A Varese in cerca di fortuna
Presentato il rapporto statistico Ismu- Provincia di Varese. Aumentano gli immigrati. E la voglia di integrazione
Ha tra i 30 e i 39 anni, è musulmano, sposato, ha fatto la scuola dell’obbligo, vive in una casa in affitto, ha un lavoro regolare e a tempo indeterminato. Gli uomini sono operai o muratori, le donne fanno le colf o assistenza agli anziani. Eccolo qui il ritratto dello straniero che ha scelto Varese per cercar fortuna. Il mondo complicato e discusso degli immigrati è tutto raccolto in numeri, grafici, "torte" del rapporto statistico "L’immigrazione straniera nella provincia di Varese", realizzato dalla Fondazione Ismu nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Regionale sull’integrazione e la multietnicità. Lo studio è stato presentato questo pomeriggio a Villa Recalcati alla presenza dei rappresentanti del settore Politiche Sociali della Provincia, ente che da tempo promuove il progetto di monitoraggio del fenomeno migratorio. Un rapporto che punta i riflettori su luci e ombre dell’immigrazione nella nostra provincia: e così si viene a sapere che gli immigrati provenienti dai Paesi in via di sviluppo o dall’Est Europa a gennaio del 2001 erano circa 23mila, in aumento rispetto all’anno scorso di un migliaio di unità. Ma il rapporto ha la "pretesa" di registrare anche il numero degli irregolari: sono circa 5 mila, il 15-20% della totalità degli immigrati. Arrivano da Ecuador, Polonia, Nigeria, Jugoslavia, Ghana, El Salvador e sono sbarcati in Provincia (nella maggior parte dei casi) tra il ’96 e il ’98. Più di 4 stranieri su 10 svolgono un’occupazione regolare a tempo indeterminato con un picco massimo rappresentato dai Nord Africani (uno su due ha un lavoro regolare a tempo indeterminato) e minimo per i Latino-Americani; questi ultimi in una caso su quattro hanno un’occupazione irregolare anche se stabile. Da segnalare che la percentuale dei disoccupati è scesa rispetto al 2000. Un discorso a parte merita la condizione delle donne: vengono dalle Filippine per svolgere lavori domestici o fare le "badanti", sperano un giorno di riuscire a portare in Italia anche il resto della famiglia. Se vivono con marito e figli nel 26 % dei casi non lavorano e in un caso su 4 sono irregolari. Per tutti il problema maggiore è quello della casa, prima ancora del lavoro: quasi la metà della popolazione immigrata vive in affitto, soli o con parenti, chiaro segnale di stabilità e del tentativo di integrarsi nella società. Risultato confermato anche dalla quota di immigrati che vive in una casa di proprietà, percentuale che rispetto al 2000 guadagna 6 punti. Insomma, chi è arrivato a Varese, o in Provincia, non pensa di tornare a casa un giorno: tra 600 intervistati il 72,5% ha dichiarato di non aver intenzione di trasferirsi altrove e il 73,9 % ha detto di voler partecipare di più alla vita politica e sociale. |
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