Uno l’intelligenza non se la può dare

Dopo l’intervento dell’architetto Guglielmo Mozzoni, il direttore di Varesenews torna sulla vicenda legata all’albergo di Ville Ponti che riaccende il dibattito sulle opere per la città

Nei giorni scorsi Varesenews ha pubblicato alcune notizie che riguardano progetti di infrastrutture sul nostro territorio. Ad un editoriale hanno poi fatto seguito varie prese di posizione. L’ultima in ordine di tempo è quella dell’architetto Guglielmo Mozzoni, impegnato da tempo in una chiara battaglia contro la costruzione di un albergo a Biumo Superiore. Il noto professionista fa un lungo elenco delle ragioni per cui quella struttura non va fatta. Alla sua posizione critica diamo il giusto spazio perché lo merita, ma soprattutto perché questo è un tema che non deve restare tra gli addetti ai lavori o tra una élite della città. Mozzoni però va oltre la mera esposizione dei fatti. Intanto continua a parlare del parco Ponti quando sa benissimo che l’albergo non intaccherebbe un solo centimetro di quell’area, perché verrebbe costruito da tutt’altra parte. Poi parla di “accordi della Camera di commercio con compiacenti uffici comunali” per una modifica del Piano regolatore risalente a dieci anni fa che permette già di costruire un albergo. La disputa ora è solo se allargare, come richiesto dall’ente camerale, il numero delle camere e non se si possa o meno costruire. Se invece l’architetto è a conoscenza del fatto che in passato ci siano state irregolarità o altro non ha che da rivolgersi alle autorità competenti e denunciare possibili illeciti. Non lo fa perché non ve ne sono stati e perché viene più facile sollevare dubbi e ingiuriare che svolgere ragionamenti pacati e sereni. Verrebbe facile personalizzare uno scontro, ma ai cittadini cosa ne viene? Niente! Nemmeno a quelli, che vivono sul colle di Biumo e con qualche ragione sono perplessi o contrari rispetto al progetto dell’albergo. Per correttezza però, si ricordi bene come, se non fosse stato per la Camera di commercio, che si è presa l’onere della gestione, quel parco e quelle ville avrebbero fatto la fine di tante altre strutture che possono essere ammirate solo dietro cancelli e alti muri.  Quando le cose non vanno ancora peggio perché cadono nell’incuria più totale perché nessuno è in grado di farsene carico.

Quanto alla fine della lettera, l’architetto Mozzoni, forse, certe affermazioni poteva risparmiarsele perché il buon senso e l’intelligenza non stanno mai da una parte sola. Su questo progetto si lavora da anni e sono troppe le persone che vi sono state coinvolte per pensare che tutti siano stati privati di quelle caratteristiche che risiederebbero solo in chi vede come il fumo negli occhi una posizione diversa dalla sua. Magari un maggiore rispetto verso chi si impegna con passione (e qui si parla non solo di tanti imprenditori, ma anche di manager, associazioni di categoria e di consumatori, sindacati che rappresentano centinaia di migliaia di lavoratori, ed altri) non avrebbe sminuito le posizioni. Ma certo uno l’intelligenza non se la può dare.

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Pubblicato il 28 Luglio 2006
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