«Aumenti esagerati al Cse». Polemiche dai parenti dei disabili
Le tariffe, per alcune famiglie, passano da 23mila lire ad almeno 158mila. Chiesto il miglioramento del servizio
| La nuova politica tariffaria nei servizi sociali sta accendendo polemiche. Dopo l’attacco politico dell’Ulivo sono ora i familiari del centro socio educativo di via Canova a esporre le perplessità per gli aumenti. Con il bilancio di previsione 2002 l’amministrazione ha infatti deciso di elevare la tariffa di 23mila lire mensili, un prezzo decisamente sociale, e di portarla a 45.000 lire per la fascia C, 158.200 per la fascia D, 271.200 per la fascia E, 384.200 per la fascia F e 497.200 per i redditi oltre la fascia F. Rimangono invece esenti le fasce A e B che, alla luce delle attuali tabelle, riguardano persone a reddito bassissimo. Le famiglie si sono incontrate lunedì sera con l’assessore ai servizi sociali Giovanni Bongini; una serata dedicata alla spiegazione degli indici di valutazione delle fasce di reddito e dei motivi che hanno indotto il Comune a cambiare la tariffe. Non è ancora chiaro però quali saranno gli aumenti reali per i cittadini, dato che la collocazione nella corrispettiva fascia di reddito dipende dall’indice socio-economiche Isee. Sarà infatti questa valutazione a incidere profondamente sui portafogli delle famiglie. Ma, oltre a questa incognita che rimane ancora aperta, i parenti dei sedici disabili ospitati nella struttura di Cedrate hanno avanzato alcune perplessità sulla corposità degli aumenti e sul principio che ha guidato la scelta di stringere le maglie. «La tariffa precedente era molto bassa e ce ne rendiamo conto – spiega Marisa Viceconti sorella di un utente della struttura – ma sarebbe forse stato opportuno legare gli aumenti a un miglioramento dei servizi per ragioni di maggiore equità». Tra le famiglie serpeggia il malcontento. Il prossimo 5 febbraio si terrà una nuova riunione. Gli argomenti da portare all’assessore riguardano proprio la volontà di ottenere una maggiore presenza degli educatori, l’utilizzo dei locali al piano terreno, un servizio più efficiente. Ma la critica riguarda anche la logica scelta nel bilancio di previsione: gli aumenti frutteranno al comune 27 milioni in più all’anno mentre, dicono alcuni utenti, sono inseriti a bilancio progetti da centinaia di milioni. Vale la pena colpire alcune famiglie con oggettivi problemi per così pochi soldi? |
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