: ultimo giorno
Don Marco Usuelli e i volontari della Comunità pastorale Don Gnocchi visitano la parte antica della capitale

Sotto la galleria fotografica, il diario sempre aggiornato: il primo messaggio sarà sempre l’ultimo inviato dal gruppo

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Missione Tailandia: ultimo giorno 4 di 13

GIORNO 14: ULTIMO GIORNO TRA TEMPLI E PALAZZI ANTICHI

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Giovedì 24 agosto
Per questa ultima giornata in Thailandia abbiamo visitato l’antica capitale Ayutthaya,  approfondendo così la nostra conoscenza di storia e cultura Thailandese.

La partenza è sempre molto presto per evitare il traffico di Bangkok. Alle 06:30 siamo in strada, arriviamo per le 08:30 iniziando la nostra visita con il palazzo di Bang Pa-In, residenza estiva dei reali.

Caratterizzato da diversi edifici dallo stile Thai a quello occidentale. Successivamente visitiamo diversi templi buddisti con all’interno maestose statue del Buddha.

Dopo il pranzo ci siamo recati al parco storico dell’antica capitale; qui scopriamo i resti del tempio risalente al 1374 distrutto dall’invasione birmana, esempio sono i numerosi corpi del Buddha senza la testa, segno di una distruzione non solo materiale ma anche spirituale. L’unica testa rimata è quella del Buddha incastonata nel tronco di un albero. In ultimo visitiamo la chiesa cattolica di San Joseph accolti calorosamente dal parroco.

Ora non ci resta che recuperare i nostri zaini per rientrare in Italia. Dopo questa incredibile esperienza, che abbiamo cercato di raccontarvi giorno per giorno, è venuto il tempo di portarla nel nostro quotidiano; di saperla vivere dentro di noi e con le persone che incontreremo lungo il nostro cammino, con lo stile che i padri missionari ci hanno insegnato attraverso il loro esempio di vita semplice ed accogliente. 

GIORNO 13: PERCHE’ TORNATE IN ITALIA?

Mercoledì 23 agosto

Anche questa mattina ci attendono i bambini della scuola. È  una scuola particolare, si trova  dentro uno dei palazzi popolari,  dove i padri hanno in affitto un’appartamento in cui abbiamo dormito questa notte. Le aule sono a piano terra e c’è anche una bella copertura per le attività all’aperto. È qui che ci attendono i bambini della scuola.

Sono tutti Birmani, senza documenti validi per poter rimanere in Thailandia, ed è per questo che devono frequentare questa scuola. Ci accolgono i loro insegnanti e due Suore Filippine che vivono il loro apostolato in mezzo a questi bambini. Anche oggi  iniziamo con dei canti, ci presentiamo dicendo cosa facciamo è perché siamo qui questa mattina. Poi giochi insieme. Passiamo davvero una bella mattinata con loro, sono tutti quanti ben educati, ed è piacevole stare con loro. Concludiamo la mattinata distribuendo un bel gelato ad ognuno di loro.

Nel pomeriggio rientriamo in città per un incontro finale con i ragazzi della vicina baraccopoli sul campetto di calcio; ormai loro ci attendono, sanno i nostri nomi, passiamo così un oretta giocando assieme. Ci lasciamo con le loro domande che per tanto tempo ci risuoneranno in testa: perché tornate in Italia? Quando tornate?

GIORNO 12: NEL QUARTIERE OPERAIO DI BANGKOK

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Martedì 22 Agosto 

Alle 06:30 siamo già sui nostri mezzi di trasporto diretti a sud di Bangkok, più precisamente nell’area industriale di Thajin- tha chalom provincia di Samut sakhon.

Questa è la famosa area periferica della capitale dove sono presenti tutte le grandi ditte occidentali che sfruttano una buona manodopera a basso prezzo. Ci sono le ditte del manifatturiero che producono scarpe e vestiti, dell’alta tecnologia, della meccanica.

