Adsl, già coperto il 95% della Valcuvia
Incontro per valutare la diffusione della banda larga nella comunità montana. «Ora è necessario concentrarsi sui servizi da offrire ai cittadini»
Primo incontro giovedì 15 marzo della “cabina di regia” della Comunità montana della Valcuvia, creata per il coordinamento della diffusione della banda larga sul suo territorio, per analizzare la situazione dei comuni non ancora coperti dall’Adsl e sullo stato dei lavori, ma anche per confrontarsi e proporre delle migliorie al progetto presentato a fine gennaio.
Erano presenti, oltre ai rappresentanti dei comuni non ancora raggiunti dal servizio, Ngi Spa e Quattro Srl, cioè i provider che hanno aderito al progetto. Da parte di tutti, reazioni positive alla presentazione dei risultati raggiunti: a soli due mesi dal lancio del progetto, già il 95% del territorio valcuviano risulta connesso ad Internet tramite il progetto EOLO della Ngi, la prima società a partecipare all’iniziativa; il servizio di Quattro Srl sarà invece attivo solo nei prossimi quattro mesi.
Oltre alla pura presentazione dei dati, si è anche discusso sulle proposte dei rappresentanti dei comuni; tra le altre, è emersa la necessità di informare e istruire maggiormente i cittadini per portarli ad una scelta più consapevole. A tal fine, l’ente si è impegnato sia in un’attività di vigilanza per evitare eventuali scorrettezze a danno degli utenti, sia nella diffusione di un’informazione corretta e trasparente, anche attraverso incontri pubblici e una sezione dedicata all’ interno del proprio portale internet.
«Il confronto tra i Comuni e i provider si è dimostrato estremamente costruttivo come evidenziano anche i risultati raggiunti – ha
commentato l’assessore alla comunicazione e ai sistemi informatici della Comunità montana della Valcuvia Roberto Sonzogni (foto) – . Mi auguro che il successo di questa iniziativa, che fa leva sulla libertà d’ incontro tra domanda e offerta, possa servire da esempio anche per progetti di maggiore rilevanza territoriale. Ora è necessario concentrarsi sui servizi da offrire ai cittadini ma soprattutto investire nella formazione: un ancora più profondo “divario digitale”, infatti, è rappresentato dal dilagante analfabetismo informatico che, come dimostrano i dati Erostat, è il vero ostacolo per la diffusione dei servizi di eGovernment».
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