Il Varesotto investito dal “ciclone” Fiat

La crisi è destinata a colpire anche le piccole aziende della nostra Provincia. Secondo la Camera di Commercio di Milano le imprese legate alla produzione Fiat sarebbero più di 150

La crisi della Fiat ha varcato i confini. La notizia è di qualche giorno fa: la Key Plastics Switzerland di Novazzano, industria specializzata nelle componenti plastiche per automobili, è in difficoltà, tanto che si sta valutando la possibilità di una chiusura. 
I 98 dipendenti potrebbero perdere quindi il posto di lavoro. Nessuna decisione ufficiale per ora ma i lavoratori sono già stati informati che a "causa dell’attuale profonda crisi del settore automobilistico e per arginare le perdite", la società, che fa capo alla multinazionale americana Key Automotive, dovrà procedere a una ristrutturazione aziendale.

E nella nostra Provincia? Qual è la situazione? Sono molte le aziende, di piccole dimensioni, che producono componenti per automobili.  
Secondo la Camera di Commercio di Milano nel Varesotto sarebbero più di 150 le imprese legate alle produzioni Fiat e  il 67% degli imprenditori prevede una riduzione dell’organico fino al 5% mentre il 23% dichiara che proverà a ripensare le proprie politiche di investimenti. 
E’ anche vero però che la maggior parte dei piccoli imprenditori o degli artigiani dichiara di aver subito danni più dalla rottamazione che dalla crisi della Fiat. 
«A Varese e in tutta la Provincia circolano ormai soltanto automobili nuove, hanno al massimo due anni di vita – spiega il capo officina di un centro specializzato in freni e frizioni in via Guicciardini – Sono gli incentivi sulla rottamazione il vero problema: poche auto vecchie, poca produzione». 
Il ragionamento non fa una piega e basta sondare un po’ tra le piccole aziende della provincia per rendersi conto che qualcuno, lungimirante, con la Fiat ha scelto di non lavorarci da tempo. 
E’ il caso di un’azienda di Mornago, la "Menzaghi srl", specializzata in elettronica industriale e assemblaggio conto terzi: «La crisi della Fiat non ci tocca – spiega il titolare, il signor Perdosa – per una ragione molto semplice: noi con la Fiat non vogliamo lavorarci. Hanno pagamenti a 210 giorni e quando decidono di scaricarti lo fanno senza tanti complimenti. E poi noi puntiamo sulla qualità: lavoriamo con Bmw, Peugeot, tutti marchi che non vogliono saperne di acquistare parti scadenti, fabbricate magari in Polonia. Vengono in Italia e vogliono garanzia e sicurezza, magari a costi un po’  più alti. Persino i tessuti dei sedili vengono spesso acquistati in Italia, quelli della Bmw li produce Missoni». 

E le officine? Fanno quello che possono. Quelle specializzate in ricambi Fiat cercano di lavorare con altre marche. «Una cosa è certa – dice il responsabile dell’officina  "Bianchi" di via Morazzone – L’auto Fiat non dà più fiducia. In molti non le acquistano più e noi cerchiamo di lavorare su altre vetture. Certo non è facile. E prevediamo tempi duri per tutti. 
Una soluzione? Che la Fiat riesca a produrre un’altra auto dal forte impatto emozionale, come ai tempi fu per la Marea o la Brava». E se fosse troppo tardi?
  

Tutti gli eventi

di ottobre  a Materia

Via Confalonieri, 5 - Castronno

Redazione VareseNews
redazione@varesenews.it

Noi della redazione di VareseNews crediamo che una buona informazione contribuisca a migliorare la vita di tutti. Ogni giorno lavoriamo cercando di stimolare curiosità e spirito critico.

Pubblicato il 26 Novembre 2002
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.


Vuoi leggere VareseNews senza pubblicità?
Diventa un nostro sostenitore!



Sostienici!


Oppure disabilita l'Adblock per continuare a leggere le nostre notizie.