Claudio Castrogiovanni: “Il mio Capitan Uncino? Deve andare in analisi”
Tra gli attori di Peter Pan ci sarà anche un talento di teatro, cinema e tv. Con tanti progetti, di cui sentiremo parlare nel 2007
Ha già avuto un’esperienza invidiabile, e a sentire in quanti progetti è impegnato in questo periodo c’è da scommettere che di lui sentiremo parlare molto, quest’anno. Stiamo parlando di Capitan Uncino o, meglio, dell’interprete di questo personaggio nell’attesissimo musical di Peter Pan: Claudio Castrogiovanni. Non è un personaggio nuovo al musical, anzi: ha partecipato a titoli d’impatto come "Jesus Christ Superstar", "Evita" e "Grease". Ma Castrogiovanni non disdegna nemmeno il cinema ("Terra Rossa" di Giorgio Molteni e "Malena" di Giuseppe Tornatore", tra i tanti) e nemmeno la tv ("La squadra", "Benedetti dal Signore", "Incantesimo 6").
Questi sono solo alcuni esempi dei suoi ruoli, ai quali si aggiungono oggi una sit-com per Canal Jimmy, un film con Enzo Monteleone e la scrittura di una sceneggiatura per una sit-com radiofonica. Insomma, questo Capitan Uncino è decisamente impegnato. Ma in questo periodo il suo cuore va alla magia di questo musical, e del suo personaggio. Ecco come ce l’ha raccontato.
Per lei questo è un periodo fortunato, e tra le sue esperienze questo Peter Pan è quella che ha già registrato un ottimo riscontro. Cosa dobbiamo aspettarci dallo spettacolo?
«Sì lo spettacolo sta avendo un grandissimo successo, ed anche per questo ci piace dire che è magico. Ma anche perché riusciamo a far divertire i bambini e commuovere i grandi: ci sono tante persone adulte che poi ci ringraziano perché per due ore gli abbiamo permesso di sospendere le preoccupazioni della vita quotidiana».
Come ha affrontato il ruolo di Capitan Uncino?
«Mi sono molto divertito, io non credo che Capitan Uncino sia molto cattivo, è solo un uomo con un certo senso di solitudine che gioca con Peter Pan. Per caratterizzarlo ho puntato molto sulla fisicità, lo faccio muovere in modo innaturale, come un cartone animato. Ha molti tic, dico sempre che se vivesse ai giorni nostri dovrebbe andare in analisi! E poi ho lavorato molto sulla sua vocalità, ma soprattutto sui movimenti, per i quali mi sono ispirato ad un paio di animali».
Animali? Quali?
«Ho osservato il pavone, e la gallina (ride). Partendo dagli animali puoi capire molto del carattere dei personaggi, e per me è naturale avendo studiato con il metodo Lecoq».
Il suo è soprattutto un Uncino divertente, giusto?
«Sì ho voluto assolutamente dare un’impronta ironica e divertente, per quanto in tutto lo spettacolo il personaggio venga preso sul serio, si tratta di un Capitan Spaventa. Capitan Uncino è un Brancaleone, se pensiamo che uccide e poi ha paura folle del suo stesso sangue. Crede davvero di essere coraggioso, e a volte lo è, ma fa ridere perché è pieno di piccole paure».
In questo spettacolo ha l’occasione di collaborare con grandi artisti. Un cast completo, le musiche di Bennato e la direzione artistica di Brachetti. Come sente questa esperienza?
«Il cast è meraviglioso, perché ci sono attori completi: sanno ballare, cantare e recitare. Per quanto riguarda la musica, "Sono solo canzonette", di Bennato, è l’album della mia adolescenza, quindi sono felicissimo di portarne il naturale sviluppo. Non ho potuto collaborare direttamente con Brachetti, perché lui ha partecipato più alla fase creativa, ma sicuramente ha dato il giusto tocco di atmosfera. Ma credo che il merito di tutti i minuti di grande entertainment vada a Maurizio Colombi, il nostro grande regista, che ha fatto un lavoro fantastico».
Sta facendo mille esperienze. Se dovesse scegliere tra teatro, cinema e tv cosa sceglierebbe?
«Questo per me è un periodo veramente fortunato, e ricco di esperienze. Sabato parte su Canal Jimmy una sit-com che mi vede protagonista, qualcosa di brillante alla "Camera Cafè", si intitola "Senti chi pensa". Ad aprile poi lavorerò con il regista Enzo Monteleone per un ruolo da coprotagonista in un film su Totò Riina. Per me è un onore, ho amato il suo El Alamein. In questo periodo sto persino scrivendo, una sit-com radiofonica per Vladimir Luxuria. Insomma, faccio di tutto, e mi trovo sempre a mio agio. Ogni cosa ha i suoi vantaggi. Il teatro mi può far provare l’emozione diretta del pubblico, nel cinema ho l’onore di lavorare per registi che ammiro. Amo tutte queste cose».
E probabilmente tutto questo amore lo porterà sempre ad essere un artista completo, e di successo. Come direbbe Capitan Uncino: "Parola d’onore".
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