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Botta e risposta su Cazzago

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14 aprile 2007

Egregio Direttore,
leggo oggi l’intervento pubblicato a questo indirizzo: http://www3.varesenews.it/comunita/lettere_al_direttore/articolo.php?id_articolo=3126
e le rubo soltanto ancora un po’ di spazio per rispondere alla lettera del signor FV che mi spiace non si presenti con nome e cognome. Anche mio padre, come lui, è originario di Azzate. Magari avremmo scoperto pure di essere conoscenti. Chissà…
Vado per punti seguendo le domande del lettore:

1. Non progetto rotonde e, fortunatamente, mi occupo di altro. Non sono dunque il soggetto più adatto a rispondere a tale domanda. Di solito preferisco rispondere di quello che faccio io, non di quello che fanno gli altri.

2. La S.P. 36, pur attraversando di fatto la palude, non rientra nell’ambito della zona protetta e sottoposta a tutela, il cosiddetto SIC. Distinzione forse più formale che sostanziale, ne convengo. Ma pur sempre di distinzione si tratta.

3. Qui spara sulla Croce Rossa signor FV. Anche a me non va a genio il “materiale ecocompatibile” usato e ho cercato a suo tempo di ottenere che fossero impiegati materiali diversi e con una maggiore consistenza e durata. Ma la legge non guarda in faccia a nessuno e prevede che si debba utilizzare questo e non l’asfalto o il cemento. Le chiamano “misure mitigative”. Per il pensatore di questa soluzione, come lo chiama lei, si rivolga dunque al legislatore. Io, al momento, non sono ancora in grado di cambiare le leggi (e non ha idea di quanto mi piacerebbe farlo in molti casi…). E la striscia di asfalto di cui parla, alla luce della legge, non è tanto scandalosa quanto, appunto, non ammissibile.
Per quanto riguarda le cadute, poi, mi creda, l’asfalto fa molto più male. La cicatrice che porto sotto il mento ne è il segno più evidente…

4. Non accuso di certo i miei colleghi sindaci come lei sostiene. Vista la mia giovane età da loro ho solo da imparare. Anzi, le dirò di più, andiamo pure d’amore e d’accordo. Semplicemente a Cazzago Brabbia si è deciso di salvaguardare la zona del Lago perché Cazzago e il suo Lago vivono da sempre in simbiosi. Recidere questo cordone ombelicale significherebbe decretare la morte del paese. Mi sembra una scelta legittima e pure comprensibile. Come legittimo e comprensibile è il fatto che si sia sempre evitata una cementificazione eccessiva del nostro territorio.
Insomma, forse sarò un po’ egoista perché a Cazzago ci vivo, ma mi piace pensare che questo paese possa conservarsi negli anni con tutto quello di bello che ha attualmente, senza essere snaturato o “violentato” nella sua essenza.
Sinceramente non amo poi andare a fare “giretti” sulla sponda apposta. Già ho poco tempo libero e poi, in tutta onestà, mi piace di più quella di Cazzago!!!

Con simpatia e cordialità

Massimo Nicora
Sindaco di Cazzago Brabbia

Massimo Nicora - Sindaco di Cazzago Brabbia

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