Hafnar ha ritrovato il ritmo: «Quando si vince si lavora con piacere»
L'ala della Whirlpool elogia il connazionale Capin e spiega: "Mi sento sempre meglio, ho ritrovato la fiducia. Ora attenti a Biella"
Le partite di Reggio Emilia e di Varese contro Teramo hanno riproposto ai tifosi della Whirlpool il Gregor Hafnar (nella foto) che avevano imparato a conoscere lungo tutta la stagione scorsa.
Un giocatore di grande importanza sui due lati del campo, che tuttavia a inizio campionato si era trovato in difficoltà nel calarsi nel ruolo di "sesto uomo". Ora l’ala slovena, rinfrancata dalle ultime prestazioni, predica attenzione in vista della trasferta di domenica prossima a Biella, dove Varese cercherà di tenere aperta una striscia vincente lunga per ora quattro partita.
Un inizio difficoltoso, poi abbiamo rivisto il vero Hafnar. Cosa è cambiato?
«Di preciso non lo so, perché dal punto di vista del lavoro in allenamento io non ho mai smesso di impegnarmi al massimo. Forse ho imparato a prendere fiducia al di là dei canestri segnati. Ho iniziato a essere soddisfatto della difesa, dei rimbalzi catturati e così ho ripreso il feeling con il gioco; ora mi sento meglio e mi sembra di aver trovato la mia giusta collocazione all’interno della squadra».
Tra l’altro abbiamo saputo che lei aveva alcuni problemi alla mano che hanno condizionato il suo rendimento. Ma non ne aveva mai parlato in pubblico.
«Sì, è vero. Però non era niente di grave anche se mi creavano qualche difficoltà quando dovevo tirare. Però potevo comunque giocare, non mi sembrava il caso di cercare scuse per il mio rendimento».
Dopo quattro vittorie consecutive la Whirlpool va a Biella. Che tipo di partita vi aspettate?
«Da quello che si è visto fino adesso, tutte le squadre sono pericolose soprattutto in casa propria (foto a lato: www.simoneraso.com). Dovremo dare il 150% senza pensare troppo a chi abbiamo di fronte, perché giocatori bravi ne troviamo ogni domenica. Sarà il caso di dimenticarsi le nostre ultime partite per pensare solo all’Angelico, se vogliamo proseguire nel momento positivo».
Da quest’anno ha al suo fianco un altro sloveno, Alex Capin, che si sta dimostrando un innesto riuscito. Vi eravate parlati la scorsa estate, quando era il momento per lui di firmare il contratto?
«Capin è un giocatore molto buono, come dimostrano le sue presenze da giovanissimo nella nostra nazionale. L’anno scorso ha vissuto un’esperienza difficile a Reggio Calabria, dove per tanti motivi non ha potuto mostrare tutto il suo valore. Quando è stato contattato dalla Whirlpool ci siamo sentiti; io gli ho consigliato di venire qui e sono contento che sia arrivato. Anche se il mio giudizio non fa molto testo: sapete bene quanto a me piaccia vivere e giocare a Varese, per questa società e per questo pubblico. Comunque vi assicuro che anche lui è molto soddisfatto».
Intanto con gli allenamenti di Magnano non ci si annoia mai, visto il ritmo con il quale vi fa lavorare.
«È vero, Ruben è un coach che vuole sempre il massimo da tutti, ad ogni allenamento. Ci si stanca, però quando arrivano le vittorie è anche bello sostenere questi ritmi. Si lavora con piacere, perché si vede che gli sforzi sono utili».
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