“Campi estivi”…anche per gli anziani
Otto centri diurni integrati sul territorio provinciale offrono assistenza e protezione agli anziani. Si tratta di un progetto sperimentale voluto dall'Asl
Lo scorso anno gli anziani erano invitati a frequentare i centri commerciali o le caserme dei vigili del fuoco. Quest’anno si sono attivati alcuni numeri verdi utili alle persone più a rischio per avere consigli su come sconfiggere il solleone.
In provincia di Varese, però, si è voluti andare oltre alla semplice segnalazione di buone norme o a recapiti telefonici. Con un progetto sperimentale, l’Asl di Varese vuole tentare un modello nuovo di assistenza, "pescando" sulle iniziative del territorio.
Otto Centri Diurni Integrati aprono le porte agli anziani, e a quanti si trovano in difficoltà durante il giorno, per offrire ospitalità, sostegno oltre a compagnia e a un’assistenza sanitaria.
Da Luino fino a Busto, i centri diurni (dallo scorso anno accreditati dalla Regione Lombardia) fino al 31 agosto diventeranno un punto di riferimento dalle 9 alle 17, offrendo agli ospiti protezione, sicurezza, un’alimentazione idonea ed occasioni di socializzazione: « Ogni Centro Diruno ha a disposizione una ventina di posti – spiega Rita Nichele, operatrice del Melo di Gallarate, capofila del progetto – Gli 8 centri ha elaborato un programma di attività di tipo culturale, ludico o di svago. Alcune strutture, inoltre, sono anche Residenze Socio assistenziali e possono, eventualmente, mettere a disposizione ospitalità notturna».
Gli otto centri diurni sono: Casa Don Guanella di Barza d’Ispra – Il Centro Polifunzionale di Busto Arsizio – La Fondazione Bellora di Gallarate – il Melo onlus di Gallarate – La Fondazione Centro Accoglienza Anziani di Lonate Pozzolo – la Fondazione Mons. Comi di Luino – il Centro Diurno di via Maspero e la Fondazione Molina entrambe di Varese. La rete è stata pensata su tutto il territorio provinciale con la sola eccezione di Saronno, con cui, comunque, sono attivati i contatti a livello di Uffici di zona. La partecipazione prevede solo il costo sociale dei pasti.
«Al termine dell’esperienza – commenta il direttore sociale dell’Asl Lucas Maria Gutierrez – stileremo un bilancio dell’attività anche attraverso un monitoraggio costante dell’iniziativa e il gradimento degli utenti. Così verificheremo la "bontà" dell’iniziativa a rete per riproporla il prossimo anno potenziata e, se necessario, migliorata».
Per l’Asl di Vrese quella degli anziani è diventata una questione da risolvere in modo organico: «Ecco perchè già due anni fa ho deciso di stilare un "registro" delle fragilità – ricorda il direttore generale Pier Luigi Zeli – Vogliamo avere il polso esatto della situazione con la fotografia precisa delle sofferenze: a volte un anziano di 80’anni sta meglio di un giovane di 20»
Per accedere al "Servizio di accoglienza diurna di sollievo temporaneo" ci si può rivolgere ai servizi sociali comunali o direttamente agli otto centri: «Noi ci stiamo mobilitando per far conoscere quest’opportunità – sottolinea Gutierrez – i Centri diurni sono una risorsa preziosa ma ancora poco conosciuta»
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