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Riflessione su debito pubblico e oro in Banca d’Italia

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6 agosto 2011

Mi piacerebbe stimolare una discussione fuori coro relativamente al modo di formazione del debito pubblico,continuo: 
 
1)      Il denaro è un accordo tra le parti per facilitare lo scambio di merci e di tempo lavoro.
 
2)      Dal 1973 il valore del denaro è svincolato dall’oro.
 
3)      Potremmo usare le conchiglie o dei pistacchi,basta essere d’accordo e li chiamiamo rublo europeo.
 
4)      Non capisco il vantaggio di fare stampare moneta da una banca (che non è pubblica ma di un certo numero di private persone) che quando ce lo consegna lo chiama Debito Pubblico, cioè di tutti i cittadini. Il denaro di per sé è il costo di stampare la banconota,che “vale” solo in funzione dell’accordo delle parti.
 
5)      Se come ci dicono, molti ne hanno stampato troppo, più di quanto valga la singola Nazione (ed è ben strano) allora qualcuno ha sbagliato qualcosa ed abbiamo tutti i nomi dei Responsabili.
 
6)      Mi chiedo anche Chi è che ne ha messo tanto nei suoi forzieri,visto che dal 2008 sembra perfino mancare. Un effetto perverso e non voluto della legge sulla Privacy ?
 
7)      Se non basta la punizione e l’auspicato pentimento dei Rei , per pagare il Debito si potrebbe ricorrere all’Oro degli Italiani custodito in Banca d’Italia. Qualunque valore fosse si è rivalutato di 45 volte da 35 $ oncia a 1.600 $ oncia.
 
8)      Se leggo i giornali o ascolto la radio sento un coro di vocine,ma in ogni coro c’è un Direttore d’orchestra o siccome la Cosa è Ben grossa,un Comitato Direttivo. Chissà chi,chissà dove ?
 
9)      Forse non c’è nessun Debito ?!
 
10)   E l’Oro ? Quello di cui non si canta nel coro,quello che dovrebbe essere in custodia In Banca d’Italia ?
 
Buone riflessioni.
M. Azzano

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