La protezione della “risorsa acqua” in una mozione
Il testo integrale della mozione approvata dal consiglio comunale di Varese sulla questione acqua
Riceviamo e pubblichiamo la mozione inviataci dal consigliere comunale della Lega Nord da Varese Sergio Terzaghi
Tenuto conto che:
Il Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan affermando che “è prevedibile che tra 25 anni le guerre non si combatteranno più per il petrolio, ma per l’acqua”, ha ben evidenziato la crescente preoccupazione con cui, a livello mondiale, si guarda ormai al problema acqua, risorsa indispensabile alla vita ma pericolosamente in calo.
Preso atto che:
esiste la limitatezza delle risorse di acqua dolce disponibile. Se già oggi 1,2 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 1/3 della popolazione mondiale vive in condizioni di stress idrico, nel 2025 saranno 5,5 miliardi (circa i 2/3 degli abitanti del pianeta) le persone a rischio idrico.
Considerato che:
– che i popoli antichi, e quelli che oggigiorno vivono più vicini alle forze della Natura, sapevano che distruggere l’acqua equivaleva a distruggere se stessi;
– che solo le moderne culture “avanzate”, spinte dalla logica dell’acquisto e convinte della propria supremazia sulla Natura, hanno mancato di onorare l’acqua;
– che manca alla modernità, notoriamente, il senso del limite. Ed è questa impostazione che ci porta, per dirla in termini economici, a dissipare il capitale acqua anziché vivere di rendita; con la prospettiva, sempre più vicina, del fallimento.
Rilevato che:
Le conseguenze potrebbero essere drammatiche: laghi che scompaiono, fiumi che non riescono più ad arrivare al mare, falde sotterranee che si assottigliano. Ad aggravare gli effetti dell’azione diretta dell’uomo ci sono le ricadute dell’azione indiretta: il riscaldamento del pianeta, la deforestazione, l’urbanizzazione, la riduzione delle zone umide (a livello mondiale dimezzate nel corso del ‘900), che complessivamente riducono la capacità di accumulo e conservazione di acqua dolce. E, sul piano qualitativo, incidono pesantemente le diverse forme di inquinamento legate alle attività umane (agricole, industriali, zootecniche, insediative), che riducono ancor più la disponibilità di acqua dolce.
Ritenuto:
– che la lotta deve partire dal basso, dalle comunità locali, che sono le prime interessate ad una gestione oculata e conservativa della risorsa acqua;
– il panorama mondiale offre numerosi esempi di movimenti di base che sono riusciti ad ostacolare la costruzione di dighe, la privatizzazione dei servizi, l’esportazione di acque, la contaminazione delle falde a causa delle attività industriali, estrattive, agricole;
– che in gioco è il concetto stesso di democrazia, intesa in senso partecipativo, con la riappropriazione da parte delle comunità locali della loro terra e delle sue risorse;
– che la gestione dell’acqua, rimessa ai cittadini e alle comunità locali, deve garantirne la conservazione per sempre, per trasmetterla alle generazioni future e per farla rimanere alla terra e a tutte le specie, cui in realtà appartiene.
Questo consiglio comunale
– censura e condanna i governi che, anche nel settore idrico, hanno abbracciato la globalizzazione economica (grazie anche all’azione di lobbies delle grandi compagnie).
– Impegna Sindaco e Giunta ad un cambiamento di prospettiva affinché l’acqua non debba essere più una merce, ma deve tornare tra i commons, tra quei beni di diritto pubblico spettanti a ciascuno in base alla propria necessità.
– Impegna Sindaco e Giunta, nella prospettiva ut supra, a sensibilizzare le Aziende di settore con partecipazione comunale, affinché mantengano un “prezzo equo”, al contempo dissuasivo dagli sprechi.
Impegna Sindaco e Giunta ad inoltrare il presente deliberato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, a ciascun Gruppo Parlamentare, alla Regione Lombardia ed alla Provincia di Varese, affinchè siano a conoscenza della necessità di “riscoprire il limite” ossia conservare la natura, affinché le generazioni future non vengano da essa travolte.
Dott. Sergio Terzaghi
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