La nuova chirurgia dell’«ospedale-cantiere» di Busto

Inaugurazione con parata di autorità per il reparto di degenza, trasferito al terzo piano del padiglione polichirurgico; ma già fervono i lavori anche per il Pronto Soccorso

Taglio del nastro”, stamani, per la nuova sede della Chirurgia Generale dell’Ospedale di Busto Arsizio, diretta dal professor Francesco Zurleni, che già da domani ospiterà i malati. Con la benedizione di monsignor Claudio Livetti si è (ri)aperta una struttura di degenza rinnovata secondo le più aggiornate disposizioni di legge e nel rispetto degli indirizzi tecnologici correnti: risaliva infatti al 1981 la sua prima apertura, e dopo un quarto di secolo di onorato servizio era venuto il momento di un sostanzioso maquillage. Oggi, mercoledì 9 maggio, si è inaugurato il terzo piano del padiglione polichirurgico del nosocomio bustese, ma già da dopodomani si avvieranno i lavori anche per sistemare il piano soprastante, perchè, come ricorda il direttore dell’Azienda ospedaliera Pietro Zoia tra un complimento e l’altro al personale, «l’ospedale è un cantiere». Per ricordarlo erano presenti un po’ tutte le autorità: il Prefetto Aragno, il vicequestore Scalise, l’assessore Raffaele Cattaneo per la Regione e il suo collega Martignoni per la Provincia, il vicesindaco Reguzzoni per il Comune di Busto Arsizio, e tanti altri ancora.

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Il nuovo reparto misura 1.700 metri quadri, prima occupati dall’ambulatorio di Chirurgia, ora trasferito al quinto piano, e può contare su 20 camere a due letti e 2 a un letto, tutte dotate di servizi igienici, più un’accogliente sala soggiorno per i pazienti, studi medici per le visite e vari locali destinati al personale fra cui un’ampia sala di ritrovo per i medici. Numerosi gli interventi compiuti per la messa a norma dell’impiantistica (solo l’antincendio resta da completare, a causa di problemi con la ditta appaltatrice), in aprticolare con un impianto di condizionamento – il reparto è completamente climatizzato – e uno nuovo per la distribuzione dei gas medicali (aspetto messo in rilievo dai recenti tragici fatti avvenuti in Puglia), riorganizzazione degli spazi e delle divisioni interne, rifacimento di pavimentazioni e controsoffittature. In più in
ogni locale è stato predisposto un sistema di comunicazione interfonica con il quale i degenti possono contattare dal loro letto il personale infermieristico, in modo da consentire di segnalare subito le loro necessità o richieste. Il colore scelto per le tinteggiature è un giallo non troppo chiaro, sulla base di considerazioni di ordine psicologico, osserva il primario Zurleni: un colore, diciamo così, "più ottimista" del bianco classico degli ospedali, e mirato a far sentire a casa i pazienti, ma anche il personale che opera al loro servizio. «In pratica, abbiamo reso i muri degni delle persone che vi vivono, soffrono e lavorano quotidianamente» ha chiosato il direttore dell’Ao Zoia. Uno spirito, quello del lavoro medico, che il primario Zurleni vede ispirato alla carità cristiana verso il prossimo, a quell’educazione dello spirito che fa da sfondo alla formazione continua e alla professionalità.


Importanti i numeri della Chirurgia bustese: nell’Unità Operativa di Chirurgia Generale nel 2006 sono stati eseguiti 1.614 interventi di complessità medio-alta (di cui 287 in urgenza), 1.960 ricoveri (di cui 476 in Day Surgery). A questi numeri va aggiunta l’attività ambulatoriale, caratterizzata da 949 interventi, 3.506 visite, 6.672 tra medicazioni e controlli.

Il costo complessivo del nuovo reparto ammonta a un milione 200mila euro. L’intervento è stato possibile grazie ai seguenti finanziamenti stanziati nel 2004: 3milioni 850mila dallo Stato – Ministero della Salute; 227mila euro dalla Regione Lombardia – Direzione Generale Sanità, per un importo complessivo di circa 4 milioni di euro, comprensivi della ristrutturazione del Pronto Soccorso (in corso d’opera e la cui prima tranche sarà pronta fra un paio di mesi) e del terzo e quarto piano di degenza del Padiglione Polichirurgico. Ma presto sarà pronto, come ha rimarcato con sodisfazione Zoia, anche l’hospice per i malati terminali: una misura di civiltà etica prima ancora che sanitaria. «Non si dica più che favoriamo solo la sanità privata» ammonisce infine Raffarele Cattaneo: «la Regione ha insistito sulla linea della concorrenza pubblico-privato per fare in modo che ogni settore desse il meglio, nell’interesse di tutti i cittadini utenti dei servizi sanitari».

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Pubblicato il 09 Maggio 2007
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