Passano il caldo e i temporali, resta il rischio siccità
Provincia – Il gran secco obbliga il razionamento dell'acqua in diversi comuni. Livello di magra nel Verbano, si teme per gli incendi
Si attenua la morsa del caldo e le nuvole tornano a riempire il cielo. Addirittura i temporali, con la loro furia, hanno prodotto danni in diverse zone della provincia nei giorni scorsi.
Ma tutto questo non è sufficiente a scongiurare il rischio siccità anche per la provincia di Varese.
Da Cassano Magnago a Laveno, dalla Valcuvia al Luinese i problemi relativi agli approvvigionamenti idrici si fanno sentire.
La situazione finora più grave, anche per il fatto che si sta protraendo da mesi, è quella del Luinese, e in particolare di Veddasca, dove un’autobotte dei vigili del fuoco di 12.000 litri fa la spola dal fondovalle fino alla Forcora per abbeverare i residenti ma anche i numerosi animali presenti negli allevamenti montani. Negli ultimi giorni il problema si è verificato anche a Montegrino Valtravaglia e a Roggiano, frazione montana di Brissago Valtravaglia: in entrambe i casi sempre una cisterna ha dovuto attivarsi per rimettere a livello l’acquedotto.
Rubinetti col contagocce anche in Valcuvia. A Orino da due settimane è vietato bagnare l’orto e l’amministrazione comunale ha contattato i cittadini con megafoni per esortarli a ridurre al minimo i consumi. Questo caso è emblematico per un paese dove trovano posto due sorgenti d’acqua che approvvigionano anche altri paesi a valle, dove infatti il problema si ripresenta a macchia di leopardo. Il motivo della siccità è infatti da ricercarsi nella carenza di precipitazioni che si traducono nell’abbassamento della falda acquifera.
Vera cartina tornasole della situazione di penuria idrica è il livello del Lago Maggiore. Qui non solo le autorità stanno ventilando l’ipotesi di ridurre i carichi trasportati sui traghetti, che altrimenti rischierebbero di toccare il fondo con la chiglia, ma dal comune è stato vietato l’utilizzo dell’acqua per riempire piscine, lavare auto o bagnare il giardino.
E anche nel sud della provincia il problema idrico sta facendosi sentire. A Cassano Magnago il comune ha disposto, come a Laveno, che i privati non utilizzino l’acqua potabile per innaffiare orti e giardini privati dalle ore 06.00 alle ore 22.00. Problemi di approvvigionamento idrico si segnalano anche in alcuni comuni limitrofi, vedi Oggiona Santo Stefano, Jerago con Orago e Cairate.
La situazione, soprattutto nei comuni dove si registra un incremento demografico dovuto ai flussi turistici potrebbe quindi riservare spiacevoli sorprese qualora le precipitazioni tardassero ad arrivare nei prossimi giorni, così da rimettere a regime il livello degli acquedotti. Una situazione “calda” anche sotto il profilo degli incendi boschivi. Se è vero che l’allarme stagionale, quello dovuto alle sterpaglie, è terminato con l’inverno, le chiome verdi degli alberi non sono sufficienti a scongiurare il propagarsi di fiamme nel sottobosco, messo a dura prova per la carenza d’acqua.
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