«Polemica sull’ospedale? È uno scaricabarile»

Intervento dei Comunisti italiani che difendono l’operato dei sindacati e accusano il primo cittadino di aver attuato solo un’operazione demagogica

«Gli amministratori tradatesi stanno usando la situazione dell’ospedale come teatro della loro perenne litigiosità, tutta concentrata nell’opera di spartizioni dei posti tra partiti e correnti del centro destra. Questa logica spartitoria e questa concezione sono alla base dei problemi della sanità». L’attacco arriva direttamente dalla sezione cittadina dei Comunisti Italiani, che sollevano la polemica sul comportamento di sindaco e amministratori dopo i botta e risposta tra il Comune di Tradate e l’Azienda Ospedaliera di Busto Arsizio, cui l’ospedale Galmarini fa capo. Il prossimo 2 febbraio il direttore dell’Azienda rispodnerà direttamente in consiglio comunale alle accuse di depotenziamento sollevate dal sindaco Stefano Candiani e dall’assessore Vito Pipolo.

Alcuni politici della minoranza, hanno deciso quindi di intervenire prima sulla questione: «Il Consiglio comunale di Tradate , all’unanimità, ha approvato una mozione per chiedere maggiori investimenti e servizi per l’ospedale “Galmarini” – spiegano in un comunicato dalla sezione del parito dei Comunisti Italiani -. Nella stessa,viene rappresentato un malessere presente nel personale dell’ospedale, evidenziato il depotenziamento di alcuni settori e soprattutto la carenza di una strategia, vista anche la chiusura di un intero piano del reparto di medicina. Ci si aspettava che la Giunta comunale provvedesse, come è sua competenza , a far valere la mozione del Consiglio presso le autorità sanitarie».

«Ci troviamo di fronte invece ad un’incredibile operazione demagogica e noi aggiungiamo, data l’importanza della materia, vergognosa da parte della Giunta comunale – prosegue il comunicato -. Ci sembra evidente che la polemica degli amministratori tradatesi, Sindaco leghista in testa, sia purtroppo funzionale a coprire le responsabilita’ della loro coalizione (sono gli stessi che amministrano la Regione), come sempre, ai giochi di potere. Insomma si vede bene che è uno scaricabarile; ma le responsabilità sono da ascrivere anche al Comune di Tradate: dove è finito l’impegno a favorire, anche attraverso misure abitative, la stabilità del personale infermieristico?

Sarebbe utile che davvero, punto per punto, ma senza demagogia, si affrontassero le questioni poste dal Consiglio comunale e che il Sindaco la smettesse di criticare i lavoratori e il Sindacato».

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Pubblicato il 18 Gennaio 2007
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