Aumenti inevitabili per Agesp Trasporti

Lo ribadisce il presidente Zingale: "Si doveva intervenire prima, la forbice con le tariffe regionali è ormai insostenibile"

La vicenda del Piano Trasporti comunale ha provocato accesse discussioni "a tutto campo" su aspetti economico-sociali e legali relativi al nuovo strumento di pianificazione del trasporto pubblico cittadino. In particolare, pesanti sono state le critiche agli aumenti delle tariffe esplicitamente indicati nel piano. Se l’aumento del singolo biglietto da 0,72 a 0,90 euro non scandalizza, non si può dire lo stesso degli abbonamenti, il cui costo dovrà necessariamente crescere, e non di poco.

A spiegare il perchè di questa improvvisa fame di denaro da parte del gestore dei trasporti pubblico è il presidente di Agesp Trasporti (nonchè segretario cittadino dell’Udc), Giuseppe Zingale. "Abbiamo pensato ad un accordo politico perchè la situazione si faceva insostenibile. La differenza tra le tariffe regionali del trasporto pubblico e quelle locali si era fatta grandissima – noi con questo nuovo piano chiederemo 90 centesimi per il singolo biglietto, al Pirellone nel frattempo si parla di portare a 1,20 euro la tariffa regionale. Sui singoli biglietti questi aumenti pesano poco, ma è chiaro che sulla massa degli abbonamenti – e qui a Busto ne abbiamo qualcosa come 3000 – le cifre si fanno pesanti". Il problema cruciale è che la differewnza tra le tariffe regionali e quelle locali è tutta a carico dei bilanci comunali: in pratica, o pagano gli utenti del servizio, o pagano tutti i cittadini a suon di tasse e tributi comunali. E, come è ben noto, il centrodestra al governo della città ha un sacro terrore di ogni aumento delle tasse, che andrebbe a smentire le sue promesse elettorali.

"Il nuovo Piano trasporti ha dei costi aggiuntivi" mette in chiaro Zingale, precisando: "Con nuove linee, nuovi mezzi, orari riveduti, un servizio più snello, capillare ed efficiente, vi sarà necessità anche di assumere qualche autista in più, che a sua volta va pagato. Certo stiamo potenziando anche il servizio dei controllori (contro i tanti "portoghesi" a spasso per Busto sui mezzi Agesp, ndr) e quello di pulizia dei mezzi, però serve reperire risorse, e non si può farlo tenendo bloccate le tariffe". Ma per lungo tempo il biglietto dell’autobus non è aumentato; solo ora, con il nuovo Piano trasporti, ci si è "accorti" delle necessità di Agesp in questo campo.
In pratica, per anni le amministrazioni cittadine hanno concluso che il servizio era di qualità mediocre, e pertanto le tariffe potevano e dovevano restare allo steso livello. Ovviamente, niente aumenti, niente possibilità di nuovi investimenti per Agesp: il classico serpente che si morde la coda. Ora, con il Piano trasporti, arriva l’attesa ristrutturazione del servizio (ampiamente e duramente criticata, come si è visto); e solo ora la politica, con tutte le esitazioni e i mal di pancia del caso, dà il via libera ad aumenti necessari da molto prima. "È vero" concede Zingale, "bisognava cominciare prima, in modo graduale, ad adeguare i prezzi dei biglietti. Ora ci troviamo ad aumentarli di colpo per non gravare oltre sul bilancio comunale, il che si riflette in modo pesante sugli abbonamenti". Circa quelli per gli studenti, tuttavia, almeno una buona notizia c’è: non aumenteranno fino alla fine dell’anno scolastico 2005/2006. "Resteranno ancora a 126 euro annui, mentre noi in un primo momento chiedevamo l’aumento a 184 euro. Prima di lamentarvi, guardate la tariffa regionale, che è molto più elevata, si parla di cifre che arrivano ad un tetto di 400 euro annui". Che le tariffe regionali siano alte non è un mistero, il centrosinistra al Pirellone ha più volte gridato alllo scandalo; è altresì cosa arcinota che a centinaia i pendolari delle zone di confine (e non solo!) fanno l’abbonamento ai mezzi in Piemonte, in Emilia o in Veneto perchè, paradossalmente, costa di meno a causa delle diverse tariffe regionali. Quelle lombarde sembrano gravate dal "modello" milanese, che a prezzi relaivamente sostenuti offre tuttavia servizi di un livello che in quasi tutto il resto della regione ci si sogna, e che bisognerebbe invece trovare il modo di esportare anche in provincia.

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Pubblicato il 24 Novembre 2005
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