Strada bloccata? Ci pensa il consigliere
Il signor Nebuloni racconta la piccola odissea per far tornare praticabile la strada davanti a casa, permettendo al pulmino di passare a prendere la nipote disabile
Porfidio chiama, e la ruspa arriva. Il vulcanico consigliere comunale de La Voce della Città ne ha fatta un’altra delle sue. Contattato dal signor Elvio Nebuloni, che vive in viale Stelvio con moglie, figlia e nipotina disabile, ha tempestato via telefono la Polizia locale fin quando non è arrivata una ruspa che ha reso praticabile l’accesso alla strada sterrata su cui si affaccia la casa di famiglia, al civico 49bis. Una vicenda a lieto fine, e risolta nell’arco di una giornata, ma che egualmente dà qualche motivo di riflessione.
Il signor Nebuloni ha constatato con preoccupazione che nonostante la pioggia e l’aumento della temperatura la stradina sterrata restava inaccessibile, a causa di neve e fango e del formarsi delle classiche, famigerate "rotaie" tipiche delle strade non asfaltate. Ogni mattina un pulmino passa a prendere la sua nipotina Naomi, 10 anni, per portarla a Vedano Olona presso l’associazione "La Nostra Famiglia", che si occupa di aiuto e riabilitazione ai bambini con difficoltà dovute ad handicap. Naomi non può camminare, e deve muoversi con la carrozzina; da qui la necessità di poter avere la strada sgombra per far accedere il pulmino.
"Non è per noi adulti, che ce la caviamo; anche se sguazzando un po’ nella neve, siamo andati a messa abbastanza tranquillamente oggi" riferisce nonno Elvio. "Il problema è che ho chiamato tre volte i Vigili urbani in mattinata e non rispondevano. Non era occupato il telefono; semplicementente suonava libero. Allora ho sentito i Carabinieri, che mi hanno detto: ritenti, spetta a loro occuparsi di queste cose. Al quarto tentativo, finalmente, i Vigili mi rispondono, e dopo un po’ arriva qui una Panda del Comune con due persone a bordo. Ne scende una, si guarda intorno e commenta: ma qui non basta la pala, ci vuole la ruspa". E se ne vanno. Passate tre ore, ancora la ruspa non si vede: il signor Nebuloni, preoccupato di dover lasciare a casa la bambina, chiama, quale ultima risorsa, il consigliere Porfidio. Quest’ultimo, punto nel vivo, tuona al telefono della Polizia locale, e la ruspa in quattro e quattr’otto arriva e ripulisce l’accesso della strada, con soddisfazione generale. Nulla da dire sull’intervento in sè, avvenuto in tempi ragionevoli: ma che si debba mettere in mezzo un consigliere comunale per assicurarsi un servizio dovuto non è il massimo della vita.
Porfidio ha ancora qualche sassolino da levarsi dalle scarpe, come sempre quando tratta con i vigili urbani, da tempo la sua nemesi: "Ho chiesto chi era il responsabile di turno oggi, e non hanno voluto dirmelo. Che non lo dicano al cittadino Porfidio è un conto, che ma non lo dicano a un consigliere comunale eletto dai cittadini è assurdo. Quanto al sindaco Rosa, che si è fatto fotografare mentre andava in giro per i rioni con gli spazzaneve, avrebbe fatto meglio a starsene attaccato al telefono della Polizia locale, invece di lasciarci qualche povera impiegata sommersa dalle chiamate di gente furiosa che non può uscire di casa o muovere la macchina". Il Comune, da parte sua, ha sguinzagliato in giro per la città spargisale e spazzaneve, ma non è riuscito a sfuggire alle inevitabili polemiche del dopo-calamità. L’amministrazione aveva anche sollecitato i cittadini a fare la loro parte con pale e quant’altro, almeno sui marciapiedi: morale, aiutati che il Comune, forse, come e quando può, t’aiuta.
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