«Troppo presto un film su Pantani»
L’ex ciclista Claudio Chiappucci, capitano del "Pirata" è critico nei confronti della fiction trasmessa da Rai Uno
«È troppo presto, forse serviva che passasse ancora un po’ di tempo. Non capisco perchè fare ora una fiction su di lui». Lunedì sera su Rai Uno andrà il onda “Il Pirata. Marco Pantani”, il tv-movie diretto da Claudio Bonivento e prodotto da Bibi Ballandiu per la Rai, ma Claudio Chiappucci, che è stato in passato il capitano di Pantani nella Carrera e che ha corso con lui diverse gare, non ci sta: «Non credo che vedrò questa fiction, non mi interessa, preferisco ricordare Marco per quello che è stato, un campione del ciclismo».
Il film racconta la vita del Pirata, dagli inizi, fino alla tragica fine, passando al tragico tracollo di Madonna di Campiglio, quando venne accusato di far uso di Doping e indagato da ben 9 procure. La pellicola di Bonivento arriva fino a quel tragico 14 febbraio del 2004, senza però mostrare la camera del residence dove fu trovato il corpo senza vita del Pirata. Sabato pomeriggio scorso, i genitori di Marco hanno visto in anteprima il film e la madre di Pantani, lo ha definito, tra le lacrime “un grande film”. Anche il padre si è detto molto soddisfatto.
Chiappucci, varesino da sempre che oggi vive a Tradate, nei mesi scorsi è tornato agli onori della cronaca nazionale per la sua partecipazione all’Isola dei famosi, dove è arrivato alla serata finale. «Ero in Honduras quando hanno realizzato il film, quindi non potevo essere contattato dalla produzione – racconta il ciclista -. Sicuramente però, per natura della fiction, non sarà tutta realtà, molte cose immagino saranno tagliate».
«Preferisco ricordarlo come un amico con cui ho corso molte gare – prosegue – e non vederlo su una televisione in un prodotto realizzato da chi nemmeno ha dormito nella stessa camera per tante notti».
Chiappucci ha un chiaro ricordo di Pantani: «Buono, volenteroso, infaticabile, determinato, anche sfortunato. È riuscito a essere un campione, facendo tanti sacrifici. Sempre pronto a rialzarsi da ogni caduta, almeno nell’ambito sportivo. Fare una fiction ora è troppo presto, avevano già fatto tanti libri. Dopo soli tre anni, ce n’era proprio bisogno?»
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