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Che lo Stato doni a Varese la Caserma Garibaldi

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4 settembre 2006

Proprio oggi pensavo alla caserma Garibaldi, ed ecco giungere un intervento che la riguarda. Qualche ricordo stile “amarcord”: ad esempio chissà com’era la vita a Varese quando vi erano ancora alloggiati i soldati, la visione delle foto della caserma con adunate di soldati tedeschi e repubblichini, questo “casermone” (è proprio il caso di dirlo) che penso sia un po’ nel cuore di tutti, alla fine.
Ora il suddetto immobile versa in una condizione di degrado incredibile, a mio parere svalutando l’intera zona in cui è costruita.
Lo Stato di tale immobile non se ne fa nulla, è un luogo lontano dai palazzi romani e credo che nessuno dei governanti attuali del ministero neanche consideri la sua esistenza: Per noi varesini però potrebbe essere una grande opportunità, se non fosse per il prezzo esorbitante che ne impedisce l’acquisto.
Molto ingenuamente mi chiedo: dato che in teoria lo Stato è una espressione del Popolo, perchè non la dona di nuovo a noi varesini, dato che dovremmo far parte del Popolo? Non a dei privati, quanto al Comune, che saprebbe sicuramente come rivalutare l’intero l’edificio. Ma non vendere, quanto proprio donare, DONARE ciò che è già nostro, di tutti i varesini.
Ancora una volta il disinteresse romano per la piccola provincia del Nord porta a una situazione paradossale: un immobile praticamente in disuso da anni, di proprietà dello Stato però situato a Varese, di cui Roma se ne frega. Addirittura tentano di venderci ciò che già è nostro! Il popolo italiano che vende al popolo varesino…
Ma nulla è così semplice. Per rimpinguare il disastroso bilancio statale c’è bisogno di denari, guardacaso di noi varesini (che strano!), soldi che probabilmente finiranno nel girone dell’assistenzialismo e degli sprechi.

Marco Bordonaro, Coordinatore Movimento Giovani Padani Varés

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