I ritmi qui sono frenetici, le ditte lavorano 24h su 24h, con continue corse di pulmini che trasportano gli operai. Molti di loro lavorano addirittura in piccoli appartamenti che la ditta mette a disposizione adiacenti alla fabbrica. Molti altri abitano nelle bianche case popolari; enormi distese di questi blocchi abitativi. In uno di questi siamo diretti, perché qui, in un appartamento nel 2012, i Padri Saveriani iniziarono la loro presenza in città. Prendendo in affitto un appartamento popolare, per iniziare a vivere con i ritmi del popolo, degli operai. Condividendo le gioie e le fatiche. Iniziarono così la loro rete di conoscenze, di incontri gratuiti, scoprendo poco alla volta che attorno a loro c’era una piccola presenza di cristiani che qui vivevano e lavoravano.
Hanno così iniziato a tenere incontri di preghiera in casa loro, teniamo conto che la parrocchia più vicina è ad almeno 25 minuti di macchina, quindi molto molto lontana dalla loro vita quotidiana. I padri mantengono ancora questo luogo, ogni settimana tornano qui, incontrano bambini e le famiglie.

Arriviamo anche noi e ci sistemiamo perché dormiremo qui per questa notte.
Alle 08:15 siamo nella prima scuola che oggi attende la nostra presenza. Si tratta di una scuola per soli bambini Birmani. Come avevamo già avuto modo di parlarne, la presenza numerosa dei Birmani è un dato di fatto enorme per la Thailandia. Purtroppo molti i loro non sono in regola, perciò non hanno diritto a nulla… nemmeno all’istruzione dei loro bambini. Questa scuola è di matrice Cristiana, sovvenzionata dalla diocesi di Bangkok e scopriamo anche dalla Conferenza Episcopale Italiana, che sostiene  una buona parte dei soldi che servono per pagare gli insegnanti e le spese. Con i ragazzi facciamo un’oretta di giochi e canzoni, e cerchiamo di parlare un poco con loro.

Difronte alla scuola per soli Birmani, nasce il grandissimo complesso della parrocchia di Santa Anna, all’ interno del quale c’è la scuola cattolica. È una struttura molto grande che accoglie ragazzi dalla scuola materna fino alla maggiore età. Nostro compito è quello di incontrare una serie di classi dai 14 ai 18 anni che a seguire vengono portate nel salone che abbiamo a disposizione.

Qui dopo una breve presentazione, ci dividiamo in 6 gruppi, con due di noi per gruppo, a farci domande reciproche, sulla vita sui desideri futuri di lavoro, domande di come vivono la loro fede. Anche qui la maggior parte di loro sono buddisti. Ne nascono buone opportunità di ascolto reciproco e di conoscenza. Nel fine pomeriggio nella chiesa parrocchiale celebriamo la Santa Messa, mentre la serata prevede la visita divisi in tre gruppi alle famiglie che qui i padri Saveriani hanno conosciuti in questi anni, disperse in questa vasta area. Andiamo per far sentire la nostra vicinanza, per incoraggiarli ad andare avanti nella vita di tutti i giorni, a sorreggerli con una preghiera finale nella fede.

Rientriamo anche quest’oggi stanchi ed accaldati, ma ancora una volta pienamente gratificati e ricchi di incontri.

GIORNO 11: LA STANCHEZZA SI FA SENTIRE

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Il nuovo album per tutto quello che ci serve

Lunedì 21 agosto
Siamo rientrati davvero tardi ieri notte dalla missione a nord, per cui ci prendiamo mezza giornata di stacco. Vicino a noi c’è la possibilità di noleggiare delle biciclette e poter girovagare per una ciclabile lungo un parco della città. Nel fine pomeriggio attendiamo come lunedì scorso gli adolescenti della baraccopoli per il corso di inglese, che i padri tengono regolarmente. I ragazzi si fermano per cenare assieme ed anche questa sera cuciniamo noi: Pasta Amatriciana. Ogni tanto uno spicchio di Italia fa sempre bene.

 

GIORNO 10: NELLA TRIBU’ AKHA, L’ACCOGLIENZA E’ SACRAFoto 20-08-17, 10 53 34

Domenica 20 agosto 

Oggi viene celebrata la festa di Maria Assunta, che qui viene fatta  coincidere con la festa della mamma, come abbiamo avuto modo nei giorni scorsi di raccontare.

Perciò la parrocchia è in fibrillazione perché molto sentita da parte dei fedeli locali. L’aggiunta della nostra presenza aumenta il desiderio di preparare il tutto con cura ed attenzione. Qui nella tribù Akha l’accoglienza è sacra. 

