Sinistra Ds: «A Varese ci siamo anche noi»

L'opinione di Antonio Riccardi della Direzione provinciale DS Varese

Caro Direttore .

Chi ha avuto modo in questi giorni di leggere la cronaca politica Varesina ha potuto accorgersi  che tranne poche eccezioni pochissimo  è stata riservata alla presenza e alle ragioni della  consistente parte  dei DS che si oppone alla ipotesi del nascente Partito Democratico

Non sto evidentemente lamentandomi  solo con gli organi di informazione . Sto  ponendo semmai  l’accento su un dato difficilmente contestabile : gli iscritti , gli elettori DS , i cittadini , non hanno avuto sino ad oggi  modo e possibilità di conoscere   per effetto di un messaggio  circolato a senso unico,   la complessità di quanto sta accadendo nella partita del nuovo(vecchio?) soggetto politico . A Varese come a Roma.

Come esponente della componente di  sinistra DS,  ho esposto  nel corso dell’assemblea congressuale del nostro partito  sia i motivi  per i quali  la cancellazione dal panorama politico nazionale di una forza  di sinistra di ispirazione Socialista Europea  non ci vedono  d’accordo ,   e sia le ragioni che inducono a pensare che  l’assemblaggio di DS e Margherita in una unica formazione priverebbe il governo della necessaria presenza di una forza dall’alto  profilo riformatore e socialista di cui lo stesso governo ha bisogno per tradurre in provvedimenti le istanze di modernità , rigore ed equità sociale richiesti dai nostri elettori dopo l’esperienza dei governi di centro destra.

Pur non ricevendo entusiastiche ovazioni e apprezzamenti per il mio intervento ritenuto evidentemente non conforme alla linea del partito ( qualche conformista c’è anche tra noi) , ho comunque   ringraziato i partecipanti  per  avere finalmente posto con chiarezza sul tavolo della discussione , la questione della fusione a freddo  di DS  e Margherita  in un unico contenitore.
Finalmente è cominciata una discussione  che per la sua portata storica  non può essere circoscritta ad un ristretto gruppo di dirigenti politici ( Angius ha parlato di gruppi oligarchici di partito) che artatamente hanno ritardato a mettere sul tavolo della discussione la questione consentendo una certa rendita di posizione favorevole ai fautori  della cancellazione dei DS  e sia consentendo la percezione  che l’approdo finale sia  inevitabilmente il Partito Democratico.
E’ convinzione di molti infatti ,  che  dopo due anni  nei quali  sono state ascoltate   migliaia di dichiarazioni e migliaia  di coercitivi messaggi sublimali , tentativi purtroppo riusciti di annettere impropriamente alla causa del  Partito Democratico il risultato e   la partecipazione di milioni di cittadini alle primarie , segreterie congiunte, rifiuti  cortesi ma fermi a non volere  discutere nelle sedi appropriate  la questione con la motivazione “che il punto non era all’ordine del giorno”,  la partita sia oramai segnata a favore di quanti vogliono cancellare  un partito che pur  in perenne transizione mai aveva rinunciato a dichiararsi parte della famiglia socialista europea . 

Stante questo quadro non ritengo sia opportuno fare svolgere in tempi brevi un congresso richiesto anche dall’area di sinistra a cui appartengo.  Sono del parere invece che prima di quell’evento  vi sia l’assoluto bisogno di riaprire  un confronto sulle diverse posizioni  mai effettivamente decollato  in modo completo ed esplicito . Avrebbe dunque poco senso , dato il clima creato  dai messaggi e dai passaggi  elencati in precedenza ,  convocare  una assemblea congressuale che  di fatto sancirebbe la ratifica di una decisione mai maturata per volontà  effettiva dell’intero corpo del partito ma da una ristretta  oligarchia .        
Meglio  sarebbe  per tutti allora  , per gli entusiasti del PD   e per tutti quelli che  forse stanno già pensando ad altro che  facessimo qualche passo indietro  riaprendo nel frattempo il cantiere della Federazione dell’Ulivo  frettolosamente chiuso sull’onda dei capricci di Rutelli.
Forse può essere questa la soluzione per fermare una deriva dei valori che ampi strati del partito dei DS  non avvertono convinti come  sono che sia sufficiente  assemblare partiti diversi tra loro per   garantire  stabilità del  quadro politico e  sopravvivenza del   governo presieduto da Romano Prodi .
L’Ulivo come coalizione di partiti portatori di istanze  e valori diversi . I valori del cattolicesimo sociale e i valori del socialismo europeo solo se non si annullano possono non fare perdere la speranza e l’ambizione di vedere raggiunto l’obiettivo di una società piu’ equilibrata e piu’ giusta .   Un obiettivo che  DS  hanno sempre avuto  e che , a meno di disconoscere la loro storia , dovranno continuare ad avere.

Da parte nostra , avvertendo una grande responsabilità verso il nostro Paese, verso tutti gli uomini e le donne- del lavoro della cultura , delle professioni –che nutrono la speranza di veri cambiamenti , che credono al ruolo politico e culturale della sinistra e dell’idea socialista, ci impegneremo  a fondo per non spegnere una speranza .        

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Pubblicato il 06 Luglio 2006
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