In manette la banda delle rapine a mano armata

Per caricarsi prima dei colpi il gruppo si imbottiva di cocaina. La polizia li ha incastrati grazie ai filmati nel covo da cui pianifivcavano gli assalti. Recuperati contanti, armi da fuoco e droga

Sette rapine in quattro mesi. Dall’ufficio postale alla pizzeria, dalla banca alla farmacia. Tutte con armi da fuoco o taglierini e tutte accomunate dalla violenza e dal terrore che i malviventi incutevano nelle loro vittime: aggressioni con il calcio della pistola e coltelli puntati alla gola, come nel caso della rapina alla farmacia Moriggia.

La banda era composta da cinque persone, tra cui anche un minorenne, tutte residenti nella zona di Gallarate. Ad inchiodarli filmati che li ritraggono nel covo, uno scantinato alla periferia di Gallarate,  mentre pianificano i colpi. I rapinatori, travestiti e armati a volte con  taglierini a volte con armi da fuoco, mettevano a segno colpi rapidissimi per poi dileguarsi nel nulla. Gli unici particolari che i testimoni rivelavano agli inquirenti erano la straordinaria determinazione durante la rapina, mai un tentennamento, mai un’incertezza. Un particolare importante che le telecamere hanno aiutato a spiegare. La banda per caricarsi  psicologicamente prima di ogni colpo sniffava cocaina.

 I cinque arrestati ora dovranno rispondere dei reati di rapina aggravata e ricettazione. Una sesta persona fermata nella giornata di oggi dovrà rispondere di detenzione e spaccio di droga.

L’operazione è stata portata a termine dalla polizia di Gallarate affiancata dalla squadra mobile di Varese.

Le indagini iniziano l’11 giugno scorso,  dopo un assalto ad una rosticceria di Gallarate . Subito dopo, l’8 luglio, la banda mette a segno una rapina alla farmacia comunale di Cassano Magnago. Il 4 agosto colpisce ancora al supermercato Dimeglio di Busto Arsizio.
L’8 agosto tocca alla filiale Unicredit di Olgiate Olona e una decina di giorni dopo alla Cooperativa Ponte di Varese: 5.000 euro il bottino.  In questo ultimo caso poteva andare "meglio", se solo i rapinatori non avessero scelto il giorno di chiusura dell’azienda, perché  nelle casse avrebbero trovato almeno 50.000 euro in contanti.  È proprio quest’ultima rapina a dare una traccia agli inquirenti. Infatti Antonio Torretta una
 delle due “menti” del gruppo, l’altro era Margherito Esposito, aveva lavorato nella filiale varesina della cooperativa, in affidamento al servizio sociale per una precedente condanna. I due saranno i primi a finire in manette. A quel punto la banda non si trova più nel covo di Gallarate, ma ormai la polizia ha in mano abbastanza elementi per ricostruire tutto l’organigramma. Finiscono così in manette i fratelli Pasquino M. (minorenne) e Salvatore M. del 1986, oltre ad Alessandro Vinti, del 1970. Questa mattina, per detenzione a fini di spaccio di cocaina è stato arrestato anche Davide Castiglioni, del 1976, che forniva al gruppo la “roba”.
La banda usava anche auto e motorini rubati per raggiungere gli obiettivi designati, che di solito venivano assaltati al mattino. Il bottino delle rapine ammonta in tutto a 15.000 euro, anche se gli inquirenti stanno indagando su altri sei colpi operati nella zona del Gallaratese e nel resto della provincia.

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Pubblicato il 21 Ottobre 2005
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