Che succede alla cultura a Varese?
Non stupiscono i tagli decisi dalla Giunta. L’attenzione alla cultura di chi governa la città si commenta da sola. Per oltre un anno la palazzina di via Sacco è stata senza assessore. Poi grazie a una serie di “giochi” di potere la situazione si è sbloccata e uno dei due nuovi assessori è andato alla cultura. Ma l’arrivo di Musaio Somma non ha risolto granché. La girandola di dirigenti è lì da vedere. Partito Pedroli è arrivato Spatola. Buon lavoro per una manciata di mesi e poi di nuovo un cambiamento con l’arrivo di Anna Bernardini. Partita la Bernardini, è arrivato Brambilla. Il dirigente di Monza, designato a Varese per dirigere i Vigili Urbani ha retto poco. Giusto il tempo per confezionare una stagione teatrale di basso profilo. Partito Brambilla si aspettava una pronta nomina, ma questa per ora è rimandata. C’è così un interim, ma quello che è più triste è il vuoto assoluto di prospettive.
Lontana anni luce la gestione del migliore Ortelli e di Armocida, oggi possiamo credere con buone ragioni che la cultura non è certo nei piani di questo governo.
Con questa è in buona compagnia il turismo. Altro che fiere campagnole dedicate a sviluppi che come unico progetto hanno il taglio di fondi già di per sé ridicoli.
Auguri. Ne abbiamo tutti bisogno.
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