Momento centrale è la celebrazione della messa delle ore 09:15. Ci sono gruppi di fedeli che già dal mattino presto si adoperano per pulire il giardino antistante la chiesa, signore che cucinano per il pranzo comunitario e uomini che da giorni stanno predisponendo “un’altalena” , quattro pali in legno di eucalipto intrecciati con una sorta di corda sulla quale aggrapparsi e dondolare spingendosi con le gambe per arrivare sempre più in alto. È una tradizione legata al periodo della raccolta nei campi, quindi propiziatorio. 

I fedeli arrivano per la messa tutti vestiti in abiti tradizionali della tribù, molto suggestivi. La comunità è al completo e la piccola chiesa accoglie tutti. La celebrazione vede tutti i padri missionari riuniti e concelebra  anche il nostro don Marco. Ovviamente in lingua Thai.  Anche una parte della predica è affidata al don, viene tradotto dall’italiano; il don riprende una parte del messaggio che Papa Francesco aveva lasciato ai ragazzi nella recente visita a Milano, quando in uno stadio di San Siro gremito di ragazzi ed adulti aveva ricordato a tutti il valore della solidarietà tra di noi. Ecco questa solidarietà noi in questi giorni in mezzo ai più poveri l’abbiamo in qualche modo percepita e toccata: un uomo infermo che vive solo nella sua baracca e colui che vive vicino ogni giorno lo cura, aiutandolo a lavarsi, preparandogli da mangiare… questo nella baraccopoli è un segno di grande solidarietà; oppure quelle famiglie che accolgono nella loro baracca già piena di problemi piccoli bambini di coloro che per vari motivi non ce la fanno a farli crescere…

Dopo la messa il rito di augurio alle mamme, qui identificate più con le persone  anziane davanti alle quali ci si inginocchia e ci si lascia benedire. È rito commovente. 

A seguire ci chiamano per provare anche noi il rito dell’altalena, ci vuole però abilità che noi non abbiamo per cui non brilliamo molto in questa occasione. In ultimo il pranzo offerto dalla parrocchia, tipico Thailandese con il  Riso che accompagna ogni loro piatto. Purtroppo per noi è venuto il tempo di rientrare a Bangkok, il viaggio è piuttosto lungo, circa 600 km con strade non sempre scorrevoli, quindi dopo il pranzo salutiamo tutti con calore ed amicizia. Torniamo più ricchi di semplicità ed umanità. 

Ci attende ancora del lavoro di animazione con i bambini della baraccopoli della città che da lunedì rivedremo e racconteremo. 

GIORNO 9: TRA I BAMBINI E GLI ADOLESCENTI DELLA TRIBU HMONG

Sabato 19 Agosto

Alle 8 siamo pronti per una nuova giornata di incontri ed animazione in mezzo ai ragazzi. Oggi ci attendono bambini ed adolescenti della tribù Hmong, ceppo proveniente dalla Cina che vive in mezzo alle montagne lungo il confine con la Birmania. I padri Saveriani, per poterli seguire in modo continuativo, hanno affittato uno stabile vicino al loro villaggio. In questa casetta fanno animazione due volte alla settimana e si fermano per la notte in grande semplicità. La strategia dei missionari è farsi prossimi nei confronti dei più poveri, dei più isolati e dimenticati, e camminare con loro. Nel gioco si incontrano i ragazzi ed a partire da questo si incontrano le loro famiglie e le loro storie di vita. Abbiamo trascorso una piacevole mattinata assieme a loro con un ballo iniziale di accoglienza eseguito dalle ragazze del villaggio vestite con indumenti tribali. Poi abbiamo giocato a calcio con i ragazzi e a pallavolo con le ragazze ed abbiamo proseguito con altri giochi ed animazioni. Abbiamo condiviso un semplice pranzo preparato dalle donne della parrocchia che ci hanno accompagnato in questa uscita. Rientrando in parrocchia abbiamo avuto la possibilità di vedere dal esterno uno dei campi profughi che ospitano i profughi birmani. Padre Mattia, che segue i Cristiani Cattolici del campo, ci ha spiegato che la struttura è come una città, ospita circa 13000 persone, ha un piccolo ospedale, tre scuole elementari e tre scuole medie. Sono presenti strutture religiose: due chiese cattoliche, ventinove chiese protestanti, cinque monasteri buddisti e sei moschee. I rifugiati possono uscire durante il giorno con orari precisi e hanno la possibilità lavorare come braccianti occasionali sottopagati nelle campagne. I rifugiati ricevono un sostegno alimentare dalle nazioni unite che non è però ad oggi sufficiente per il sostentamento delle famiglie. La Thailandia sta cercando di chiudere i campi profughi ed il progetto di smantellamento dovrebbe concludersi nel 2019.

