I cento metri finali di Fassino
Il segretario dei Ds ha spronato i militanti della Quercia. "Uniti vinciamo e diamo più forza al Governo"
Puntuale il segretario dei ds Piero Fassino non ha voluto far mancare la propria voce a uno dei territori più ostici per il centrosinistra. Aveva partecipato alla campagna elettorale per le regionali un anno fa e ora è arrivato a portare il proprio sostegno ad Antonio Conte, "un candidato autorevole e competente".
Di fronte alla platea delle grandi occasioni, e del resto l’arrivo del proprio leader è ancora vissuto così da militanti e simpatizzanti, Fassino ha incitato i suoi a "correre gli ultimi cento metri. Siamo stanchi perché sono cinque anni che corriamo, ma ne valeva la pena perché arriviamo a questa tornata elettorale dopo una serie di grandi vittorie".
Il segretario dei ds ha citato tre ragioni per un voto chiaro alle amministrative del 28 e 29 maggio.
"La prima è legata al fatto che queste elezioni non sono la coda delle politiche. Votiamo per sindaci, presidenti di province e per la Sicilia. Gli amministratori locali sono i politici più vicini alle esigenze dei cittadini. La seconda è perché abbiamo bisogno di persone competenti anche per coadiuvare la politica del nuovo Governo. Avere sindaci e amministratori che sanno gestire le politiche locali in accordo con il Governo aiuta entrambi. La terza è più politica perché arriva comunque dopo le elezioni politiche. Una vittoria che se venisse confermata darebbe ancora più forza al centrosinistra".
Fassino ha voluto fare un bilancio dell’attuale situazione delle amministrazioni. "Governiamo in molte realtà e lì non c’è dubbio su chi vincerà, perché i nostri amministratori sono seri e competenti. Non si può dire la stessa cosa per i nostri avversari che invece rischiano di uscire sconfitti in diverse situazioni".
Il discorso di fassino poi è stato incentrato tutto sullo sviluppo politico che ha premiato la ricerca dell’unità che gli elettori stanno premiando da diverse stagioni e che fa dell’Ulivo una formazione con oltre un terzo dei consensi.
La condizione per vincere anche a Varese è quella di estendere ancora di più questa politica unitaria.
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