PositiVa al sindaco:«Dateci l’ex-macello pubblico»
I ragazzi della rete di associazioni che organizzano la street parade tornano alla carica chiedendo un incontro con l'amministrazione per avere uno spazio da adibire a laboratorio creativo
La street parade non è e non diventerà un evento isolato, PositiVa, la rete di associazioni che ha organizzato la manifestazione svoltasi meno di un mese fa, torna in campo e comincia a chiedere «uno spazio auto-gestito e libero per creare un laboratorio artistico-culturale nel quale tutte i flussi creativi di Varese possano incanalarsi senza bandiere politiche o partitiche, senza preclusioni e senza business». Hanno le idee chiare Alessandra Pessina, ventieseienne, e Luca Calandro di 23 anni, (nella foto) membri di PositiVa e loro portavoce alla conferenza stampa che si è tenuta questa mattina nella sede del Q.b.r., l’associazione di quartiere "Quei bravi ragazzi" nata per vivacizzare la difficile periferia delle Bustecche.
«La richiesta parte dal basso – spiega Luca – sono i ragazzi dei quartieri, esclusi dalla cinta murararia della città per bene, che chiedono un luogo all’amministrazione ma anche ai privati. Abbiamo colto positivamente l’apertura nei nostri confronti fatta dal sindaco Attilio Fontana nel corso di un’intervista precedente alla street parade e apprezziamo la sua passione per l’arte. Questi sono due buoni motivi per ascoltarci ». La rete di PositiVa, infatti, ha già inoltrato la richiesta d’incontro al sindaco per aprire un tavolo di discussione su alcuni luoghi in disuso della città:«Sappiamo che esiste la possibilità di ottenere un fondo per ristrutturare il macello civico – spiega Alessandra – ma in assenza di un progetto non è stato mai fatto niente. Ora noi diciamo al sindaco che un progetto c’è». Il progetto consiste nel creare un laboratorio nel quale si possa creare arte, esporla, farla conoscere alla città auto-gestito e auto-finanziato dalle associazioni stesse.
«Crediamo che a Varese le associazioni vivano un disagio importante – continua Alessandra – infatti chiederemo al sindaco di creare anche uno sportello unico per le associazioni con del personale che possa sbrigare tutte le pratiche che oggi svolgono tanti uffici diversi. Siamo convinti che questa proposta, se applicata, arricchirebbe la città di iniziative che possano tenere viva la città, senza associazionismo non c’è vita culturale e sociale». Varese oggi non ha spazi per i giovani che non siano luoghi commerciali come grandi centri commerciali, bar e pub. Facendo leva su questa situazione anomala PositiVa chiede al sindaco attenzione. «Vogliamo aprire un dialogo con le istituzioni consapevoli che rappresentiamo tante realtà come Lav, Emergency, Libera, Acli, Cgil, Legambiente e molti singoli artisti e musicisti – conclude Alessandra – se verremo ascoltati Varese ne trarrà solo vantaggi».
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