Tentato stupro, preso in Sicilia il colpevole
D.L., 29enne pregiudicato residente a Castellanza, è stato fermato a Cefalù
È fuggito fino in Sicilia prima di essere individuato e fermato l’uomo che mercoledì 17 maggio, di primo mattino, si era introdotto in casa di una ragazza brutalizzandola e cercando di violentarla, salvo venire messo in fuga dal cane e dai vicini. La Smart abbandonata sul posto aveva permesso alla Polizia una rapida identificazione dell’aggressore, che tuttavia si era dato alla latitanza. Questa si è conclusa nella giornata di venerdì con il fermo a Cefalù (Palermo) dove l’uomo era fuggito. Si tratta di D. L., un 29enne residente a Castellanza, sposato (la moglie è in attesa di un figlio) e con precedenti per vari reati, anche se non specifici.
Il vicequestore Scalise ha ricostruito lo svolgimento dei fatti di mercoledì mattina, confermando sostanzialmente le versioni già emerse. Alle 7,20 della mattina di mercoledì 17 l’aggressore, in abito da muratore (la sua professione), approfittando di alcuni lavori all’interno della palazzina di via Quintino Sella in cui abitava la sua vittima, si è fatto aprire chiedendo una scala per fantomatici controlli sul tetto. Allontanatosi, in seguito è tornato a suonare alla porta della donna chiedendo di poter dare un’occhiata dal balcone verso l’alto per valutare non si sa bene che cosa. A quel punto, entrati in bagno, D. L. ha aggredito bestialmente la vittima, spingendola nella vasca da bagno: di fronte alla sua resistenza l’ha brutalizzata a suon di pugni (25 giorni di prognosi), abusandone in vario modo. Poi la reazione del cane della donna (un animale di una certa taglia), e un tardivo ripensamento, forse la paura di essere colto sul fatto, hanno convinto D. L. a darsela improvvisamente a gambe, con il cane infuriato alle calcagna. La Smart dell’uomo è rimasta sul posto, permettendone la rapida identificazione; quindi il buio e le affannose ricerche, fino a quando i Carabinieri di Cefalù hanno fermato il ricercato in compagnia di una donna. Il fermo è stato siuccessivamente convalidato su istanza del pm Paolo Bargero del Tribunale di Busto Arsizio. D. L. è attualmente detenuto nel carcere di Termini Imerese a disposizione della magistratura locale; sarà trasferito in seguito a Busto. Per lui l’accusa è di violenza sessuale.
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