Il teatro torna ai varesini. Bello o brutto, è tutto nostro

Varese - Dopo circa mezzo secolo la città avrà di nuovo un luogo interamente dedicato alla cultura. Meno 22 giorni all'inaugurazione

Il 26 gennaio prossimo è una data che potrebbe entrare a far parte della piccola storia di Varese: dopo circa mezzo secolo (48 anni e 9 mesi, per la precisione) la città torna ad avere un luogo interamente dedicato al teatro e alla cultura nel suo complesso con l’inaugurazione della struttura di piazza Repubblica. 
Questo lasso di tempo è stato accompagnato da interminabili dibattiti che, partendo dal "peccato originale" del ’53 (la demolizione del teatro Sociale) si spingevano fino alla domanda delle cento pistole: ma Varese ha davvero a cuore la cultura? L’arrivo del teatro di piazza Repubblica non ha spento quel dibattito: ci si divide tra quanti considerano il nuovo edificio un obbrobrio, un sottoprodotto di teatro, una roba cenciosa e tra quanti invece si rifiutano di passare per schizzinosi, sposando il realismo: meglio quello che niente, specie in anni in cui quattrini da spendere ce n’è pochi. 
Sarà la prova dei fatti a dire chi ha ragione, se la qualità della struttura consente spettacoli di qualità e soprattutto se alla nuova offerta culturale la città finalmente risponderà. 
Insomma, se il "tendone" di piazza Repubblica raccoglierà scarso pubblico, nessun sindaco di Varese, per i prossimi due secoli, si azzarderà a proporre la costruzione di un teatro. Delle tante critiche già mosse al nuovo teatro, più o meno fondate, una ci sembra quanto meno pretestuosa: la bruttezza del manufatto. Intendiamoci: bello, l’edificio tirato su nell’area dell’ex Mercato, non lo è di certo ma mica è stato collocato in piazza del Campo a Siena o sulla place Vendome di Parigi. Nemmeno Renzo Piano o Le Corbusier avrebbero rimediato alle disarmonie di una piazza dove nei decenni non sono sorte due sole costruzioni con lo stesso stile. 
L’esame del teatro, insomma, sarà un esame per l’intera città: questo dirà se la cultura, invocata per decenni era un effettivo appetito civile o una semplice forma di snobismo; molto dipenderà anche dal "cartellone" che la società responsabile del teatro saprà allestire: la partenza (il doppio concerto di Paolo Conte, nella foto) è coi fiocchi, auguri di buon lavoro al direttore artistico Andrea Campane. 
Considerazione finale: solo se il "tendone" funzionerà, potrà essere legittimamente sostenuto il progetto presentato circa un anno fa da un gruppo di architetti (tra i quali il milanese Traldi e i varesini Giffoni e Castiglioni) per realizzare sulla medesima area della piazza un centro culturale vero e proprio. Opera per la quale servono non meno di 70 miliardi.

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Pubblicato il 04 Gennaio 2002
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