“Nè a destra, né a sinistra»
Venerdì sera l'assemblea costituente del Polo civico di centro. Il segretario Quintino Magarò anticipa le ragioni della nuova forza politica
«Nè con la destra, né con la sinistra. Senza alcuna nostalgia riprendiamo un percorso politico che abbia come centralità la persona, l’uomo e non l’economia». Questa la sintesi politica che ha determinato la nascita del Polo civico di centro. Venerdì 27 ottobre a Villa Ponti a Varese il primo appuntamento di un certo rilievo pubblico con l’assemblea costituente. Il segretario Quintino Magarò non nasconde la soddisfazione perché nelle ultime settimane, insieme a molti collaboratori, ha lavorato per presentare una squadra che rappresentasse tutto il territorio provinciale.
Magarò, ma c’era proprio bisogno di una nuova forza politica?
«La contrapposizione tra i due poli sta producendo una crescente sfiducia nelle istituzioni e nella politica. Noi non siamo il frutto di un pensiero elaborato a Roma, nasciamo dal basso, dalle esigenze dei territori. Occorre dare ai cittadini la possibilità di scegliere».
E la profilerazione di sigle non genera confusione?
«Noi abbiamo scelto di chiamare la nostra formazione Polo civico di centro proprio per evitare la frammentazione. L’idea è quella di dare una casa a tutte le forze moderate che già si impegnano in politca e non si riconoscono nei due schieramenti attuali. Nel Polo sono entrate varie sperienze civiche presenti in diverse amministrazioni che vanno da Lonate, a Cavaria fino a Oggiona Santo Stefano. Oltre a questi sono entrati tre partiti nazionali: quello democratico cristiano, Italia futura e l’Udeur. E da oggi anche Italia sociale di Fabio Castano».
Quali sono i punti di riferimento principali della vostra proposta?
«La ragione del nostro impegno politico parte dall’attenzione alla società, all’uomo. Ci rifacciamo all’esperienza dei cattolici democratici. Un riformismo moderato di centro senza alcuna tentazione di rifare la Democrazia cristiana. Quell’esperienza si è chiusa nel 1994 e non può essere riaperta, ma i valori di allora sono ancora validi».
Quindi vedete con simpatia l’esperienza di Follini?
«Con l’Italia di mezzo abbiamo molti contatti e certamente un comune sentire, ma non vogliamo fermarci a questo. Vogliamo aprire la porta a tutti i moderati a partire dagli amici dell’Udc, fino alla Margherita, all’Italia dei valori e all’Udeur che qui in provincia ha già aderito al Polo civico di centro».
Un’assemblea costituente è un impegno nel tempo. Quali sono i prossimi appuntamenti?
«Intanto siamo contenti di questa tappa anche perché siamo onorati di avere con noi l’ex ministro Gianni Prandini, Francesco Schillaci e Giuseppe Morrone. Per il futuro alcune cose sono già decise. Ci presenterenmo in tutte e 11 le amministrazioni che andranno al voto in primavera. Lo stesso per le provinciali. Tra una settimana si saprà anche chi sarà il nostro candidato a Villa Recalcati»
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