I tecnici di radiologia: «Non si confondano i profili professionali»
In una nota i tecnici sanitari di radiologia medica lamentano i recenti accordi che mettono in pericolo le qualifiche
Egr Direttore,
in un momento come questo non è facile parlare di sanità, in modo particolare degli operatori, che ogni giorno con professionalità e dedizione svolgono la loro attività con etica e deontologia .
Volevo tuttavia attirare la Sua attenzione su uno dei tanti operatori sanitari,ovvero il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica.( TSRM ) ( 21 sono i profili professionali appartenenti al mondo sanitario delle professioni ). La Diagnostica per Immagini utilizza processi diagnostici e/o terapeutici mediante immagini, a fronte di numerosi input di un mercato medico turbolento, ed è proprio in questa realtà che interagiscono due figure distinte per competenza ma complementari , il medico radiologo e il Tecnico Sanitario di Radiologia. Ricordo ai lettori che tale professionista, oggi laureato, offre al radiologo medico, la miglior iconografia possibile ponendolo in condizione di produrre il referto radiologico. Ogni giorno questo obiettivo attiva una serie di procedure che vedono questo professionista continuamente in relazione con tecnologie complesse sempre più informatizzate, dalla radiologia alla medicina nucleare sino alla radioterapia.
È di poche settimane fa la notizia di un accordo tra la Federazione Nazionale Tecnici Sanitari di Radiologia Medica e la SIRM ( Società Italiana di Radiologia Medica ) per armonizzare in simbiosi le competenze necessarie all’interno delle fasi che compongono il processo radiologico.
Il corretto esercizio delle competenze professionali, che la legge impone a tutela degli interessi pubblici coinvolti, presuppone che sia soddisfatta l’esigenza del rispetto delle specifiche sfere di attribuzione professionale, oggetto di specializzazione, attesa la finalità di evitare che figure non autorizzate e non in possesso delle adeguate competenze svolgano un’attività tanto delicata vista anche la possibile ripercussione che simili indagini producono sulla salute del fruitore della prestazione sanitaria.
Alla luce della vigente normativa, il ruolo professionale riconosciuto al Tecnico di radiologia delinea un operatore posto a tutela della garanzia qualitativa e quantitativa dell’attività sanitaria, chiamato a preservare la salute della persona fisica che si affida alla sua esperienza e capacità quale destinatario finale dell’esame.
La Legge 10 agosto 2000, n. 251 ha recentemente fornito una definizione dell’operatore appartenente all’area tecnico-diagnostica come colui che con autonomia professionale è incaricato delle “procedure tecniche necessarie alla esecuzione di metodiche diagnostiche… sulla persona… in attuazione di quanto previsto nei regolamenti concernenti l’individuazione delle figure e dei relativi profili professionali definiti con decreto del Ministro della Sanità”.
Recentemente nel “Documento d’indirizzo per l’identificazione delle competenze dell’Area Radiologica” siglato il 10 Maggio 2005 dai Presidenti di Federazione Nazionale Collegi Professionali Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, SIRM, AIMN, AINR, AIRO, AIFM e dal Segretario SNR, si è giunti ad una definizione puntuale dell’atto radiologico come il risultato di processi all’interno dei quali, nel rispetto delle reciproche competenze, sono coinvolti il medico specialista dell’Area Radiologica, lo specialista in fisica sanitaria ed il Tecnico Sanitario di Radiologia Medica : individuato come il professionista cui è attribuita anche l’effettuazione degli aspetti tecnici della procedura.
Il documento è stato inviato anche al Ministero della Salute allo scopo di procedere ad una verifica capillare e scrupolosa perchè le operazioni e l’utilizzo di apparecchiature che comportino l’uso di fonti radiogene, vengano riservati al personale formalmente preparato (Tecnico Sanitario di Radiologia Medica) a garanzia della salute dei destinatari della prestazione. In tal senso il possesso dello specifico titolo professionale in capo al Tecnico di Radiologia diviene per i cittadini garanzia dei requisiti di idoneità e di capacità di colui che gestisce l’operazione sanitaria e specifica cautela contro i pericoli connessi all’esposizione a fonti di radiazioni ionizzanti.
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