Case popolari chiuse agli immigrati: i sindacati protestano
CGIL, CISL e UIL organizzano per il primo febbraio un presidio di protesta davanti al Consiglio Regionale, per opporsi al nuovo disegno di legge presentato dalla maggioranza
CGIL, CISL e UIL della Lombardia e Sicet, Sunia, Uniat della Lombardia promuovono, per martedì 1 febbraio dalle 10 alle 13, un presidio di protesta davanti al Consiglio Regionale in via Restelli.
A scatenare questa forma di opposizione è la presentazione in consiglio regionale, da parte dei partiti di maggioranza, del nuovo disegno di legge a modifica della regolamentazione riguardante l’assegnazione delle case popolari. Secondo i sindacati la maggioranza si è limitata a riproporre, peggiorandolo, un testo di legge già dichiarato illegittimo dal Tar. In particolare si contestano alcuni punti, come la reintroduzione dell’anzianità di residenza necessaria all’assegnazione di un alloggio pubblico. Desta seri dubbi anche la proposta di non concedere un’abitazione comunale a chi non ha già risieduto in quel comune negli ultimi cinque anni. Questi provvedimenti, secondo i sindacati, discriminerebbero le fasce più deboli, in particolare gli immigrati che, di fatto, non potrebbero mai avere tali nuovi requisiti. «É ora di riconoscere, una volta per tutte, che le case pubbliche vanno assegnate senza discriminazioni», afferma la dichiarazione del sindacato, «a chi vive e lavora in Lombardia e ne ha veramente bisogno». In seguito la dichiarazione del sindacato sottolinea che gli affitti calmierati sono costruiti con le trattenute di tutti i salari, e quindi questo diritto spetta a ciascun lavoratore che non ha un reddito sufficiente per stare sul mercato.
La richiesta dei gruppi sindacali, quindi, consiste nell’«immediato ritiro del progetto di legge, riservandosi, in caso contrario, di continuare ad opporsi in tutte le forme legittime». Tuttavia, come hanno fatto notare gli stessi gruppi, su questo disegno legislativo vige una forte pressione di Lega e An, che hanno chiesto che nessun altro provvedimento per l’emergenza abitativa sia approvato prima di questo.
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