La minoranza mette in scacco il Consiglio comunale

IL consigliere Cecchin (FI) ha attaccato il Presidente Resmini minacciando di “fare una censura istituzionale” per il suo modo di gestire l’assemblea

Serata di grande interesse quella del consiglio comunale di lunedì sera. Solo per gli addetti ai lavori però, non certo per i cittadini. Si sta profilando con chiarezza la linea della minoranza e di riflesso tutte le debolezze della maggioranza. In discussione c’erano i criteri generali per il nuovo regolamento degli uffici e dei servizi. Un argomento di primaria importanza per la gestione della macchina comunale. Uno di quei punti che non può esser liquidato con quattro battute. Queste le regioni della minoranza. Di fatto però Lega e Forza Italia utilizzano il regolamento del consiglio a loro vantaggio mettendo in atto un vero e proprio ostruzionismo che non aiuta certamente a stemperare animi che si stanno surriscaldando e che non promettono niente di buono per il futuro.

Lunedì sera le cose hanno travalicato ogni limite. La minoranza ha chiesto la sospensione della discussione e dell’approvazione dei criteri per il nuovo regolamento. La maggioranza compatta ha respinto tale proposta motivandola con il fatto che la conferenza dei capigruppo aveva preso degli impegni precisi. Sui banchi dell’opposizione sono così iniziati a circolare i fogli per le firme di 28 emendamenti subito presentati al presidente del consiglio. Resmini, in base al regolamento del consiglio stesso, ha dichiarato inammissibili tutti e 28 gli emendamenti perché come dettato dall’articolo 42 sono stati presentati fuori tempo.
Ne è nata una querelle stucchevole fatta di interventi di tutta la minoranza fino a quando, vista la fermezza di Resmini, Cecchin è uscito con un intervento durissimo. "Non lo facciamo a cuor leggero, ma se il presidente conferma questa sua posizione chiederemo una censura istituzionale oltre quella politica". La sua è stata una posizione isolata, ma tanto è bastato a mettere in crisi il Presidente Resmini lasciato completamente solo dalla maggioranza del consiglio. Stizzito ha concesso la discussione degli emendamenti in versione orale e non scritta. Di fatto ha però permesso all’ostruzionismo della minoranza di fare il suo lavoro. La malizia di Cecchin e l’abilità oratoria di Tarantino hanno per di più ottenuto un surplus di discussione per inquadrare in generale l’argomento in discussione.

Morale il consiglio è terminato a notte fonda solo con l’approvazione del punto due e la bocciatura dei 28 emendamenti.
Un pessimo esempio di funzionamento della politica quello dato lunedì in sala Pozzi. La minoranza ha fatto il suo lavoro, ma così non potrà che ottenere un indurimento delle forza di Governo. La maggioranza troppo silenziosa e assente nel dibattito che difende un’istituzione democratica quale il consiglio, ma che se dovesse continuare a lavorare in questo modo diventerebbe indifendibile. Nei grandi centri urbani non è permesso ai consiglieri di parlare a ruota libera e di intervenire in continuazione quasi come si fosse in un dibattito.

Cecchin e Tarantino si muovono in sala Pozzi con maestria. Grazie a una buona esperienza amministrativa e politica fanno e disfano con i loro sorrisi beffardi, come il gatto e la volpe. Il loro è un gioco di squadra quasi perfetto. Sono i capitani di una squadra affiatata con dei buoni gregari che intervengono sempre e che hanno dalla loro esperienza e spavalderia. Tarantino ha sempre pronta la carta ad effetto. Ma il consiglio comunale non può essere solo "mestiere", occorre pensare ai problemi della città e questi signori per ora vogliono solo far veder quanta forza sanno mettere in campo. Stasera, martedì, si prosegue e si vedrà subito quale saranno gli atteggiamenti e i comportamenti

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Pubblicato il 28 Giugno 2005
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