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Varesina bis, siete sicuri che volete questo futuro?

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7 novembre 2012

 Caro Direttore,

ricevo una mail dagli amici di Legambiente Tradate che mi informa che Sabato 10 novembre ci sarà un incontro pubblico in Villa Truffini a Tradate per parlare dell’imminente arrivo della Varesina Bis.

Le ragioni per preoccuparsi ci sono eccome e ne vorrei elencarne alcune. Invito tutti i miei concittadini ma anche i lettori di VareseNews a porsi le mie stesse domande e riflettere prima di etichettare questi ragionamenti come frutto dei soliti "ambientalisti perditempo":

– La Varesina Bis avrà il compito di fluidificare il traffico sulla Varesina. Fluidificare significa evitare che si formino code o rallentamenti. Posso dire che da quando in Tradate hanno rimpiazzato alcuni incroci semaforici con delle rotatorie le code in questi tratti di strada si sono ridotte in modo sensibile. Quindi per fluidificare il traffico non occorre costruire altre strade, occorre eliminare alcuni meccanismi di regolamentazione della circolazione che forse andavano bene con il traffico veicolare di 50 anni fa ma che ora risultano inefficienti se non peggiorativi.
Il miglioramento quindi di una strada già presente non solo risolverebbe alcuni nodi critici ma consentirebbe un risparmio notevole nelle casse di bilancio dei comuni interessati. Possibile che la spending review si debba applicare solo ai servizi sociali e mai agli appalti di costruzione strade (che vedo sempre floridi e ben foraggiati).

– La Varesina Bis come ogni strada provinciale farà nascere speculazioni sui terreni limitrofi. Storicamente non c’è una provinciale che non abbia avallato la costruzione di complessi industriali, capannoni e centri commerciali intorno alla sua sede stradale.
Siccome a Tradate di centri commerciali ce ne hanno già regalato uno nuovo di zecca faremmo volentieri a meno di altri eco-mostri di cemento. Tra l’altro volevo anche far notare che l’attuale centro "La Fornace" risulta incompiuto e sovradimensionato per una cittadina come Tradate. La prova è che al suo interno molti piani risultano ancora vuoti e non affittati da attività commerciali. Un gran bel deserto che nulla a che vedere con la vivace, sana e genuina attività del centro storico di Tradate, dove sopravvivono ancora negozi guidati da commercianti che offrono servizi e qualità che nessun grande centro della distribuzione potrà mai replicare.

– La Varesina Bis avalla un concetto pericoloso: che l’investimento preferenziale è sempre e solo rivolto alla costruzione di nuove strade. Siete mai transitati in Tradate intorno alla rotatoria dell’aereo Aermacchi? Avete notato un piccolo cantiere stradale ormai dismesso? Ebbene quella sarebbe dovuta essere la pista ciclabile per promuovere la mobilità lenta in Tradate.
Siete mai andati da Tradate a Lonate Ceppino per via Albisetti? Avete notato un medesimo cantiere abbandonato da circa 8 mesi. Altra pista ciclabile. Altro progetto fermo. Notevoli sono gli appalli per usare mezzi alternativi ma ben altre sono le capacità di intenti dei nostri amministratori.
I permessi edificatori di nuove palazzine vengono rilasciati a tempi di record…le piste ciclabili hanno una genesi decennale.

– Più strade generano più traffico. Sono impazzito. No è una interessante teoria che si chiama traffico indotto. Mi farò aiutare dal suo teorizzatore, un ingegnere del traffico, J.J. Leeming:
Autostrade e circonvallazioni generano traffico, cioè producono del traffico addizionale, nei seguenti modi:
a) inducendo le persone a effettuare spostamenti che non avrebbero altrimenti intrapreso rendendo il nuovo percorso più conveniente del vecchio;
b) facendo deviare le persone dal loro percorso precedente e spesso più diretto per usufruire dei vantaggi in termini di tempo della nuova strada;
c) facendo affluire per shopping e visite alle città bypassate dalle circonvallazioni più persone di quando il traffico di attraversamento scoraggiava questo genere di spostamenti.
Un esempio di traffico indotto è stata la costruzione di una circonvallazione intorno a Londra, la M25, tra la fine degli anni ottanta e l’inizio dei novanta. Nel breve periodo (quasi dall’apertura), la circonvallazione si trovò ad essere estremamente trafficata e spesso congestionata (dato che i progettisti avevano sottostimato il livello della domanda, che era in parte indotta, e per questo la strada non aveva la capacità sufficiente a soddisfarla). Nel lungo periodo, cioè nel giro di qualche anno, si svilupparono nuove aree residenziali e lavorative nei pressi della M25, contribuendo a cambiare le scelte abitative e occupazionali, che andarono ad incrementare ulteriormente la domanda.

– Zonizzazione. Io sulla Varesina Bis non ne ho mai sentito nemmeno accennare. Questo principio è uno strumento dell’urbanistica che consente di suddividere il territorio di ciascun comune in aree specifiche ed omogenee alle quali viene attribuita una funzione specifica con attribuzione di vincoli e limiti.
Perchè sui territori scelti per la Varesina Bis non si è mai parlato di zonizzazione? Una risposta che mi verrebbe spontanea è perchè questi territori sono occupati ancora da boschi e campi che aspettano di essere urbanizzati. Chi dice il contrario sa di mentire.

Quindi cari cittadini dei comuni interessati che futuro volete per voi e per i vostri figli? Volete decine di provinciali bis-ter-quater che non portano a nulla e per vedere un pò di alberi e di boschi andrete in Svizzera?

Siete sicuri che volete questo futuro?

Felice Griffi

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