Nel pomeriggio abbiamo proseguito con la visita nei dintorni ed abbiamo assistito ai preparativi della grande festa Akha che si terrà Domenica.
Alcuni di noi si sono avventurati a visitare il mercato settimanale del villaggio, dove c’erano in vendita cibi dai colori ed i profumi suggestivi.
Il pomeriggio si è concluso con la messa celebrata nella parrocchia di San Giuseppe lavoratore in cui siamo ospitati.

GIORNO 8: GLI ESULI BIRMANI E LE CASCATE

Venerdì 18 Agosto

La realtà dei villaggi a nord della Thailandia è davvero molto diversa dalla capitale. Qui la vita ha ritmi meno frenetici e legati alla vita nei campi. Nessuno vive in una baracca sotto un cavalcavia, le case sono costruite con materiali provenienti dalle foreste locali, ad esempio il bambù e foglie intrecciate molto resistenti per la costruzione del tetto. Il lavoro prevalente è l’agricoltura, con coltivazione di mais, di riso, avocado, arachidi, peperoncini, e stanno provando a coltivare il caffè. Ci spiegano che la vendita dei prodotti, che vanno per lo più a Bangkok, avviene tramite degli intermediari che acquistano direttamente dai singoli produttori, fissando un prezzo molto inferiore a quello di mercato. Ad ogni modo c’è lavoro per tutti i contadini, che possono così vivere con la loro dignità. Per i giovani ovviamente qui le prospettive sono piuttosto basse. Le scuole dopo le medie sono lontane, così come i lavori più qualificati.

Missione Thailandia 2018: giorno 9
Missione Thailandia 2018: giorno 9

Qui al nord al confine con la Birmania scopriamo che sono presenti profughi birmani. In questa provincia vive la comunità degli Akha, popolo che si estende lungo il confine con la Birmania , nella Thailandia del nord ed il Laos.
Durante la visita nel villaggio della parrocchia, accompagnati dai padri e da alcuni catechisti locali, facciamo conoscenza di alcune famiglie. Sono loro a raccontarci che provengono dalla Birmania, che hanno una loro lingua differente da quella Thai.
I padri ci accompagnano anche a visitare una scuola di bambini birmani, le lezioni sono in lingua birmana in questo modo anche questi bimbi hanno la possibilità di avere una educazione di base. Ci viene spiegato che comunque questi bimbi avrebbero la possibilità di frequentare la scuola pubblica governativa in modo gratuito, ma così non avviene. Questo denota la scarsa intenzione da parte delle famiglie birmane di volersi integrare pienamente nel contesto sociale Thailandese. Nonostante questo la presenza dei birmani è importante per l’economia Thailandese perché la maggior parte dei lavori più pesanti è da loro svolta, il costo della manodopera birmana è più basso di quella Thailandese per questo vengono assunti dalle imprese locali.
Nel pomeriggio escursione alle cascate Pa Wai, la cui particolarità è quella di scorrere in mezzo ad una foresta tropicale. La giornata si è conclusa con la messa ben partecipata dai parrocchiani, celebrata in lingua thai ed Akha.

 

GIORNO 7: IN VIAGGIO VERSO IL NORD

Giovedì 17 Agosto

Trasferimento al nord, presso la prima missione in Thailandia aperta dai padri Saveriani nel 2012. A Maet Sot parrocchia di san Giuseppe lavoratore al km 48. Così chiamata per la vicinanza al confine con la Birmania. Il viaggio è lungo, non si può andare molto veloci.

Durante il viaggio sostiamo presso un parco dove l’attrazione principale sono le scimmie. Sono in libertà quindi si fanno avvicinare per ricevere del cibo. Nel parco è situato un tempio buddista ed è adiacente ad una piccola scoscesa collina. Scaliamo la collina attraverso una ripida scalinata, ci accompagnano nel percorso gli sguardi curiosi delle scimmie dagli alberi.

Dopo dieci minuti arriviamo in cima alla collina. Si apre ai nostri sguardo un magnifico panorama carico di meraviglia e spiritualità: tutto intorno a noi si distendono i campi coltivati a riso e solo in lontananza vediamo alcune montagne che segnano il confine con la Birmania, la prossima tappa del nostro viaggio.

