Wwf Groane: «Stiamo perdendo anche il cielo»
L'associazione invita i Comuni del Parco Groane ad aderire all’iniziativa nazionale del 16 febbraio “M’illumino di meno” per il risparmio energetico e contro l'inquinamento luminoso
Riceviamo e pubblichiamo:
Alla terza edizione de “I luoghi del cuore” organizzata dal FAI, tra i più votati risulta classificato al 46° posto il “Cielo stellato”. E’ ormai certo che il cielo è diventato un patrimonio da tutelare in quanto a “rischio di occultazione”. Purtroppo l’illuminazione notturna, senza regolamentazione e limiti, sta diventando così intensa da non permettere anche nei nostri paesi l’osservazione del 96% delle stelle. Si tratta di quell’evento artificiale frutto dell’irrazionalità della nostra specie e definito come “inquinamento luminoso”, che provoca squilibri all’ambiente in quanto modifica le abitudini naturali di animali ed i cicli vitali delle piante.
Perché irrazionale? Perché una grande quantità di illuminazione esterna, pubblica o privata, si disperde verso l’alto oscurando il cielo, creando i problemi sopra indicati ed anche inutili sprechi di denaro e di risorse naturali. Ciò è dovuto al fatto che la luce artificiale non viene orientata in modo adeguato con le opportune schermature e sovente non si utilizzano lampade più efficienti (meno consumi e migliore illuminazione) come, ad esempio, quelle al sodio a bassa od alta pressione.
E’ dimostrato poi che illuminare con irrazionalità strade o luoghi abitati non migliora di certo la sicurezza stradale o privata. Infatti, nel primo caso può addirittura provocare abbagliamenti o distrazioni agli utenti della strada, creando pericolo perché viene ridotta l’acutezza visiva; nel secondo caso ricerche hanno dimostrato che una eccessiva illuminazione non riduce gli atti di vandalismo anzi si verifica l’opposto dovuto anche ad una falsa sensazione di sicurezza che si viene a creare. Un importante strumento di lotta a questa forma di inquinamento è stato introdotto in Lombardia con la L.R. n. 17 del 2000 e s.m.i., emanata per ridurre i consumi energetici, tutelare la ricerca scintifica degli osservatori astronomici e la conservazione degli equilibri ecologici.
Secondo tale normativa, tutti i Comuni entro dicembre del 2006 dovevano dotarsi di piano di illuminazione che disciplina le nuove installazioni (quanti l’hanno fatto?). In particolare nelle zone tutelate, come ad esempio l’area naturale protetta del Parco Groane, gli apparecchi di illuminazione devono essere modificati e sostituiti secondo tale normativa entro il 31 dicembre 2007. Ma oltre all’area protetta la maggior parte dei Comuni consorziati con l’ente Parco Groane rientra interamente nella fascia di rispetto degli osservatori astronomici. Il WWF invita quindi i Comuni delle Groane ad ottemperare quanto dettato da tale legge, magari imitando il Comune di Barzago (LC) riconosciuto come il 1° Comune europeo contro l’inquinamento luminoso; chiede inoltre altrettanta collaborazione ai singoli cittadini oltre a segnalare agli organi di vigilanza le gravi irregolarità. E’ il caso, ad esempio, assurdo di un recente utilizzo di pali luce lungo una pista ciclabile posta proprio di fronte all’ingresso dell’ente Parco Groane, dove le lampade sono schermate in modo da disperdere inutilmente luce verso le chiome degli alberi con inutili sprechi e con effetti come la riduzione della capacità di produzione dell’ossigeno, come recentemente dimostrato. Oppure il caso, in un Comune a nord del Parco Groane, di potenti fari che da pochi mesi illuminano dal basso verso l’alto un campanile d’inizio secolo scorso fin oltre alla sommità e per l’intera notte, quando invece ciò sarebbe permesso solo in presenza di monumenti di comprovato valore architettonico e, comunque, il fascio luce dovrebbe stare almeno un metro al di sotto del bordo superiore della superficie da illuminare e con spegnimento parziale o totale entro le ore ventiquattro. In entrambi le situazioni probabilmente, con scarsa razionalità, gli ideatori pensavano di creare un effetto suggestivo, trascurando tutte le conseguenze sopra citate come gli inutili sprechi economici causati da impianti mal progettati, invece di utilizzare le risorse risparmiabili per fini ben più nobili, anche perché dopo la mezzanotte quanti si soffermano ad ammirare un monumento?
Il WWF sez. Groane auspica poi che i Comuni del Parco Groane aderiscano all’iniziativa nazionale del 16 febbraio “m’illumino di meno” per sensibilizzare i cittadini al risparmio energetico e alla lotta all’inquinamento luminoso, tempo permettendo dedicando magari alcuni minuti di riflessione verso la magnificenza di un cielo stellato (ulteriori informazioni sull’iniziativa al sito di Caterpillar http://www.radio.rai.it/radio2/caterueb2006/millumino/index.cfm).
Ulteriori dettagliate informazioni sull’inquinamento luminoso si possono consultare sul sito www.cielobuio.org ideato dall’Associazione di protezione del cielo notturno.
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