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Le mele della Francia e le Arance di Rosarno

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26 gennaio 2010

Egregio Direttore, due righe per dare questo solo dato.
Un amico marocchino ha lavorato con regolare permesso nel distretto di Avignone, per mesi tre, con regolare contratto di lavoro, per otto ore al giorno,  nel 2008, a 8,73 euro l’ora, lordi, assoggettati poi a contribuzione e fisco.
Facendo che cosa? Raccogliendo mele, frutta.
Io non so quanto costino al kilo le mele in Francia, ma evidentemente non le buttano via, dopo averle raccolte.
Nasce quindi spontanea una domanda.
Come fanno a sostenere in Calabria che per restare sul mercato i raccoglitori di frutta non possono costare, in totale, piu’ di quattro euro l’ora? Insomma, ci salva solo lo schiavismo?
O il mercato delle mele in Francia è totalmente differente da quello delle arance calabresi? Qualcosa non quadra.
Mah.

 

R.G.

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