Questa splendida vista ci permette di osservare come la cultura Thailandese abbia plasmato l’ambiente circostante: i campi di riso si perdono a vista d’occhio, oltre a queste coltivazioni la foresta la fa da padrona e le costruzioni dell’uomo sono rare; proprio sotto il nostro sguardo osserviamo delle costruzioni particolari semicircolari, Padre Alessio ci spiega che sono delle tombe buddiste.

L’ambiente Thailandese in questa provincia è formato da ampie pianure dove affiorano raramente delle ripide colline di roccia sormontate da verdi arbusti: a nostri occhi di viaggiatori sembrano delle cattedrali che la natura ha deciso di edificare lungo il nostro cammino e ci lasciamo meravigliare dalla loro maestosità e bellezza.

Dopo circa 12 ore di viaggio giungiamo finalmente alla nostra meta. Ci accolgono alla missione Padre Mattia e Padre Thierry, come nei giorni scorsi possiamo apprezzare l’ospitalità premurosa dei Saveriani. La cena è il modo perfetto per assaggiare i prelibati e gustosi frutti che offre la natura Thailandese e ci permette di fare la prima conoscenza con i nostri ospiti; scopriamo così che padre Mattia ha dei parenti a Varese e che alcuni di noi li conoscono: l’Italia ci sembra essere per un momento meno lontana. Dopo la messa nella chiesa della missione andiamo a goderci il meritato riposo pronti per le attività del giorno dopo.

GIORNO 5: VIVIAMO NELLA CITTA’ SOMMERSA

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Qui in Thailandia oggi è una giornata normale, lavorativa e scolastica, ed anche per noi è prevista una mattinata di animazione assieme ai missionari in una scuola cattolica della città, sempre nei dintorni dei nostri quartieri della baraccopoli. Ci sono almeno 400 bambini iscritti, tutti provenienti dalle baraccopoli.  Ci vengono affidati almeno 200 di loro, di età 8-11 anni. Nostro compito è più che altro ricreativo, con balli iniziali ed alcuni giochi pensati assieme ai catechisti che aiutano nel lavoro pastorale i missionari.  Finalità oltre ad intrattenere i bambini è  quella di farci conoscere,  con alcune semplici ma importanti domande del perché siamo qui, delle nostre abitudini e stili di vita. Tutto ciò è molto utile per loro, sempre chiusi dentro il loro mondo della baraccopoli. 

Come abbiamo già scritto qualche giorno fa, qui nelle scuole si usa una disciplina molto alta, noi in Italia non siamo più abituati a tutto questo: tutti in divisa, tutti schierati in file diritte, uno dietro l’altro, in silenzio, ti ascoltano senza il chiacchiericcio solito dei ragazzi, appena le insegnanti accennano ad un canto di saluto, tutti cantano in ordine è così anche nel saluto finale. Insomma è molto facile intrattenersi con loro, c’è molta educazione e rispetto. Con loro concludiamo con il pranzo e con un bel cono di gelato che i missionari hanno ordinato per tutti.

Nel pomeriggio il nostro solito giro per la baraccopoli vicina alla casa dei missionari, ormai i ragazzi ci attendono vicino al campetto per una partita a calcio e pallavolo. In più stiamo con loro con semplici giochi che portiamo. 

Insomma è stata una giornata piena come tutte le altre di incontri con bambini semplici, poveri, con alle spalle famiglie che in pratica per molti di loro non ci sono. Sappiamo ormai dove abitano, in baracche fatte in lamiera, sotto i cavalcavia delle strade che attraversano la città sulle quali sfrecciano le macchine e pullman. Sotto c’è  una città sommersa, che vive che cresce, con i volti di questi bimbi. 

Finiamo la giornata davvero contenti. Non siamo andati in nessuna spiaggia a fare il bagno, non abbiamo fatto nessuna grigliata, abbiamo vissuto in mezzo ai più poveri dei poveri, e questo ci rende contenti è soddisfatti. 

GIORNO 4: UN PRANZO IN COMUNITA’

Sveglia presto come ogni mattina e ore 07:30 partenza per una località a circa due ore di pulmino da Bangkok dove c’è una struttura cattolica, adibita anche alla vita comune, con scuola che accoglie i bambini orfani che vengono dai villaggi a nord del paese. La casa accoglie 50 ragazzi, è della diocesi, diretta da due suore della congregazione del Sacro Cuore, nostro compito è animare la giornata con canti balli, giochi ed attività.

