Prevenzione infortuni: gli studenti visitano la rianimazione
Per gli studenti che partecipano al progetto "Prevenzioni degli Infortuni da traffico autoveicolare" iniziano le visite in ospedale
Rappresentazioni teatrali e lezioni in classe. Ma non basta! Per sensibilizzare i giovani alla guida sicura scendono in campo anche gli ospedali.
Per la verità anche quest’esperienza è prevista nel progetto di sensibilizzazione che CSA, 118 e Polizia di Stato promuovono da tre anni negli istituti superiori della provincia.
Il progetto dal titolo “Prevenzioni degli Infortuni da traffico autoveicolare. Incidenza dell’assunzione di alcol e droghe”, vivrà nei prossimi giorni una fase cruciale nei reparti di Anestesia e Rinanimazione, Pronto Soccorso, Emodialisi e Ortopedia.
Si parte domani, giovedì 21 aprile, alle 14.30 con l’Ipc Verri di Busto Arsizio e con l’Ipsia Volta di Castellanza. Attesi oltre duecento alunni per un totale di 4 incontri.
Il progetto è stato pensato per la costruzione di un percorso formativo per le classi terze, quarte e quinte delle Scuole Superiori e coordinato dal CSA (Centro Servizi Amministrativi, ex Provveditorato agli Studi) di Varese a cui partecipano anche la Regione, la Provincia, il Servizio "118", la Questura e la Prefettura di Varese, la Polizia Stradale, i Vigili del Fuoco, la Asl, le Aziende ospedaliere di Varese e Gallarate e l’Università dell’Insubria.
L’Ospedale di Busto ha voluto così mettere a disposizione degli studenti le proprie competenze ed esperienze in modo da far loro conoscere i meccanismi che entrano in funzione nell’area dell’emergenza-urgenza e sensibilizzare i ragazzi anche sul tema della donazione degli organi e delle fonti legislative che la disciplinano.
A mettere a punto l’idea di una serie di incontri con le scuole e a farla successivamente inserire nel progetto interistituzionale è stato il dottor Giorgio Servadio, primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Busto Arsizio nonché responsabile del Dipartimento di Emergenza e Accettazione.
«Lo scopo che si prefigge la nostra iniziativa – spiega il dottor Servadio – è, innanzitutto, quello di far toccare con mano ai ragazzi la realtà del nostro ospedale, soprattutto sul fronte dei meccanismi che scattano quando si deve assistere chi è vittima di un incidente. Entrando negli ingranaggi del sistema, pensiamo che i giovani possano essere sensibilizzati in modo diretto e tangibile su quello che può accadere quando si tengono comportamenti che possono risultare pericolosi per sé e per gli altri. Inoltre – prosegue il primario -, desideriamo fare anche un approfondimento sulla donazione degli organi. Da una morte, infatti, può derivare l’occasione per consentire a un altro cittadino di vivere. I messaggi da lanciare e da portare all’interno delle scuole e delle famiglie sono quelli dell’altruismo e della solidarietà sociale. E questo abbiamo pensato di farlo abbinando educazione sanitaria e educazione civica».
Tutti gli incontri – date: 20/04, 8/05, 17/05, 23/05 – prevedono la presentazione del programma della giornata e la visita nelle Unità Operative di Pronto Soccorso (primario dottor Emilio Lualdi), Rianimazione (dottor Servadio), della Dialisi (primario professor Alberto Giangrande) e dell’Ortopedia (primario dott. Ruggero Riva). Il primo appuntamento, quello di domani, inizierà alle 14.30 in Aula Suor Bianca (Palazzina della Formazione, ingresso da via Arnaldo da Brescia). Ospiti dell’Ospedale saranno 58 alunni in totale dell’Ipc Verri di Busto Arsizio e dell’Ipsia Volta di Castellanza.
Si proseguirà nelle date successive con le altre due scuole: l’Itis Riva di Saronno e l’Itc Tosi di Busto Arsizio.
«Quello che abbiamo messo a punto – sottolinea il dottor Pietro Zoia, Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera “Ospedale di Circolo di Busto Arsizio” – è una modalità concreta di far entrare i cittadini, in particolare i più giovani, a contatto con alcuni dei punti nevralgici dell’intera ‘macchina’ ospedaliera. Promuovere la salute, infatti, non significa soltanto assistere i nostri pazienti, ma anche mettersi attivamente al servizio del territorio, mettendo a disposizione di chi vuole formarsi e informarsi le competenze dei nostri operatori sanitari».
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