Si dalla Regione alla disciplina dei servizi pubblici locali
Energia, rifiuti, acqua e utilizzo del sottosuolo gli ambiti della nuova disciplina
Approvata, con il voto favorevole della Casa delle Libertà, l’astensione dell’Ulivo e il voto contrario dei Verdi, di Rifondazione e dei Radicali, la riforma dei servizi pubblici locali per il settore energetico, la gestione dei rifiuti, l’utilizzo del sottosuolo e le risorse idriche. «Il sistema introdotto dalla legge – ha spiegato il relatore Giovanni Bordoni (F.I.) – supera l’attuale concezione imperniata sugli ambiti provinciali, che di fatto esclude gli enti locali non solo dalla gestione dei servizi ma anche dalla proprietà di reti e impianti. Si tratta di una legge che va nella logica di un mercato regolato a metà tra liberalizzazione e monopolio pubblico e chiarifica in modo definitivo le diverse competenze tra Stato e Regione» . Più in particolare, nel settore della gestione di rifiuti la legge ridefinisce gli obiettivi delle attività di riciclaggio e recupero di materie ed energia e stabilisce le modalità del reimpiego dei residui dell’incenerimento. La pianificazione regionale dovrà prevedere da un lato la riduzione della quantità di rifiuti prodotti e dall’altro quote aggiuntive per interventi di sussidiarietà o emergenza tra le regioni. Nel settore energetico le priorità sono due: la razionalizzazione delle reti esistenti, con eliminazione delle linee non indispensabili, e lo stanziamento di incentivi per favorire il risparmio energetico e l’uso di energia alternativa. La legge si occupa inoltre di disciplinare l’utilizzo del sottosuolo, considerato risorsa in cui alloggiare i diversi servizi “in una logica imprenditoriale e di condivisione”. Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Commissione Domenico Zambetti e dal relatore Giovanni Bordoni che hanno elogiato il clima costruttivo in cui è maturata l’approvazione del provvedimento. «Abbiamo approvato una legge – ha affermato Zambetti – che sancisce la sacralità della proprietà dei beni e la libertà di scelta su come utilizzarli. Con il voto di oggi la Regione Lombardia promuove l’utilizzo di fonti energetiche alternative, attuando politiche che tutelano l’ambiente».
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