In più padre Alessio porta con se una decina di ragazzi intorno ai 8-10 anni che segue regolarmente, provenienti dalla baraccopoli; è un segno bello di attenzione nei loro confronti, che mai hanno possibilità di passare una giornata fuori città, in più l’incontro con altri ragazzi è molto importante per loro.

Al mattino loro arrivano presto, i poveri si svegliano presto, prima delle 07 sono già sotto casa a chiamarci…

Appena arrivati siamo stati accolti con un ballo e con la consegna di collane con ghirlande di fiori, che ci hanno messo al collo. Un gesto semplice che fa capire che loro si sono preparati alla giornata, hanno lavorato prima, ci hanno pensato. Tutto questo per noi è significativo, perché siamo abituati allo stile occidentale di fare tutto in fretta, di consumare tutto in fretta, ma poco propensi alla preparazione calma e pensata.

Rimaniamo colpiti di tutto ciò…

Ci mettiamo anche noi in gioco con quanto abbiamo preparato: dei balli e bans dell’oratorio, oltre ad alcuni giochi. Teniamo banco per un’oretta, non facile per il grande scoglio della lingua, se non tradotta del Missionario.

In tutto ciò sono inseriti anche la decina di ragazzi dalle baraccopoli.

Il pranzo è ben preparato, con qualche attenzione maggiore per noi occidentali; il cibo Thailandese è molto piccante, e per noi c’è la giusta dose.

Il pomeriggio sotto un caldo tropicale che ti fa sudare anche se sei seduto, ci vede impegnati in partite di pallavolo e calcio. I ragazzi si divertono assieme, educati e senza mai sentirli urlare o litigare… noi ci inseriamo in alcune partite, ma più di tutto godiamo di questa domenica semplice, vissuta in mezzo a ragazzi in grande povertà di affetti, tutti orfani, in grande povertà di vita quotidiana, gli amici delle baraccopoli; ma tutti ricchi in umanità, in voglia di donare un sorriso nonostante tutto.

Ci tornano in mente le parole del Signore Gesù: “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”. Lui lo sperimentava ogni giorno, per noi è sperimentare che con i poveri si riceve molto. Ritorniamo a casa nel fine pomeriggio, stanchi ed accaldati per la giornata, ma contenti per il tempo donato.

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GIORNO 3: LA GIOIA DELLE PICCOLE COSE

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Oggi in Thailandia si festeggia la festa della mamma poiché in questo giorno compie gli anni la Regina. I più trascorrono la giornata in famiglia.

Come dice Jean Vanier “L’amore è fare le cose ordinarie con tenerezza”. Mai come in questi giorni stiamo sperimentando la gioia delle piccole cose, vissute con tenerezza.

Al mattino alcuni di noi hanno fatto visita ad anziani e famiglie in difficoltà. Ci rimane nella mente l’incontro con un’ anziana signora che abita nelle case popolari. Unica cristiana del caseggiato, testimone di una fede semplice e forte. Nella stessa palazzina, abbiamo incontrato un giovane buddista che ha vinto la sua battaglia uscendo dalla tossicodipendenza. Ci ha accolto  con grande calore, abbiamo parlato con lui in compagnia del padre Missionario a lungo..tanto che voleva invitarci a pranzo!!

Altri di noi sono stati alla scuola cattolica per una mattinata di animazione con alcuni bambini delle baraccopoli, divertendosi in compagnia. Uno di questi era molto spaesato poiché due notti fa un incendio scoppiato nelle baraccopoli ha colpito anche la baracca dove vive con la sua famiglia, lasciandoli senza nulla. Purtroppo sono incendi frequenti dovuti alle condizioni precarie delle costruzioni, ed in pochi minuti le persone perdono quel poco che hanno.
Il pomeriggio è passato nei campi di calcio nelle baraccopoli. Ci stupisce sempre vedere così tanti bambini pieni di curiosità ed entusiasmo, pronti a farsi coinvolgere in tanti giochi.
Dopo tre giorni di ottimo cibo thailandese, questa sera abbiamo cucinato noi, offrendo un assaggio di Italia ai padri Saveriani: pasta al pesto e salame!
A presto altri aggiornamenti!

