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Democrazia non è omologazione

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14 giugno 2011

Caro Direttore,

nonostante tutto – non sto qui a ricordare a quanti mezzucci “di bassa lega” si è ricorso pur di boicottare i Referendum – la vittoria dei SI’ è stata strabiliante: gli Italiani si sono riappropriati della loro mente pensante (annebbiata per tanti anni dalle bugie e dalle false promesse del “binomio B. B.”) ed hanno chiaramente mostrato di non lasciarsi più “omologare”, cioè abbindolare dalle “verità” sciorinate dai governanti e continuamente martellate nel loro cervello da RAI-TV e stampa di regime. E’ una vittoria della democrazia contro la demagogia. Questo dal punto di vista politico.

Venendo invece ai “contenuti” dei Referendum, mi permetto di chiedere almeno un RINGRAZIAMENTO A TUTTI COLORO (come il sottoscritto) CHE HANNO VOTATO “ SI’” DA PARTE DI QUANTI SI SONO ASTENUTI O HANNO VOTATO “NO”, e Vi spiego perchè. Evidentemente costoro hanno votato contro il loro stesso interesse (tranne quei pochi direttamente interessati a lucrare col business del nucleare e dell’acqua, come i vari Caltigirone & Company), in ossequio e sostegno al governo in carica, giustificandosi con argomentazioni contorte, pretestuose e faziose, per mero calcolo “politico”, proprio loro che un tale significato non avrebbero voluto attribuire ai quesiti referendari, come anche ora a posteriori per attenuare l’onta della sconfitta vanno continuamente dicendo.

Se infatti in futuro anche loro continueranno a pagare l’acqua molto meno di quanto non la si pagherebbe ai privati, se si è sventato il pericolo di insediamento nel nostro paese di centrali nucleari con i costi enormi ad esse connessi, se potremo ancora vivere in una “democrazia” vera dove la legge è uguale per tutti, infine se è stato riscoperto il valore altamente democratico e partecipativo dei Referendum (anche se per ora solo abrogativi) per stoppare l’arroganza del potere e neutralizzare certe leggi fatte contro il “popolo sovrano” (che finalmente si è riappropriato dell’unico mezzo democratico che la Costituzione gli concede),
credo che anche gi astenuti o i votanti NO dovrebbero essere grati a tutti gli altri che invece sono andati democraticamente e coraggiosamente a votare mettendo la croce sui quattro SI’. Se quindi anch’essi si avvantaggeranno dei risultati dei Referendum, non vi sembra logico pretendere da loro un qualche ringraziamento?

Giovanni Dotti

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