Presidio Cgil: metalmeccanici in prima linea
Presidio in via Mameli davanti alla sede dell'Univa
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Oltre a quelli davanti alle sede dell’associazione imprenditoriale, lo sciopero è stato accompagnato anche da presidi nei luoghi di lavoro. Secondo la Cgil sono molte alte le percentuali dell’astensione dal lavoro sul territorio. In prima linea sono gli operai delle ditte metalmeccaniche. La Comerio Ercoli, la Duplomatic, la Techint Pomini e la Foroni di Gorla sono le realtà in cui hanno incrociato le braccia la maggior parte dei dipendenti.
La situazione di oggi non è una novità per i metalmeccanici. Già un anno fa la Fiom non aveva firmato l’accordo con Federmeccanica, atto che aveva sancito una prima rottura nella confederazione sindacale. «La Fiom è stata sempre in prima linea in questa battaglia e continuiamo così, fabbriche e lavoratori rispondono bene, non siamo soli – ha dichiarato Mario Pagani della Fiom – a Busto le aziende metalmeccaniche più significative hanno mantenuto fede allo sciopero di oggi». Non si ferma con oggi la mobilitazione. Continuano le assemblee nelle fabbriche, a cui la Fiom aggiunge la raccolta di firme per i referendum sociali. |
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Via Mameli davanti alla sede dell’Unione industriali di Busto Arsizio. È il luogo dell’appuntamento della Cgil, dove questa mattina si sono trovati i lavoratori per protestare ancora una volta contro i provvedimenti di governo e Confidustria su articolo 18, previdenza e fisco. Contro gli accordi separati e per la tutela dei lavoratori più giovani, sono questi gli slogan del presidio che ha visto la partecipazione di una cinquantina di lavoratori. Volantinaggio ai semafori e musica dagli altoparlanti, così si è svolta la protesta del sindacato, appendice dello sciopero generale di quattro ore, proclamato in tutta la Lombardia.
Si sono trovati davanti all’Univa non solo perché rappresenta la Confindustria a livello locale, ma anche per fare leva sugli imprenditori locali «che in diverse occasioni hanno dimostrato di essere su posizioni diverse da quella ufficiale» ha sottolineato Umberto Colombo della segreteria Cgil di Varese. Nel giorno in cui si parla di un accordo separato, la Cgil parla di un patto non rispettato. «Abbiamo scioperato sempre unitariamente e il 16 aprile abbiamo fatto un patto per lo stralcio dell’articolo 18 e affinché non passassero provvedimenti illegittimi che minano la libertà dei lavoratori, Cisl e Uil si assumeranno le loro responsabilità». Sono ancora le dichiarazioni di Colombo, che se da una parte precisa che lo sciopero non è contro il resto della confederazione, non esita a definire l’accordo uno sbaglio che mette in crisi la difesa dei diritti dei più giovani e dei lavoratori che hanno perso il loro posto e devono rientrare nel mondo del lavoro.





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