GIORNO 2: NELLE PERIFERIE DI BANGKOK

La seconda giornata a Bangkok ci ha visti ancora immersi mattina e pomeriggio nel lavoro di incontro nelle periferie della città. Divisi in tre gruppi accompagnati dai catechisti e dai due giovani che collaborano con i padri con un contratto annuale, che gli permette di fare esperienza diretta e portare alle loro famiglie qualche soldino in più, e da Padre Alessio, il nostro padre Missionario di riferimento che ci sta accompagnando giorno per giorno in questa avventura straordinaria; abbiamo camminato nelle strette vie della baraccopoli, che si snoda praticamente sotto ponti e cavalcavia dell’autostrada. Da lì ogni gruppo famigliare ha una baracca, alcune fatte di semplice lamiera, altre con pannelli in legno. In alcune di queste strette vie, passa addirittura la ferrovia, le rotaie portano i treni praticamente a ridosso delle baracche.

Grandi problemi con i bambini, altissima la dispersione scolastica, nonostante possibilità di accedere gratuitamente, i genitori o nonni laddove i genitori non ci sono, preferiscono tenerli attorno alle loro faccende, molto spesso con l’inevitabile rischio che i loro figli entrino in pericolosi giri di spaccio e comunque della mancanza delle più elementari istruzioni di base. 

Notevole è la presenza delle scuole cristiane, abbiamo pranzato presso la…. con presenza di più di 200 bimbi provenienti dalle baraccopoli. Qui ancora vige l’obbligo della divisa, così che ognuno non possa venire discriminato se vestito male o sporco. La divisa obbliga ad una presenza più decorosa e pulita.

Tratteggiamo alcuni di questi incontri di oggi:

Un incontro con un anziano reduce della seconda guerra mondiale combattuta in Corea ci è rimasto particolarmente nel cuore per quanto ascoltato. Persona ovviamente anziana. Si è commosso nel raccontarci la sua vita, chiedeva un abbraccio e una foto assieme a noi…

Una signora anziana che ha dato ad ognuno di noi una benedizione buddista. A tal proposito stiamo toccando con mano quanto sia accogliente e ben disponibile la società buddista. Qui in Thailandia il buddismo ricopre al quasi totalità della persone. Ci sono poi circa un 3% Mussulmano, i Cristiani lo 0,7% . Le persone sono ben disponibili all’accoglienza, i bambini sempre molto affettuosi. I padri ci hanno detto che non hanno faticato ad inserirsi nel contesto, sono stati subito ben accolti nonostante una religione diversa, anzi molto rispettati proprio perché richiamano al sacro, allo stesso modo dei loro monaci buddisti. È proprio vero che la Thailandia è la terra del sorriso ( questo il significato della parola).

Un altra persona incontrata nella sua “casa” una baracca in lamiera. La signora è muta dalla nascita, si è fatta capire con i gesti, molto contenta di averci lì. Ha spiegato la sua vita a gesti, con foto di alcuni momenti della sua vita.

Un piccolo di 5 o 6 anni che giocava a fianco della sua baracca, a mezzo metro delle rotaie del treno. Subito ha visto il padre Alessio, ci ha preso per mano e fatto sedere su di una panca. Ci ha intrattenuto con modi simpatici sotto lo sguardo della mamma, che passa la giornata attorno alla baracca.

Altre persone anziane da sole immobili, una di queste ci ha chiesto aiuto per girarsi.

Si fa evidente quanto la solitudine e la povertà il degrado portino ad una vita molto spesso sola, povera di ogni prospettiva quotidiana alla quale noi occidentali siamo abituati ad avere…
Nel pomeriggio il solito incontro su un campetto di calcio in mezzo alla baraccopoli, è occasione di vedere tanti piccoli, giocare con loro in modo semplice ma gioioso.
Anche questa giornata intensa abbiamo cercato di viverla al meglio, dando il meglio di noi stessi.

Giorno 2: la galleria Fotografica

GIORNO 1: L’ARRIVO A BANGKOK

Missione Thailandia: giorno 1

Dopo il lungo viaggio all’arrivo all’aeroporto di Bangkok abbiamo incontrato Padre Alessio che ci ha accolto nella calda e afosa capitale thailandese. I missionari ci ospitano nella loro sede che si trova nella zona del porto ed è a ridosso di alcune grandi baraccopoli.

