«Case popolari, abbattiamole e ricostruiamole»
Numerose le lamentele dei residenti di via Broggi per lo stato degli edifici. L'amministrazione lancia una proposta all'Aler
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«Quelle case popolari sono la parte più infelice di un’urbanizzazione pubblica che non ha mai raccolto grande consenso». È una delle motivazioni, insieme alle recenti numerose lamentele dei residenti di via Broggi, che hanno portato l’amministrazione comunale tradatese a chiedere all’Aler di abbattere le case popolari costruite negli anni ’70. «Le strutture sono ormai fatiscenti – spiega il sindaco Stefano Candiani -. E spesso hanno ragione gli inquilini a lamentare una serie di problemi dovuti soprattutto alla costruzione eseguita, per quanto ci risulta, con materiali di bassa qualità. La nostra paura è che la situazione di queste settimane sia solo l’anticamera di un problema destinato a peggiorare». Nelle abitazioni popolari di via Broggi abitano circa una quarantina di famiglie. Nelle scorse settimane queste famiglie si sono spesso ritrovate per discutere del problemi delle loro abitazioni, chiamando in causa anche l’amministrazione comunale. In questi giorni avranno un incontro con il sindaco e con l’assessore ai servizi sociali, Franco Accordino. «L’obiettivo è quello di incontrare gli inquilini – prosegue il primo cittadino – e raccogliere le loro segnalazioni». «La proprietà degli immobili non è del Comune di Tradate, ma dell’Aler. Nonostante ciò, non possiamo rimanere indifferenti di fronte alle lamentele di chi si trova in situazione di disagio – precisa Candiani -. Abbiamo quindi fatto una proposta all’agenzia. La nostra idea sarebbe di demolire le case popolari di via Broggi, mentre l’Amministrazione mette a disposizione dell’Aler un terreno in un’altra zona della città per eseguire delle costruzioni più moderne e confortevoli. Inoltre, per reperire i fondi alla realizzazione di questo progetto, abbiamo anche sottolineato che noi siamo disponibili a eseguire una variante al piano regolatore per rendere l’area di via Broggi residenziale, per fare una piccola lottizzazione e farla diventare appetibile per i privati». Il sindaco aggiunge inoltre che «è sbagliato pensare di concentrare le case popolari tutte in luogo solo, come è stato fatto in passato. Bisogna allargare il carico di persone in quella zona, distribuirlo su tutta la città. E poi bisogna creare case per edilizia popolare di maggiore qualità» |
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