Tangenziale, le ragioni del sì
Nota del coordinamento cittadino di Forza Italia Città di Cassano Magnago sul progetto del nuovo percorso tangenziale cittadino
Riceviamo e pubblichiamo
Nel programma di Governo legato alla candidatura a Sindaco di Aldo Morniroli nel 2002 i partiti dell’attuale maggioranza avevano espresso con chiarezza e senza giri di parole che la nostra Città si deve dotare di un sistema tangenziale che permetta di sgravare gli assi est-ovest – via Venegoni, Verdi, Quattro Novembre e De Gasperi, Via Buffoni, Via San Pio X per intenderci – del traffico di attraversamento.
Se vogliamo – e noi di Forza Italia siamo determinati in questo – che la nostra Città sia più vivibile e accogliente, occorre iniziare a far qualcosa perché i due autentici “muri divisori” rappresentati dalle vie indicate siano abbattuti regolando diversamente i flussi di traffico.
A Cassano sono ormai decenni che si parla di tangenziale.
Se ne parlava già nei primi anni ottanta tanto è vero che nel PRG vigente un tracciato è previsto.
Se ne è parlato sul finire degli anni novanta e un tracciato è stato previsto nella Variante Parziale redatta dalla precedente Amministrazione ma poi non perfezionata nel suo iter.
Se ne parla ora, come risultato dell’impegno di questa Amministrazione che ha studiato la mobilità e il traffico della nostra Città e ha proposto il tracciato di cui si discute in questi giorni.
Rispetto al passato c’è sicuramente un dato che vogliamo immediatamente sottolineare poiché ci vede protagonisti: mai come in questo periodo siamo stati vicini alla progettazione e alla realizzazione dell’opera e questo lo dobbiamo alla determinazione dell’attuale maggioranza che, forse, pecca un po’ nella comunicazione, non nel desiderio di lavorare per il bene della Città.
Il secondo dato che vogliamo evidenziare è che il dibattito sull’opera finora è stato caratterizzato da demagogia e calcolo politico; di dati oggettivi non ce ne sono se non quelli proposti dall’Amministrazione Comunale.
Ci spieghiamo meglio facendo alcuni esempi:
· si dice che la tangenziale così come è stata pensata e proposta costa troppo ma non si dice rispetto a che cosa si determina questo costo elevato. Dire che costa troppo significa porre in essere dei paragoni: quali sono? Abbiamo sentito parlare di tracciati alternativi, di ponti e viadotti sull’autostrada per passare da una parte all’altra, di svincoli e rotatorie di dubbia utilità; nessuno che dice quanto costa il progetto alternativo, nessuno che mette ben in chiaro le ragioni di queste alternative e men che meno dimostri la vera utilità di queste alternative. Eppure non mancano gli articoli di giornale e gli ambiti di dibattito…;
· si dice che il tracciato della tangenziale è stato bocciato dalla Regione Lombardia e dalla Società Pedemontana e chi lo dice mente sapendo di mentire, poiché alla Regione è stato chiesto un parere preliminare di tipo tecnico che non ha alcuna caratteristica di vincolo e la Società Pedemontana non può esprimere pareri vincolanti semplicemente perché ad oggi – purtroppo diciamo noi – la Pedemontana è un’opera che non ha alcuna corrispondenza sulla carta, è un’ipotesi priva di alcun valore vincolante;
· si dice che la nuova tangenziale aumenterà il rischio idraulico nella zona sud del territorio e anche qui si raccontano falsità tanto è vero che l’Autorità di Bacino per il Fiume Po, ente preposto ad esprimere un parere sull’ipotesi di tracciato, non si è detto assolutamente contrario.
C’è un ultimo dato che ci preme sottolineare e di cui non se ne parla poiché è scomodissimo per i detrattori: la scelta di fare la tangenziale in un’area di rispetto autostradale, quindi sostanzialmente inedificabile ma già interessata dalla viabilità, è fortemente rispettosa del territorio ed evita di consumarne ulteriormente. E’ contigua poi ad aree che sono già edificabili da oltre vent’anni e quindi non c’è spazio per ulteriori interventi e questo può non piacere a qualcuno.
Rimane una considerazione politica conclusiva da fare: gli opinionisti che in questi giorni hanno parlato sull’argomento tangenziale hanno sempre detto che è una cattedrale nel deserto perché non si interfaccia con i comuni vicini. E’ proprio vero che la politica fa diventare ciechi perché basta guardare anche con occhio superficiale le tavole del Piano Generale del Traffico Urbano per vedere che un proseguimento esiste ed è anche funzionale alle esigenze dei comuni vicini. Questo è un fatto inconfutabile tanto è vero che la giunta di Cassano Magnago sta dialogando con i comuni limitrofi e la Provincia di Varese per migliorare ulteriormente l’ipotesi tracciata nell’interesse di tutti.
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