Il mattino stesso abbiamo iniziato la visita a queste zone della città. L’incontro è stato ricco di emozioni e molto intenso. Siamo stati accolti da alcune famiglie, ammalati e anziani che ci hanno dimostrato una grande senso di ospitalità nelle loro modeste dimore e ci hanno raccontato la loro esperienza di vita.

Abbiamo avuto modo di comprendere direttamente sul campo il grande lavoro dei missionari Saveriani a favore di chi vive nelle baraccopoli in situazioni molto disagiate. Dopo un pasto a base di cibo thailandese molto speziato e gustoso, il pomeriggio è stato dedicato alla visita del campo giochi di una baraccopoli vicina. Al nostro arrivo siamo stati accolti da uno stuolo di bambini sorridenti e pieni di vita. Con loro abbiamo trascorso un meraviglioso pomeriggio all’insegna di giochi, balli e allegria.

I sorrisi di questi bambini e il loro entusiasmo ci hanno regalato tanta energia e motivazione per continuare il nostro viaggio con emozioni positive, e non vediamo l’ora di poter tornare a giocare con loro. Anche in questo caso abbiamo potuto apprezzare il lavoro di aggregazione e coinvolgimento dei bambini della baraccopoli svolto dai missionari Saveriani. Per questa giornata è tutto, a breve vi daremo aggiornamenti.

Giorno 1: la galleria fotografica

IL VIAGGIO: IN PARTENZA DA ZURIGO

Missione Thailandia: le foto
Le immagini della missione in Thailandia dei giovani della comunità pastorale beato don Carlo Gnocchi di Varese - primo giorno, la partenza da Zurigo

Dopo il viaggio Missionario in Bangladesh del 2014, eccoci di nuovo in viaggio, destinazione Bangkok. Anche per questo viaggio saremo accompagnati dai Padri Saveriani e vivremo con loro un’esperienza missionaria.

Le motivazioni che ci spingono ad andare così lontano non sono solo quelle turistiche, ma di condividere un tratto del nostro cammino con l’umanità che incontreremo per le strade della Thailandia. I padri ci hanno proposto di accompagnarli nelle loro attività quotidiane tra i più poveri. A Bangkok li seguiremo nelle baraccopoli, mentre al nord del paese tra i profughi Birmani, nei villaggi di confine.Siamo pronti per questa nuova avventura certi di ricevere più di quanto potremmo dare. Vi terremo aggiornati nei prossimi giorni

PRIMA DELLA PARTENZA: DOVE ANDRANNO E CON QUALI OBIETTIVI

Missione Thailandia per i giovani della comunità pastorale don Gnocchi
Il gruppo di giovani in partenza per la Thailandia
(i 12in partenza partenti con al centro uno dei missionari Saveriani, padre Alex, ora in Italia)

Partono oggi, mercoledì 9 agosto, zaino in spalla e voglia di fare una grande esperienza di missione. Sono gli undici giovani della comunità pastorale beato don Carlo Gnocchi di Varese, guidati da don Marco Usuelli.

La loro destinazione sarà la Thailandia, in due missioni dei padri missionari Saveriani, che sono già stati loro ospiti e testimoni di vita nell’altra missione che hanno compiuto nel 2014 in Bangladesh.

La prima parte del loro viaggio sarà a Bangkok, dove i salesiani hanno una missione nella baraccopoli della città: cioè hanno la strada, piu che una parrocchia, per incontrare le persone e i loro disagi. «Incontreremo disoccupati, anziani, persone con problemi di droga. Il disagio, in un luogo molto più povero del nostro».

La seconda parte sarà al nord della Thailandia in un’altra missione che si occupa di profughi in arrivo dalla Birmania e da altre regioni confinanti. «Andiamo in una parte povera del mondo, sperimenteremo la vera povertà e ci metteremo al suo fianco, con persone che non vivono con il nostro stile di vita. Sarà, spero, un’esperienza importante per i nostri ragazzi» ha commentato don marco Usuelli, che li accompagnerà in questo viaggio.

I ragazzi della comunità beato don Carlo Gnocchi faranno tesoro del WiFi che raggiunge anche i luoghi più lontani, per mandarci in diretta la loro esperienza, con un diario quanto più possibile quotidiano.

Per ora però, tutto quello che devono fare è mettere gli zaini in spalla e raggiungere Zurigo, da cui raggiungeranno con un volo diretto Bangkok. E a noi non resta che augurar loro buon viaggio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 agosto 2017
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