«Abbassiamo l’Iva e i contriibuti Siae per aiutare il turismo»

La proposta di Confesercenti che critica il Governo: «Basta spremere le Pmi per tappare la falla dei conti pubblici»

Per aiutare le Pmi impegnate nel turismo le misure da prendere potrebbero partire dall’abbassamento dell’Iva, la riduzione del canone Rai e dei contributi Siae da parte delle strutture ricettive. La proposta arriva da Confesercenti e le parole sono quwelle del presidente dell’associazione varesina, Cesare Lorenzini.
«Si tratta di due interventi – ha spiegato Lorenzini – che insieme all’abolizione di altre imposte come quella sulle insegne, quella sull’occupazione di suolo pubblico e così via, possono contribuire ad allargare la morsa che ha già stritolato migliaia di piccole imprese».

La proposta arriva in coda al grido d’allarme lanciato da Confesercenti proprio sulla condizione di fiscalità eccessiva in cui sono costrette a lavorare le piccole e medie imprese.
«In una fase ormai troppo lunga di difficoltà dell’economia nazionale e di fronte alla necessità di individuare strumenti efficaci per rilanciare lo sviluppo lo stato di sofferenza delle piccole e medie imprese sotto i colpi del fisco va segnalato con forza. – affermano da Confesercenti – Le pmi italiane non possono più essere spremute per tappare le falle dei conti pubblici».
Un rapporto del Cnel, ricordano dall’associazione, ha evidenziato che tra il 2001 ed il 2004 sono stati drenati alle pmi 25 miliardi di euro, tra condoni, concordati, tasse e tariffe locali. I soli aumenti della benzina hanno riversato nelle casse dello Stato, tra Iva e accise, 5 miliardi di euro in tre anni, buona parte dei quali a carico delle imprese.

 «Il dato preoccupante – ha sottolineato il presidente di Confesercenti, Cesare Lorenzini – è che dietro alla presunta restituzione delle tasse ed allo scaricabarile per gli aumenti dei prezzi accollati ora all’euro, ora ai commercianti speculatori, manca del tutto una reale volontà di intervenire sulla spesa pubblica e sugli sprechi. Di fronte al quadro a fosche tinte della nostra economia, con consumi in caduta libera ed imprese al palo schiacciate dalla concorrenza internazionale, il Governo ha pensato che bastasse dare qualche sforbiciata all’Ire per rimettere in moto lo sviluppo. Ma non è riuscito a convincere né i cittadini, che continuano a perdere fiducia, né tanto meno le imprese. Gli italiani chiedono un Paese competitivo, infrastrutture adeguate, città vivibili, più innovazione e ricerca, più investimenti nel Sud, più slancio al turismo».

 «Quanto al turismo, – conclude Lorenzini – che dell’economia nazionale rappresenta un polmone insostituibile, oltre all’abbassamento dell’Iva necessario per non partire già svantaggiati, chiediamo la riduzione del canone Rai e dei contributi Siae da parte delle strutture ricettive».

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Pubblicato il 06 Maggio 2005
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