Agricoltura varesina tra rilancio d’immagine e difficoltà quotidiane

Alla vigilia di AgriVarese si ribadisce l'impegno della Provincia per il settore primario: «ora però chi ci crede deve investire davvero» avverte l'assessore Specchiarelli. Sul fronte del latte è battaglia sui prezzi al produttore

Un’agricoltura varesina che di certo conosce problemi e limiti, ma che con l’ausilio della Provincia intende uscire dal "cono d’ombra" in cui oltre un secolo di industrializzazione l’aveva gettata. Questo il ritratto del settore alla vigilia di AgriVarese, la grande fiera del settore agricolo varesino (e non solo) in programma a MalpensaFiere nel prossimo weekend (24-25 marzo, qui il sito con orari e programma dettagliato). Una fiera frutto del lavoro comune di associaizoni di categoria, camera di Comemrcio e Provincia, e i cui primi appuntamenti in programma saranno venerdì 23
marzo dalle 15 alle 17,30, con un importante convegno dedicato
all’"agroenergia", alle biomasse e ai biocombustibili
, e sabato 24 alle
ore 10 con l’inaugurazione ufficiale. All’interno di
AgriVarese vi saranno numerose iniziative collaterali che
condurranno il pubblico in un percorso fra allevamento, vivaismo e
prodotti tipici locali, in modo da soddisfare curiosità e palato ad un
tempo.

Tanti i temi toccati durante la conferenza stampa di presentazione, con gli ospiti introdotti da Antonio Franzi a toccare i vari aspetti di questa esposizione dedicata a far consocere al grande pubblico una ricchezza insospettata della nostra terra. Di agricoltori come «sentinelle del territorio» ha parlato il presidente di MalpensaFiere Fernando Fiori, un concetto ripreso con forza anche dall’assessore provinciale all’agricoltura Bruno Specchiarelli, che  ha ricordato come nel piano di Coordinamento
Territoriale Provinciale (PTCP) di prossima approvazione gli ambiti e terreni agricoli saranno
tutelati espressamente per fare argine all’invasione del cemento.

Specchiarelli ha anche messo in luce un passaggio importante: «La stagione dei disciplinari e delle certificazioni di qualità si avvia al termine», anche se con questa nuova edizione (l’undicesima, la quarta presso i padiglioni di via XI Settembre, ndr) sarà presentato il disciplinare per il miele varesino. Il tempo della pubblicità si chiude, e ora chi davvero vuole investire in agricoltura deve uscire allo scoperto: è il momento di tradurre la qualità, accertata e certficata, in quantità, non di aumentare i prezzi, avverte l’assessore. «L’agricoltura nel Varesotto c’è stata, c’è e ci sarà: far passare questo messaggio è la nostra mission principale».

«Non più contadini, ma imprenditori agricoli che devono saper stare sul mercato e reinventarsi», anche tramite l’agriturimo e la vendita diretta dei prodotti, gli agricoltori e allevatori varesini hanno quali loro fiori all’occhiello il florovivaismo e le produzioni di miele e latte (senza dimenticare prodotti locali certificati come le pesche di Monate, la formaggella del Luinese o gli asparagi di Cantello). Non mancano i problemi: se come accennato bisogna investire in quantità produttive, pur nei limiti di un’agricoltura non in espansione, ma che si difende, il settore latte è in grande sofferenza. Il latte esce dalle stalle a 32 centesimi al litro ma vie venduto nei supermercati a 1 euro e 30, denuncia il rappresentanti di Coldiretti Cerutti; gli assessori provinciali lombardi hanno chiesto alla
Regione che essa blocchi i 50 milioni di euro destinati all’industria
agroalimentare se non vi sarà garanzia di adeguate ricadute sul
territorio regionale. C’è poi il «vero e proprio furto di terreni a danno dell’agricoltura» attuato di continuo dalle espansioni edilizie residenziali, produttive e commerciali messo in luce dalla dottoressa Albertoli di Confagricoltura; un’altra debolezza è il ricorso ancora insufficiente all’associazionismo, come ricordava Carlo Spertini per i florovivaisti varesini. 

 

Le istituzioni fanno la loro parte: in cinque anni in provincia sono giunti 18 milioni di euro per il settore primario; la Provincia, in segno di partecipazione, ha anche acquisito una quota simbolica in Prealpina Latte, cooperativa che ha salvato una situazione fattasi serissima nel settore lattiero. Un settore che conta sull’alta qualità di prodotti e animali per rilanciarsi: intanto, ricordava il direttore degli
allevatori varesini Giuseppe Invernizzi
, oltre 3500 bambini (non c’è
stato posto per tutte le richieste) delle scolaresche verranno a MalpensaFiere a visitare "Vivi la
fattoria", vero percorso educativo. E il futuro, anche dell’agricoltura, è tutto loro.

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Pubblicato il 20 Marzo 2007
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