Lega e alleati: una battaglia senza esclusione di colpi

Finisce con una bagarre e poi un clima surreale l'ultimo Consiglio Comunale. Il Sindaco era assente

Al Salone Estense non si pagava alcun biglietto, e così molti cittadini hanno pensato che lo show valesse la pena  di uscire di casa. Lo spettacolo c’è stato e il pubblico ha fatto la sua parte. I giovani padani, come nei periodi migliori, hanno dapprima sorretto i loro beniamini e poi srotolato un lungo striscione dove campeggiava la scritta “meglio soli che male accompagnati”, come le ultime parole dell’intervento del leghista Sergio Terzaghi. Una bagarre in aula con i messi al lavoro per cercare di riportare la calma dopo che diversi  consiglieri comunali se ne erano dette di santa ragione.
L’ultima sera del Consiglio comunale non è stato affatto un bello spettacolo. Con il Sindaco assente, la Lega ha subito spiegato perché non sarebbe rimasta oltre gli interventi di apertura di seduta. Ha lavorato per mettere in pedi un teatrino, che poi però gli è riuscito solo in parte. Il tentativo di Alleanza nazionale di far firmare un foglio fatto girare tra i banchi dei consiglieri invitandoli a rassegnare le dimissioni è andato fallito e solo la Lista Fassa e Federiconi di An hanno lasciato l’aula. Gli esponenti di Forza Italia al gran completo, due consiglieri di An, Salerno dell’Udc e tutto il centrosinistra hanno continuato a discutere in un clima totalmente surreale.
Per l’ultima serata molti consiglieri si erano preparati gli interventi e così non sono mancate le citazioni anche illustri, da filosofi a politici, fino ai cantanti.
Colombo, capogruppo di Forza Italia, ha parlato di nebbia padana affermando che il suo partito si è sempre assunto la responsabilità di mediare tra le forze politiche della maggioranza. “Noi non prendiamo lezioni da chi ha problemi interni. La crisi è dovuta a decisioni personali e non politiche. L’atteggiamento della Lega è incomprensibile. Crede sia possibile rifarsi una verginità”. Colombo ha poi chiesto ai consiglieri di restare in aula e di pensare anche a convocare altri consigli per finire alcuni lavori in sospeso.
L’azzurra Paietta ha fatto appena in tempo a lasciar finire il suo capogruppo che si è subito lanciata contro di lui. “La verità non ha colori! Malgrado il nostro regolamento interno lo vieta Colombo ha tenuto due cariche come capogruppo e presidente della commissione bilancio. Queste cose non ci piacciono e il nostro dissenso era per Ermolli perché decideva senza consultarci. In questa assemblea regna la confusione”.

Il capogruppo dei Ds, Cacioppo, non ha usato mezzi termini. “Avete fallito in tutto. La sconfitta non è del Sindaco, ma tutta vostra. La crisi non è solo politica, ma anche morale. E ora vi fate i dispetti. Con il Sindaco ancora in carica la Lega già ci presenta il suo candidato. Tornate a casa e ora abbiate il coraggio di lasciare il campo dignitosamente”.
Salerno dell’Udc si è detto sorpreso delle dimissioni del Sindaco. “Il dissenso aveva bisogno solo di alcuni chiarimenti. La Lega non è capace di governare e si è visto con i suoi sindaci, Fassa prima e Fumagalli poi”.
Zappoli di Rifondazione comunista ha solidarizzato con Salerno. “Noi siamo stati consiglieri singoli. Fumagalli è stato processato, poi precettato e infine licenziato dal suo partito. Ognuno credeva di avere la verità e di interpretare la città. Questa fine della legislatura dimostra che sbagliava. Dovremo stare molto attenti a verificare quali saranno gli interessi che rimetteranno insieme la casa delle libertà”.
Lo Giudice di An ha affermato che “non ci sono più le condizioni politiche per lavorare e quindi invito tutti a dimettersi”
Molinari, capogruppo della Margherita, ha detto che “far passare Fumagalli come unico responsabile della fine della Giunta non è giusto. Rappresenta un partito che portava i sacchi della spazzatura sotto le sedi dei partiti. Questi non hanno il senso delle istituzioni. Oggi è la fine di un progetto politico durato 13 anni. È il fallimento di una maggioranza che è stata capace di fare solo una funicolare e l’arredo di alcune piazze. La vostra colpa è l’autosufficienza. Siete capaci solo di costruire vestiti di tutti i colori come Arlecchino”.
Alfieri della Margherita ha messo in evidenza il fatto che l’amministrazione Fumagalli “ha svilito la macchina comunale. Ora vorrò vedere come farete a rimettervi insieme. I cittadini di Varese si meritano di più”.
Montalbetti, sempre della Margherita ha chiesto scusa ai varesini. “Nel 1992,  quando entrai per la prima volta in Consiglio Comunale, i leghisti mi accusavano di essere un ladro. Ora il Sindaco se ne va, ma io resto a fare il mio dovere”.

A questo punto si è scatenato un violento batti becco tra Ghiringhelli e la Morlotti di Forza Italia. Il Presidente ha dato la parola a Terzaghi negandola alla forzista che gli ha urlato di imparare le buone maniere e di andare a scuola. Ghiringhelli le ha risposto “da lei non ho niente da imparare. Ho imparato qualcosa da tutti tranne che da lei”. La consigliera voleva esprimere il suo dissenso verso il Sindaco che a differenza di Formigoni non ha avuto la forza di voler risolvere la crisi.

L’ultimo intervento in apertura di seduta è toccato al leghista Terzaghi. “Ho sempre lavorato per una maggiore partecipazione dei cittadini, ma tutta questa gente stasera perché è qui? Deve celebrare un funerale? La partitocrazia della Cdl ha distrutto l’amministrazione. Siamo dilettanti allo sbaraglio. Andava distinto il piano personale da quello politico invece qualcuno coltivava il feticcio del potere mentre noi siamo qua per la gente” Terzaghi poi ha citato Cirano di Guccini in cui il cantautore bolognese afferma che “andate a casa nani … a noi servono giganti. La maggioranza è morta. Meglio soli che male accompagnati”.
A questo punto si è scatenata la bagarre e solo dopo alcuni minuti il Presidente Ghiringhelli ha potuto prendere la parola per ringraziare tutti i consiglieri per il loro lavoro di questi anni.
Le altre due ore, fino quasi all’una di notte non passeranno certo alla storia. È stata approvata una variazione di bilancio con i voti di Forza Italia, An e Udc e l’astensione del centrosinistra.

Si chiude così, nel modo più indecoroso possibile, la seconda amministrazione Fumagalli.

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Pubblicato il 18 Ottobre 2005
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