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Acqua pubblica dopo il referendum

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26 giugno 2011

Egregio Direttore,
il sipario sulla scena dei referendum è calato già da alcuni giorni ed ora, a pallino fermo del gioco, i nostri governanti devono necessariamente esaminare, valutare e discutere le materie sulle quali gli Italiani si sono espressi.
Penso pertanto che sia opportuno che i cittadini diano qualche utile suggerimento al riguardo a chi dovrà legiferare e prendere le decisioni del caso.
Ciò premesso ritengo utile ripresentare una mia “lettera al direttore” del 26.02.2010, riguardante l’erogazione dell’acqua potabile.
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Egregio Direttore,
si è parlato moltissimo recentemente su tutti i giornali ed in molti programmi televisivi del problema relativo alle risorse idriche del nostro Paese ed in particolare del problematico futuro approvvigionamento di acqua potabile. A tale riguardo desidero presentare la seguente proposta per ridurre gli sprechi che avvengono da più parti: cittadini e condutture.
Visto che l’acqua è un bene primario naturale, come l’aria che respiriamo, sarebbe giusto che una quantità vitale – anche con una certa abbondanza (ad es. 70 – 80 litri per persona al giorno) – venisse assicurata gratuitamente a tutti i cittadini, ricchi e poveri;
Disporre che l’acqua consumata oltre la quantità assegnata venga fatta pagare, a scaglioni e multipli, ad un prezzo doppio, triplo, ecc. di quello attuale;
Con il maggiore introito i Comuni o le Aziende municipalizzate devono provvedere alla revisione delle reti idriche per eliminare le enormi dispersioni, che in alcuni casi raggiunge il 50% dell’acqua erogata dall’acquedotto. (*) (Per i lavori di riparazione e/o sostituzione delle tubazioni il Governo dovrebbe autorizzare i Comuni a provvedervi con urgenza, – in deroga ai patti di stabilità per quelli che hanno sufficienti disponibilità finanziarie e per gli altri autorizzare l’accensione di muti ad hoc ed a lunga scadenza garantendoli con adeguata correzione delle tariffe);
Incentivare, in sede di nuove costruzioni e/o ristrutturazioni, civili ed industriali, la formazione delle doppie tubazioni, per acqua potabile ed acqua per usi igienici, annaffiature ecc ;
Incentivare la installazione nei condomini di contatori per ogni appartamento, in tal modo il singolo sarebbe interessato e motivato a risparmiarne il consumo;
Vietare l’erogazione di acqua con fatture a forfait (cioè senza contatore), dove esiste tale sistema.
Oltretutto, applicando quanto indicato ai punti 1) e 2), verrebbero premiati i cittadini risparmiatori e probi verso l’ambiente ed aiutate le famiglie e tutte le persone in difficoltà finanziarie.
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Cordiali saluti

(*) nota aggiunta Arcisate, 26.06.2011

Martino Pirone

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